di Riccardo Compagnino
La contabilità pubblica italiana sta vivendo una delle più profonde trasformazioni della sua storia. Per molti anni il dibattito si è concentrato sulle regole contabili, sugli equilibri di bilancio, sui vincoli della finanza pubblica e sulle procedure amministrative. Oggi, invece, siamo chiamati a un cambio di paradigma: comprendere che la contabilità non è un fine, ma uno strumento al servizio del governo delle amministrazioni e della qualità della democrazia.
In questa prospettiva è possibile leggere l’intero sistema contabile come un edificio sorretto da tre pilastri: programmazione, esecuzione e interpretazione. Solo il corretto equilibrio fra queste
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