Ici: l’avviso di accertamento deve essere notificato entro 5 anni

Ici: l’avviso di accertamento deve essere notificato entro 5 anni

Nella Sentenza n. 2752 del 4 maggio 2017 della Ctp Cosenza, la questione controversa riguarda un avviso di accertamento Ici emesso da un Comune. In particolare, il ricorrente sostiene che l’avviso emesso è nullo per difetto assoluto di motivazione, contestando l’attribuzione del valore venale alle aree fabbricabili effettuato dall’Ufficio impositore, e lamentando altresì alcuni errori nella individuazioni degli immobili tassati. Inoltre, la stessa raccomandata con l’avviso impugnato è stata consegnata all’Ufficio postale fuori termine.

La Suprema Corte rileva che, nel caso di specie, non sorge alcun dubbio sul fatto che la norma applicabile in materia di decadenza/prescrizione, vigente all’epoca della notifica dell’avviso di accertamento, è quella di cui all’art. 1, comma 161 e 171, della Legge n. 296/06, in vigore dal 1° gennaio 2007. La suddetta norma ha modificato la disciplina relativa alla prescrizione e alla decadenza della riscossione dei Tributi locali (Ici, Tarsu, Tosap, ecc.) in ordine alla fissazione, sia dei termini per l’emissione dell’avviso di accertamento, che di quelli per la riscossione coattiva.

I suddetti termini sono stati allungati ed uniformati, per cui l’Ente impositore deve notificare al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso di accertamento, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Tali termini valgono, sia in caso di omesse/i dichiarazioni e/o versamenti, sia in caso di infedele o incomplete dichiarazione, nonché di versamenti parziali o ritardati (comma 161). Poi, per esplicito disposto del successivo comma 171, la norma di cui al comma 161 “si applica anche ai rapporti d’imposta pendenti alla data di entrata in vigore della legge” (1° gennaio 2007).


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