Imposta comunale sulla pubblicità: è dovuta sui cartelli esposti nei negozi all’interno di un centro commerciale

Imposta comunale sulla pubblicità: è dovuta sui cartelli esposti nei negozi all’interno di un centro commerciale

Nella Sentenza n.  6714 del 15 marzo 2017 della Corte di Cassazione, una Società impugnava cinque avvisi di accertamento a mezzo dei quali il Concessionario della riscossione per un Comune, aveva richiesto il pagamento dell’Imposta comunale sulla pubblicità relativamente agli anni dal 2006 al 2010 sul presupposto che erano stati esposti diversi cartelli pubblicitari in corrispondenza dell’esercizio commerciale posto all’interno di un Centro commerciale all’ingrosso.

La Suprema Corte statuisce che in tema di Imposta sulla pubblicità, luogo aperto al pubblico deve essere considerato quello comunque accessibile, sia pure nel rispetto di determinate condizioni, a chiunque si adegui al regolamento che disciplina l’ingresso. Ciò in quanto il presupposto impositivo deve essere individuato nell’astratta possibilità del messaggio, in rapporto all’ubicazione del mezzo, di avere un numero indeterminato di destinatari, che diventano tali solo perché vengono a trovarsi in quel luogo determinato. Pertanto, ne deriva che anche lo spazio destinato a Centro commerciale che era accessibile dai soli soggetti abilitati alle transazioni che si svolgevano all’interno, era da considerarsi area aperta al pubblico ai fini di che trattasi.

Inoltre, la Suprema Corte afferma che in tema di Imposta comunale sulla pubblicità, la decadenza del Comune dall’esercizio del potere impositivo, la quale può essere rilevata solo dal contribuente, su cui grava l’onere della relativa prova, si verifica, ai sensi dell’art. 10 del Dlgs. n. 507/93, dopo il decorso di due anni “dalla data in cui la dichiarazione è stata o avrebbe dovuto essere presentata”.

Dunque, in caso di omessa dichiarazione, il “dies a quo” del termine biennale di decadenza va identificato nel momento del sorgere dell’obbligo della dichiarazione, il quale nasce, ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. n. 507/93, appena “prima di iniziare la pubblicità”.


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