Imu: esenzione immobile non istituzionale dato in comodato dalla Provincia al Comune

Imu: esenzione immobile non istituzionale dato in comodato dalla Provincia al Comune

Il testo del quesito:

Il ns. Comune ha intenzione di prendere in comodato un immobile di proprietà della Provincia da adibire ad Asilo nido. La Provincia può essere esentata dal pagamento dell’Imu per l’ipotesi prevista dalla Risoluzione Mef n. 4/13 nel caso in cui l’immobile sia destinato allo svolgimento di attività meritevoli ai sensi dell’art. 7, comma 1, lett. i), del Dlgs. n. 504/92?

 

La risposta dei ns. esperti.

L’art. 7, comma 1, lett. i), del Dlgs. n. 504/92, dispone che sono esenti da Imu “gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all’art. 73, comma 1, lett. c), del Tuir, di cui al Dpr. n. 917/86, e s.m.i., fatta eccezione per gli immobili posseduti da Partiti politici, che restano comunque assoggettati all’Imposta indipendentemente dalla destinazione d’uso dell’immobile, destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, di ricerca scientifica, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all’art. 16, lett. a), della Legge n. 222/85”.

Ai fini della spettanza dell’agevolazione dell’esenzione in capo alla Provincia, in quanto soggetto passivo Imu, devono essere rispettati contemporaneamente 2 requisiti:

– requisito soggettivo: consistente nell’essere ricompreso all’interno degli Enti di cui all’art. 73, comma 1, lett. c), del Dpr. n. 917/86. Sul punto evidenziamo che la Provincia non rientra tra questi soggetti in quanto inserita nell’elenco di enti di cui all’art. 74, del Dpr. n. 917/86;

– requisito oggettivo: il soggetto passivo deve svolgere all’interno dell’immobile un’attività elencata all’interno dell’articolo sopra citato con modalità non commerciali.

La Risoluzione Mef n. 4/13 estende l’esenzione citata agli Enti non commerciali che concedono in comodato d’uso ad altri Enti non commerciali un immobile al fine di esercitare al suo interno un’attività riconosciuta come “meritevole” dalla normativa.

Con riferimento al riconoscimento del carattere di non commercialità utile per la fruizione dell’esenzione per attività didattiche, l’art. 4, comma 3, del Dm. Mef n. 200/12, prevede 3 requisiti da rispettare contemporaneamente:

– l’attività deve essere paritaria rispetto a quella statale e la scuola deve adottare un Regolamento che garantisce la non discriminazione in fase di accettazione degli alunni;

– devono essere osservati gli obblighi di accoglienza di alunni portatori di handicap, di applicazione della contrattazione collettiva al personale docente e non docente, di adeguatezza delle strutture agli standard previsti, di pubblicità del bilancio;

– l’attività deve essere svolta a titolo gratuito, ovvero dietro versamento di corrispettivi di importo simbolico e tali da coprire solamente una frazione del costo effettivo del servizio, tenuto anche conto dell’assenza di relazione con lo stesso.

In considerazione di quanto sopra, riteniamo che l’attività di gestione di un Asilo nido non possa essere ritenuta quale attività meritevole, ai sensi dell’art. 7, comma 1, lett. i), del Dlgs. n. 504/92, in quanto non risulta soddisfatto il terzo requisito.

In conclusione, l’esenzione di cui all’art. 7, comma 1, lett. i), del Dlgs. n. 504/92, non spetta per la fattispecie prospettata per carenza, sia del requisito oggettivo che di quello soggettivo, richiesti dalla normativa.

Alessandro Maestrelli 


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