Incarichi non autorizzati: i compensi devono essere versati all’Amministrazione di appartenenza

Incarichi non autorizzati: i compensi devono essere versati all’Amministrazione di appartenenza

La Sentenza n. 54 del 16 aprile 2015 della Corte dei conti Lombardia attiene alla pretesa risarcitoria avanzata da una Procura regionale nei confronti di una dipendente pubblica che, nell’arco temporale 2003-2007, ha svolto attività retribuita presso terzi senza l’autorizzazione prescritta dall’art. 53, comma 7, del Dlgs. n. 165/01. La Sezione afferma che il caso di specie rientra pacificamente nelle tipologie espletabili (ergo non vietate in assoluto) per la loro occasionalità e “non professionalità”, ma previa autorizzazione datoriale. Questo generale regime autorizzatorio, a cui sottostanno anche le categorie di pubblici dipendenti non privatizzati (magistrati, militari, polizia, diplomatici, prefetti etc.), ha una evidente e condivisibile ratio sia civilistica-lavoristica che pubblicistica. La Sezione afferma che i dipendenti pubblici a tempo pieno o in part-time per una frazione superiore al 50% che svolgono incarichi remunerati per conto di altri soggetti pubblici o privati e che non sono autorizzati devono versare alla propria amministrazione tutti i compensi così ricevuti.


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