Incarico conferito dall’Ater senza la forma scritta

Incarico conferito dall’Ater senza la forma scritta

Nella Sentenza n. 15645 del 14 giugno 2018 della Corte di Cassazione, i Giudici di legittimità si esprimono sul contratto di conferimento professionale tra il privato e l’Ater nel caso in cui manchi la forma scritta. La Suprema Corte rileva che l’Ater del caso di specie, qualificato dalla Legge regionale come Ente pubblico economico strumentale della Regione, dotato di personalità giuridica e di economia imprenditoriale, patrimoniale, finanziaria e contabile, si configura comunque come un Organismo di diritto pubblico poiché svolgente un “servizio pubblico di interesse generale”, ferma restando la natura privatistica del rapporto con i propri dipendenti. Orbene, la natura di Ente pubblico economico acquisita da un Ente comporta che esso può ricorrere a strumenti di diritto privato per il raggiungimento delle finalità istituzionali cui è preposto, senza tuttavia escludere che, quale “Organismo di diritto pubblico”, esso sia soggetto alle relative disposizioni in tema di scelta del contraente e di forma del contratto ad substantiam, derivandone in mancanza la nullità exart. 1418, comma 1, del Cc. dei contratti conclusi per violazione di norma imperativa. Dunque, in base a quanto sopra statuito discende che per i contratti stipulati dalle Ater, in quanto posti in essere da un Organismo di diritto pubblico, si richiede in ogni caso la forma scritta ad substantiam, non surrogabile da una formazione del contratto per facta concludentia. Ed invero,contratti stipulati iure privatorumdalla Pubblica Amministrazione richiedono, a pena di nullità, la forma scritta ai sensi degli artt. 16 e 17 del Rd. n. 2440/23, in assenza della quale sono nulli e pertanto improduttivi di effetti giuridici e insuscettibili di sanatoria. Ne consegue che non può configurarsi una manifestazione tacita di volontà della Pubblica Amministrazione desumibile da fatti concludenti o da comportamenti meramente attuativi del rapporto.


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