Incentivi per funzioni tecniche: sono inclusi nel tetto dei trattamenti accessori

Incentivi per funzioni tecniche: sono inclusi nel tetto dei trattamenti accessori

Nella Delibera n. 7 del 5 aprile 2017 della Corte dei conti Autonomie, la questione controversa riguarda l’esclusione o meno dal tetto di spesa per il salario accessorio dei dipendenti pubblici, già previsto dall’art. 9, comma 2-bis, del Dl. n. 78/10 e reiterato dall’art. 1, comma 236, della Legge n. 208/15, dei compensi destinati a remunerare le funzioni tecniche svolte ai sensi dell’art. 113, comma 2, del Dlgs. n. 50/16. La Sezione evidenzia che il compenso incentivante previsto dall’art. 113, comma 2, del nuovo “Codice degli Appalti” non è sovrapponibile all’incentivo per la progettazione di cui all’art. 93, comma 7-ter, del Dlgs. n. 163/06, oggi abrogato. Anzi, è precisato nella Legge-delega (art. 1, comma 1, lett. rr, della Legge n. 11/16), che tale compenso vaa remunerare specifiche e determinate attività di natura tecnica svolte dai dipendenti pubblici,tra cui quelle della programmazione, predisposizione e controllo delle procedure di gara e dell’esecuzione del contratto “escludendo l’applicazione degli incentivi alla progettazione”. Di conseguenza, le risorse sono destinate al Fondo di cui all’art. 113, comma 2, del Dlgs. n. 50/16 (nella misura del 2% degli importi a base di gara) “esclusivamente per le attività di programmazione della spesa per investimenti, di predisposizione e di controllo delle procedure di bando e di esecuzione dei contratti pubblici, di Responsabile unico del procedimento, di direzione dei lavori ovvero direzione dell’esecuzione e di collaudo tecnico amministrativo ovvero di verifica di conformità, di collaudatore statico ove necessario per consentire l’esecuzione del contratto nel rispetto dei documenti a base di gara,del progetto, dei tempi e costi prestabiliti”.

Diversamente dispone l’art. 113, comma 1, per “gli oneri inerenti alla progettazione, alla direzione dei lavori ovvero al direttore dell’esecuzione, alla vigilanza, ai collaudi tecnici e amministrativi ovvero alle verifiche di conformità, al collaudo statico, agli studi e alle ricerche connessi, alla progettazione dei piani di sicurezza e di coordinamento” i quali “fanno carico agli stanziamenti previsti per la realizzazione dei singoli lavori negli stati di previsione della spesa o nei bilanci delle stazioni appaltanti”.

La Sezione considera poi che il compenso incentivante di cui all’art. 113, comma 2, del Dlgs. n. 50/16riguarda, non soltanto lavori, ma anche servizi e forniture, il che aggiunge ulteriori elementi di differenziazione rispetto all’istituto di cui all’art. 93, comma 7-ter, del Dlgs. n. 163/06.In relazione alla rilevata difformità della fattispecie introdotta dall’art. 113, comma 2, del Dlgs.n. 50/16, rispetto all’abrogato istituto degli incentivi alla progettazione, occorre verificare la sussistenza, nei nuovi “Incentivi per funzioni tecniche”, dei requisiti fissati dalle Sezione Riunite, ai fini della loro inclusione o meno nei tetti di spesa di cui all’art. 1, comma 236, della Legge n. 208/ 15.

La Sezione afferma che nei nuovi incentivi non ricorrono gli elementi che consentano di qualificare la relativa spesa come finalizzata ad investimenti. Il fatto che tali emolumenti siano erogabili, con carattere di generalità, anche per gli appalti di servizi e forniture comporta che gli stessi si configurino, in maniera inequivocabile, come spese di funzionamento, e dunque, come spese correnti (e di personale).

Pertanto, la Sezione afferma che gli incentivi per funzioni tecniche di cui all’art. 113, comma 2, del Dlgs. n. 50/16 sono da includere nel tetto dei trattamenti accessori di cui all’art. 1, comma 236, della Legge n. 208/15.


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