Incentivo alla progettazione: condizioni per la riconoscibilità in caso di lavori di manutenzione ordinaria

Incentivo alla progettazione: condizioni per la riconoscibilità in caso di lavori di manutenzione ordinaria

Nella Delibera n. 237 del 12 novembre 2014 della Corte dei conti Toscana, un Presidente di Giunta regionale ha inoltrato una richiesta di parere avente ad oggetto le condizioni per la riconoscibilità al personale dipendente dalla Regione dell’incentivo alla progettazione previsto dall’art. 92, comma 5 del “Codice dei contratti”, in relazione ai lavori di manutenzione ordinaria. Nello specifico il Presidente della Regione chiede se gli incentivi predetti possano essere riconosciuti al personale regionale in relazione a lavori di manutenzione ordinaria, inseriti nella programmazione dei lavori pubblici dell’Ente, per il cui affidamento sia stata adottata una procedura ad evidenza pubblica e sia prevista un’attività di progettazione ai sensi dell’art. 93 del “Codice dei contratti”, ovvero dell’art. 105, commi 1 e 2, del Dpr. n. 207/10, o infine dell’art. 249 del medesimo Dpr. (riguardante, quest’ultimo, i beni del patrimonio culturale). La Sezione osserva che le ipotesi di riconoscibilità dell’incentivo ad attività di manutenzione ordinaria, anche laddove riconosciute astrattamente possibili, presenterebbero in concreto margini molto limitati, spettando comunque all’Ente di valutare quale sia la soglia minima di complessità tecnica e progettuale che ne giustifichi la corresponsione. La Sezione evidenzia che in passato la Sezione Toscana ha adottato l’interpretazione più restrittiva, ritenendo che “l’art. 92 presuppone l’attività di progettazione, nelle varie fasi, expressis verbis come finalizzata alla costruzione dell’intera opera pubblica progettata”, e traendone la conclusione che, a priori, i lavori di manutenzione ordinaria non siano da ricomprendere tra le attività retribuibili con l’incentivo in questione. Sul punto, rileva la Sezione, che è ormai intervenuto il Dl. n. 90/14, convertito dalla Legge n. 114/14 che, nell’abrogare il citato art. 92, comma 5, preclude espressamente, per il futuro, la riconoscibilità dell’incentivo all’intero novero di attività qualificabili come manutentive, sia straordinarie che ordinarie, a prescindere dalla presenza o meno di una preventiva attività di progettazione. Tuttavia, poiché la richiamata novella non costituisce interpretazione autentica e non si applica pertanto in via retroattiva, le considerazioni sopra esposte restano valide con riferimento alle attività di manutenzione compiute sotto il vigore della disciplina soppressa, ma non ancora liquidate alla data di entrata in vigore del Dl. 90/14; per esse l’Ente conserva il proprio interesse ad ottenere l’avviso della Corte.


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