Indennità di funzione dei Sindaci: modalità di calcolo degli incrementi per gli anni 2022 e 2023

Indennità di funzione dei Sindaci: modalità di calcolo degli incrementi per gli anni 2022 e 2023

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, Ispettorato generale per gli Ordinamenti del personale e l’analisi dei costi del Lavoro pubblico, Ufficio XII – in data 30 dicembre 2021, ha fornito tempestivamente la risposta ad una richiesta di parere dell’Anci in materia di indennità degli Organi di governo, come prevista dai commi da 583 a 587 della Legge 30 dicembre 2021, n. 234 (“Legge di bilancio 2022”). In particolare, veniva richiesto se l’aumento da applicare nel 2022 e nel 2023 doveva corrispondere o meno all’importo derivante dal calcolo del 45% e del 68% sull’aumento totale a regime nel 2024 per ciascuna fascia demografica dei Comuni.

I citati commi prevedono che l’indennità di funzione dei Sindaci metropolitani e dei Sindaci dei Comuni ubicati nelle Regioni a Statuto ordinario possa essere incrementata, in misura graduale negli anni 2022 e 2023 e in misura permanente a decorrere dall’anno 2024, sulla base del trattamento economico complessivo dei Presidenti delle Regioni, in relazione alla popolazione risultante dall’ultimo Censimento ufficiale, nelle misure massime percentuali indicate al comma 583.

Le indennità in parola, secondo il comma 584, devono essere adeguate come minimo per il 2022 per il 45% degli incrementi massimi e per il 2023 per il 68%, ma possono essere comunque corrisposte subito fino all’importo massimo indicato per il 2024.

Era da subito sorto il dubbio sulla base su cui applicare le citate percentuali, ossia se queste dovevano applicarsi al totale delle indennità previste (comma 583) o soltanto con riferimento all’incremento di dette indennità in aggiunta alle attuali indennità corrisposte.

La RgS, per evitare possibili dubbi applicativi, con la Nota in commento fa presente che i predetti adeguamenti percentuali vadano riferiti al differenziale incrementale tra la pregressa indennità di funzione attribuita e il nuovo importo a regime previsto a decorrere dall’anno 2024, in relazione alla corrispondente fascia demografica di appartenenza; trattasi quindi di veri e propri incrementi delle indennità. Viene anche segnalato che le risorse stanziate (con il comma 586), a titolo di concorso alla copertura del maggior onere sostenuto dai Comuni per la corresponsione dell’incremento delle indennità di funzione in esame (Euro 100 milioni per l’anno 2022, Euro 150 milioni per l’anno 2023 e Euro 220 milioni a decorrere dall’anno 2024), risultano coerenti con l’applicazione delle predette percentuali di adeguamento agli incrementi a regime dell’anno 2024.


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