Informativa Antimafia: mancanza di mezzi di sostentamento

Informativa Antimafia: mancanza di mezzi di sostentamento

Nella Sentenza n. 1579 del 23 febbraio 2021 del Consiglio di Stato, i Giudici sostengono che non è erronea la Sentenza del Giudice di primo grado che non avrebbe valutato la sospensione e/o rimessione alla Corte Costituzionale dell’art. 92 del Dlgs. n. 159/2011, che in materia di Interdittive Antimafia preclude al Prefetto la possibilità di escludere le decadenze ed i divieti previsti, nel caso di mancanza dei mezzi di sostentamento all’interessato ed alla sua famiglia. In realtà, in assenza di precisi dati a riguardo, non vi sono elementi per ritenere inficiato il Provvedimento interdittivo che (al contrario) appare giustificato dalla motivata necessità di prevenire il pericolo del fenomeno mafioso, i cui aspetti di perniciosità sono stati da ultimo sottolineati dalla Corte Costituzionale con la Sentenza n. 57/2020, quanto alle conseguenti lesioni della libera concorrenza, nonché della dignità e libertà umana. Peraltro, i Giudici precisano che l’avvenuta interdizione determina un’incapacità giuridica ex lege ad essere titolare di rapporti giuridici con la Pubblica Amministrazione. Infatti, il Legislatore vieta alle Amministrazioni di stipulare, approvare o autorizzare contratti o subcontratti, autorizzare, rilasciare o, comunque, consentire concessioni ed erogazioni di denaro a favore di operatori economici, nei confronti dei quali sussista una causa di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all’art. 67 o un tentativo di infiltrazione mafiosa, di cui all’art. 84, comma 4, ed all’art. 91, comma 6, del Dlgs. n. 159/2011. Infine, i Giudici evidenziano che l’incapacità in parola ha natura parziale in quanto limitata ai rapporti giuridici con la Pubblica Amministrazione e temporanea in quanto può cessare, o per effetto dell’annullamento (amministrativo o giudiziario del provvedimento de quo), o per effetto di un successivo Provvedimento del Prefetto che attesta il venir meno delle condizioni ostative precedentemente riscontate, nel senso di precludere all’imprenditore (persona fisica o giuridica) la titolarità della posizione soggettiva, che lo renderebbe idoneo a ricevere somme dovutegli dalla Pubblica Amministrazione, anche a titolo risarcitorio in relazione ad una vicenda sorta dall’affidamento (o dal mancato affidamento) di un appalto.


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