Ires e Irap: chiarimenti sulle condizioni per beneficiare delle deduzioni per erogazioni liberali da emergenza “Covid-19” agli Enti pubblici

Ires e Irap: chiarimenti sulle condizioni per beneficiare delle deduzioni per erogazioni liberali da emergenza “Covid-19” agli Enti pubblici

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’Istanza di Interpello n. 238 del 29 aprile 2022, ha fornito chiarimenti in ordine all’applicazione dell’art. 66 del Dl. n. 18/2020.

La Società istante, a capitale interamente pubblico, si occupa di pianificazione e realizzazione di investimenti sulle infrastrutture idriche. In particolare, gestisce il Patrimonio di reti e impianti per il “Servizio idrico integrato” dei Comuni, esercita le funzioni di indirizzo strategico e controllo finanziario, investe su conoscenza e informatizzazione.

La Società ha deciso di erogare somme di denaro, a titolo di liberalità, ad alcuni Comuni e Ospedali del territorio dove opera, per il tramite dei quali veicolare gli aiuti economici alle Comunità locali.

Ciò premesso, il dubbio interpretativo riguarda l’art. 66 del Dl. n. 18/2020, convertito dalla Legge n. 27/2020, che riconosce tra l’altro ai soggetti titolari di reddito d’impresa la piena deducibilità, ai fini Ires e Irap, delle erogazioni liberali a sostegno delle misure di contrasto all’emergenza epidemiologica da “Covid-19”, effettuate nell’anno 2020.

In particolare, la Società intende sapere:

a) a quali soggetti possano essere erogate le liberalità ai fini della fruizione della deduzione fiscale da parte dei soggetti titolari di reddito di impresa;

b) se l’attivazione di conti bancari vincolati, da parte dei beneficiari, debba ritenersi precondizione essenziale per l’applicazione alla Società donante del regime di favore di cui all’art. 66 del Dl. n. 18/2020;

c) se, ai fini della deducibilità fiscale delle erogazioni, il donante sia tenuto ad accertare il loro impiego effettivo, da parte dei beneficiari, a sostegno dell’emergenza da “Covid-19”.

L’Agenzia delle Entrate, in merito ai 3 quesiti, ha risposto come segue:

Quesito a)

L’art. 66 del Dl. n. 18/2020 è finalizzato a promuovere le erogazioni liberali devolute per fronteggiare l’evolversi della situazione epidemiologica causata da “Covid-19”. Il comma 1 prevede che, “per le erogazioni liberali in denaro e in natura, effettuate nell’anno 2020 dalle Persone fisiche e dagli Enti non commerciali, in favore dello Stato, delle Regioni, degli Enti Locali territoriali, di Enti o Istituzioni pubbliche, di Fondazioni e Associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, compresi gli Enti religiosi civilmente riconosciuti, finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da ‘Covid-19’ spetta una detrazione dall’Imposta lorda ai fini dell’Imposta sul reddito pari al 30%, per un importo non superiore a Euro 30.000”.

Con le stesse finalità, il successivo comma 2 prevede che “per le erogazioni liberali in denaro e in natura a sostegno delle misure di contrasto all’emergenza epidemiologica da ‘Covid-19’, effettuate nell’anno 2020 dai soggetti titolari di reddito d’impresa, si applica l’art. 27 della Legge n. 133/1999. La disposizione di cui al primo periodo si applica anche alle erogazioni liberali effettuate per le medesime finalità in favore degli Enti religiosi civilmente riconosciuti. Ai fini dell’Imposta regionale sulle attività produttive, le erogazioni liberali di cui al presente comma sono deducibili nell’esercizio in cui sono effettuate”.

Con specifico riferimento al reddito d’impresa, quindi, il comma 2 dell’art. 66 – con il richiamo al predetto art. 27 della Legge n. 133/1999 – si prefigge la finalità di assicurare una peculiare disciplina a favore delle erogazioni liberali effettuate nel 2020 a sostegno dell’emergenza da “Covid-19”, mediante la deducibilità delle erogazioni liberali in denaro e la non tassazione del valore dei beni ceduti gratuitamente che non determinano plusvalenze o ricavi rilevanti fiscalmente. Le erogazioni liberali effettuate nel 2020 sono interamente deducibili anche ai fini Irap nell’esercizio di sostenimento del relativo onere.

Nel dettaglio, ai sensi dell’art. 27, comma 1, della Legge n. 133/1999, “sono deducibili dal reddito d’impresa ai fini delle relative Imposte le erogazioni liberali in denaro effettuate in favore delle popolazioni colpite da eventi di calamità pubblica o da altri eventi straordinari anche se avvenuti in altri Stati, per il tramite di Fondazioni, di Associazioni, di Comitati e di Enti”. Il successivo comma 4 dispone che “le Fondazioni, le Associazioni, i Comitati e gli Enti di cui al comma 1 sono identificati ai sensi del Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 giugno 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 155 del 5 luglio 2000”.

In base all’art. 1 di tale Decreto, “le Fondazioni, le Associazioni, i Comitati e gli Enti di cui all’art. 27, comma 3, della Legge n. 133/1999, per il cui tramite sono effettuate le erogazioni liberali in denaro a favore delle popolazioni colpite da eventi di calamità pubblica o da altri eventi straordinari avvenuti in Stati diversi da quello italiano, deducibili dal reddito d’impresa, a norma del comma 1 del predetto art. 27, sono così individuati:

a) Organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all’art. 10 del Dlgs. n. 460/1997;

b) Organizzazioni internazionali di cui l’Italia è membro;

c) altre Fondazioni, Associazioni, Comitati ed Enti che, costituiti con atto costitutivo o statuto redatto nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata, tra le proprie finalità prevedono interventi umanitari in favore di popolazioni colpite da calamità pubbliche o altri eventi straordinari;

d) Amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali, Enti pubblici non economici;

e) Associazioni sindacali e di categoria”.

In più, come chiarito nella Circolare n. 8/E del 3 aprile 2020, rientrano nel novero delle donazioni agevolabili ai sensi dell’art. 66 del Dl. n. 18/2020 anche quelle eseguite direttamente in favore delle Strutture di ricovero, cura, accoglienza e assistenza, pubbliche e private che, sulla base di specifici atti delle competenti Autorità pubbliche, sono coinvolte nella gestione dell’emergenza “Covid-19”.

Tale precisazione risulta coerente, sotto il profilo sistematico, anche con la previsione extra-fiscale dell’art. 4 del Dl. n. 18/2020 che, al comma 1, stabilisce che le Regioni e le Province autonome possono attivare, anche in deroga ai requisiti autorizzativi e di accreditamento, aree sanitarie anche temporanee, sia all’interno che all’esterno di Strutture di ricovero, cura, accoglienza e assistenza, pubbliche e private, o di altri luoghi idonei, per la gestione dell’emergenza “Covid-19”, sino al termine dello Stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei Ministri in data 31 gennaio 2020.

Tanto premesso, l’Agenzia ha ritenuto che siano agevolabili, ai sensi dell’art. 66, comma 2, del Dl. n. 18/2020, le erogazioni liberali in denaro effettuate dalla Società istante in favore:

–       dei Comuni, in quanto rientranti tra le “Amministrazioni pubbliche (…) locali” di cui all’art. 1 del Dpcm. 20 giugno 2000, cui rinvia l’art. 27, comma 4, della Legge n. 133/1999 richiamato dall’art. 66, comma 2, del Dl. n. 18/2020. Non porta a conclusioni diverse il fatto che i predetti Comuni detengano quote di partecipazione al Capitale sociale della Società istante, dal momento che non esiste alcun limite normativo in tal senso e che una diversa soluzione, che escludesse l’agevolabilità delle erogazioni liberali agli Enti territoriali che siano anche soci del soggetto erogante, potrebbe avere come effetto – contrario alle intenzioni del Legislatore – quello di scoraggiare donazioni volte a garantire agli Enti territoriali in questione (e alla popolazione di riferimento) risorse essenziali per gestire l’emergenza sanitaria da “Covid-19”;

–       delle Aziende Socio-sanitarie territoriali – intestatarie di un’utenza idrica con la Società istante – che siano coinvolte nella gestione dell’emergenza “Covid-19” sulla base di specifici atti delle competenti Autorità pubbliche (vedasi Circolare n. 8/E del 2020).

Quesito b)

Come chiarito dalla Risoluzione n. 21/E del 2020 e dalla Circolare n. 11/E del 2020, per ragioni di sistematicità della disciplina delle erogazioni liberali e, in particolare, considerata l’esigenza di prevenire eventuali abusi, anche le erogazioni liberali in denaro di cui al citato art. 66 del Dl. n. 18/2020 devono essere effettuate tramite versamento bancario o postale, nonché tramite sistemi di pagamento previsti dall’art. 23 del Dlgs. n. 241/1997 (carte di debito, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari). La detrazione/deduzione non spetta quindi per le erogazioni liberali effettuate in contanti.

Per quanto riguarda la documentazione attestante il sostenimento dell’onere, analogamente a quanto previsto per la generalità delle erogazioni liberali in denaro, anche ai fini delle agevolazioni fiscali di cui al più volte citato art. 66, è necessario che dalla ricevuta del versamento bancario o postale ovvero, in caso di pagamento con carta di credito, carta di debito o carta prepagata, dall’estratto conto della Società che gestisce tali carte, sia possibile individuare il soggetto beneficiario dell’erogazione liberale, il carattere di liberalità del pagamento e che lo stesso sia finalizzato a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da “Covid-19”.

Tuttavia, ha precisato l’Agenzia, allorché le erogazioni liberali in denaro vengano effettuate sui “conti correnti bancari dedicati in via esclusiva alla raccolta ed utilizzo delle donazioni liberali di somme finalizzate a far fronte all’emergenza epidemiologica del virus ‘Covid-19’”, che il Dipartimento della Protezione civile è autorizzato ad aprire ai sensi dell’art. 99 del Dl. n. 18/2020, è sufficiente, ai fini della detrazione/deduzione di cui all’art. 66, che dalle ricevute del versamento bancario o postale o dall’estratto conto della Società che gestisce la carta di credito, la carta di debito o la carta prepagata risulti che il versamento sia stato effettuato su uno dei predetti conti correnti dedicati. Qualora invece i versamenti siano effettuati su conti correnti diversi da quelli dedicati, ancorché finalizzati a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da “Covid-19”, o qualora dalle ricevute di versamento non sia possibile ricavare le informazioni sopra riportate (carattere di liberalità, destinatario dell’erogazione, finalità della stessa), ai fini della fruizione delle detrazioni e deduzioni in commento, oltre alla ricevuta del versamento effettuato, sarà necessario che il Dipartimento della Protezione civile rilasci una specifica ricevuta dalla quale risulti anche che le erogazioni sono finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da “Covid-19”.

Dai chiarimenti da ultimo riportati, seppur riguardanti in modo specifico le erogazioni liberali in denaro effettuate in favore del Dipartimento della Protezione civile, si desume che l’attivazione di conti correnti dedicati, da parte dei beneficiari delle erogazioni liberali, non costituisce una condizione essenziale per l’applicazione del regime di favore di cui all’art. 66 citato.

Resta fermo tuttavia che, in assenza di conti correnti dedicati aperti dai beneficiari delle erogazioni liberali, la Società donante potrà operare la relativa deduzione, ai fini Ires e Irap, sempreché sia in grado di produrre:

– la ricevuta del versamento effettuato;

– una specifica ricevuta, rilasciata dal soggetto donatario, dalla quale risulti anche che le erogazioni sono finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da “Covid-19”.

Quesito c)

L’art. 99, comma 4, del Dl. n. 18/2020, rubricato “Erogazioni liberali a sostegno del contrasto all’emergenza epidemiologica da Covid-19)”, stabilisce che, “per le erogazioni liberali di cui al presente articolo, ciascuna Pubblica Amministrazione beneficiaria attua apposita rendicontazione separata, per la quale è anche autorizzata l’apertura di un conto corrente dedicato presso il proprio tesoriere, assicurandone la completa tracciabilità. Al termine dello Stato di emergenza nazionale da ‘Covid-19’, tale separata rendicontazione dovrà essere pubblicata da ciascuna Pubblica Amministrazione beneficiaria sul proprio sito internet o, in assenza, su altro idoneo sito internet, al fine di garantire la trasparenza della fonte e dell’impiego delle suddette liberalità”.

Con riferimento al caso di specie, pertanto, l’Agenzia ha precisato che, al termine dello Stato di emergenza nazionale da “Covid-19”, gli Enti Locali territoriali e le Aziende Socio Sanitarie territoriali beneficiarie delle erogazioni in denaro effettuate dalla Società istante dovranno pubblicare sul proprio sito internet o, in assenza, su altro idoneo sito internet, una rendicontazione separata che garantisca la trasparenza della fonte e dell’impiego delle suddette erogazioni.

Tuttavia, dal momento che le informazioni necessarie a verificare il destinatario dell’erogazione, il carattere di liberalità del pagamento e la destinazione dello stesso risultano già dalla documentazione richiesta al donante per fruire della deduzione fiscale di cui all’art. 66 del Dl. n. 18/2020, l’Agenzia ha ritenuto che non gravi sulla Società istante alcun obbligo di controllo della predetta rendicontazione al fine di verificare l’impiego effettivo delle erogazioni in denaro a sostegno dell’emergenza da “Covid-19”.


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