Isee: chiarimenti Inps su nuove modalità di calcolo

Isee: chiarimenti Inps su nuove modalità di calcolo

La Circolare Inps 18 dicembre 2014, n. 171, avente ad oggetto “Riforma Isee. Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159”, contiene i principi normativi e le prime indicazioni operative per l’applicazione della nuova normativa relativa all’Isee.

Come noto, l’Isee è lo strumento attraverso il quale viene valutata la situazione economica di coloro che richiedono prestazioni sociali agevolate di qualsiasi natura (socio-sanitaria, in ambito universitario, ecc.).

Rispetto alla disciplina previgente, non vengono modificate né la definizione, né il metodo di calcolo dell’Isee (rapporto Ise e scala d’equivalenza). Viene lasciata inalterata anche la nozione di Ise, il cui valore è dato dalla somma dei redditi e da una quota (il 20%) dei patrimoni mobiliari ed immobiliari di tutti i componenti il nucleo familiare.

L’Isee continua ad essere lo strumento di valutazione per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate. Gli Enti erogatori di dette prestazioni potranno utilizzare, accanto all’Isee, ulteriori criteri di selezione volti ad identificare specifiche platee di beneficiari, con il limite che essi non devono contrastare con quanto previsto in materia di Lep (Livelli essenziali delle prestazioni).

Vengono previsti una pluralità di indicatori, differenziati in base alla prestazione che viene richiesta. Nello specifico sono i seguenti:

  • Isee standard o ordinario: tale indicatore è valido per la generalità delle prestazioni sociali agevolate;
  • Isee Università, utilizzabile per l’accesso alle prestazioni per il diritto allo studio universitario;
  • Isee Sociosanitario, valido per l’accesso alle prestazioni sociosanitarie, ad esempio assistenza domiciliare per le persone con disabilità e/o non autosufficienti;
  • Isee Sociosanitario-Residenze;
  • Isee Minorenni con genitori non coniugati tra loro e non conviventi;
  • Isee Corrente.

Per quanto attiene l’ambito di applicazione di ogni singolo Isee sopra citato, le puntuali regole per l’identificazione del nucleo familiare, l’indicatore della situazione reddituale e patrimoniale, rinviamo alla lettura del documento di prassi.

Il paragrafo 10, con riferimento alla Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), precisa che il cittadino non deve dichiarare informazioni che sono già in possesso del sistema informativo dell’Agenzia delle Entrate e dell’Inps. Inoltre viene previsto un elenco, al quale rinviamo, d’informazioni che devono essere autodichiarate dal cittadino.

La Dsu ha validità fino al 15 gennaio dell’anno successivo a quello di presentazione e ha carattere modulare, ovvero vengono richieste informazioni diverse a seconda della prestazione che viene richiesta. Per la maggior parte dei casi è sufficiente compilare una Dsu mini, espressamente esclusa nel caso di presenza nel nucleo di persone con disabilità e/o non autosufficienti; richiesta di prestazioni per il diritto allo studio universitario; presenza nel nucleo di figli i cui genitori non siano coniugati tra loro, né conviventi; esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi o sospensione degli adempimenti tributari.

E’ stato previsto un rafforzamento dei controlli. In relazione ai dati autodichiarati, l’Agenzia delle Entrate effettuerà controlli automatici e rileverà omissioni e difformità tra quanto dichiarato dal cittadino e gli elementi in possesso del sistema informativo dell’Anagrafe tributaria, inclusa l’esistenza non dichiarata di rapporti finanziari, laddove non sia ancora disponibile per i medesimi rapporti il valore sintetico. Con riferimento ai dati per i quali l’Agenzia delle Entrate non dispone d’informazioni utili, è previsto che l’Inps stabilisca procedure per il controllo automatico mediante la consultazione degli archivi delle amministrazioni pubbliche che dispongono dei dati. Gli enti erogatori effettuano controlli, diversi rispetto a quelli sopra menzionati, su quanto dichiarato dal cittadino. I citati controlli vengono effettuati mediante la consultazione degli archivi in possesso dell’Ente.

Gli Enti devono provvedere ad ogni adempimento conseguente alla non veridicità dei dati dichiarati, compresa la comunicazione all’Inps delle dichiarazioni non veritiere. Gli Enti erogatori possono inviare all’Agenzia delle Entrate una lista di beneficiari delle prestazioni ai fini di programmare l’attività di accertamento da parte della Guardia di finanza.

Nel momento in cui vengono rilevate omissioni o difformità, quest’ultime devono essere riportate analiticamente sull’attestazione dell’Isee. Successivamente il soggetto richiedente può:

  1. presentare una nuova Dsu, che tenga conto dei rilievi formulati;
  2. richiedere ugualmente la prestazione tramite l’attestazione relativa alla dichiarazione presentata recante le omissioni o le difformità.

Nel caso di cui al cennato punto 2, il richiedente può comunque beneficiare della prestazione, salvo il diritto degli Enti di richiedere ulteriore documentazione finalizzata a dimostrare la completezza e la veridicità dei dati dichiarati.

Nel paragrafo 16, in materia di assegno per il nucleo familiare con almeno 3 figli minori e di assegno di maternità concessi dai Comuni, è indicato che le soglie di accesso alle 2 citate agevolazioni saranno, a decorrere dal 1° gennaio 2015, parametrate all’Isee e non più all’Ise.

Nello specifico, l’assegno per il nucleo con almeno 3 figli minori è concesso ai nuclei familiari con Isee inferiore alla soglia di Euro 8.446, mentre l’assegno di maternità è concesso alle donne con Isee inferiore alla soglia di Euro 16.737. In deroga alla previsione in base alla quale per l’assegno di maternità rileva la soglia in vigore al momento della nascita del figlio, per le domande di assegno di maternità presentate successivamente al 1° gennaio 2015 e riferite ai figli nati precedentemente a tale data, si applica la soglia di Euro 16.737. Le soglie sopra citate devono essere rivalutate sulla base della variazione nel 2013 dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, al fine dell’applicazione per la richiesta di prestazioni successive al 1° gennaio 2015, ma riferite all’anno 2014.

Con specifica Circolare Inps saranno fornite le nuove soglie dell’Isee rivalutate sulla base della variazione nel 2013 dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati.


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