Isee: pronto il nuovo Modello di dichiarazione

Isee: pronto il nuovo Modello di dichiarazione

Lunedì prossimo, 17 novembre 2014, sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il nuovo Modello di dichiarazione Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) e le istruzioni per compilarlo. Ad annunciarlo – con la Nota 12 novembre 2014 pubblicata sul proprio sito istituzionale – è il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Stando alle anticipazioni diffuse dal Dicastero, le principali novità del nuovo Modello di dichiarazione (Dsu – Dichiarazione sostitutiva unica) consistono nell’introduzioni di:

  1. una dichiarazione semplificata (il c.d. “Modello Mini”) che riguarderà la gran parte delle situazioni ordinarie;
  2. una dichiarazione fatta a “moduli”, ciascuno specifico di una particolare prestazione o condizione del beneficiario (es. richiesta di prestazioni socio-sanitarie con un nucleo ristretto per facilitare la persona con disabilità ovvero prestazioni universitarie quando lo studente non è nel nucleo familiare di origine, ecc.).

Inoltre, a partire dal 2015, sarà possibile aggiornare in corso d’anno la propria situazione economica (laddove il reddito diminuisca di almeno il 25%) senza dover attendere che il peggioramento sia attestato dalle Dichiarazioni fiscali.

Inoltre tutti i dati presenti nei database dell’Inps e dell’Agenzia delle Entrate non dovranno più essere forniti dai cittadini.


Tags assigned to this article:
DsuIseemodello

Related Articles

Istituzione nuova sede farmaceutica: illegittima in assenza dei pareri di Asl e Ordine farmacisti

Con la Sentenza n. 2557 del 30 maggio 2017, il Consiglio di Stato si esprime sul caso di un Comune

Elenco dei soggetti aggregatori: entro il 15 novembre 2020 occorre inviare la domanda di iscrizione o riconferma

Si avvicina la seconda scadenza dell’Elenco dei soggetti aggregatori di cui all’art. 3, comma 1, del Dpcm. 11 novembre 2014,

Vincoli assunzionali: il personale trasferito dal Comune alla Fondazione non può essere considerato cessato

Nella Delibera n. 129 del 27 aprile 2016 della Corte dei conti Lombardia, il quesito posto da un Comune verte