Istat: nel 2016 Pil in crescita dello 0,9% e indebitamento netto P.A. pari al -2,4%, a fronte del -2,7% del 2015

Istat: nel 2016 Pil in crescita dello 0,9% e indebitamento netto P.A. pari al -2,4%, a fronte del -2,7% del 2015

Nel 2016 il Pil ai prezzi di mercato è stato pari a 1.672.438 milioni di Euro correnti, con un aumento dell’1,6% rispetto all’anno precedente. In volume, il Pil è cresciuto dello 0,9%. Ad annunciarlo, con una Nota diffusa il 1° marzo 2017, è l’Istat.

Il risultato, che pure segna un significativo passo in avanti rispetto agli anni precedenti, continua a evidenziare un divario tra i risultati conseguiti dall’Italia e gli altri maggiori Paesi sviluppati. L’aumento del Pil in volume è stato infatti pari all’1,9% in Germania, all’1,8% in Gran Bretagna, all’1,6% negli Stati Unitie all’1,1% in Francia.

Sul fronte della domanda interna il 2016 si è chiuso con una crescita, in termini di volume, dell’1,2% dei consumi finali nazionali e del 2,9% negli investimenti fissi lordi. Per quanto concerne i flussi con l’estero, le esportazioni di beni e servizi sono aumentate del 2,4% e le importazioni del 2,9%.
La domanda interna ha contribuito positivamente alla crescita del Pil per 1,4 punti percentuali (0,9 al lordo della variazione delle scorte) mentre la domanda estera netta ha fornito un apporto negativo (-0,1 punti).
A trainare la crescita sono stati soprattutto l’industria (+1,3%) e le attività dei servizi (+0,6%). Chiudono col segno meno invece i settori dell’agricoltura, silvicoltura e pesca (-0,7%) e delle costruzioni (-0,1%).
L’avanzo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) misurato in rapporto al Pil, è stato pari all’1,5% (1,4% nel 2015).
L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil, è stato pari al -2,4%, a fronte del -2,7% del 2015.

Immediata la Nota di commento del Mef che ha presentato così i dati diffusi dall’Istat: “La ripresa che si è affacciata sulla nostra economia nel 2014 dopo una lunga crisi è andata progressivamente rafforzandosi. La crescita del Pil in termini reali registrata nei 3 anni è stata rispettivamente +0,1% +0,8% e +0,9%. Il livello del Pil del biennio 2014-15 è stato rivisto al rialzo (di 3,4 miliardi per il 2015). L’efficacia delle politiche economiche, orientate a sostenere la domanda interna, si palesa nella crescita degli investimenti fissi lordi e dei consumi delle famiglie, rispettivamente pari al 2,9% e all’1,3% nel 2016.Dal punto di vista dei conti pubblici, si conferma lo sforzo di consolidamento graduale e progressivo, nonostante i numerosi interventi di carattere espansivo che hanno contribuito a sostenere la crescita. Segno evidente di come sia possibile coniugare il miglioramento della finanza pubblica con le misure di stimolo all’economia. Il deficit è infatti sceso dal 3,0% del Pil nel 2014 al 2,7% nel 2015 fino al 2,4% nel 2016, in linea con la previsione formulata nella Nota di aggiornamento al Def. L’avanzo primario (cioè la differenza tra le entrate e le spese al netto degli interessi sul debito pubblico) è risultato pari all’1,5% del Pil. Con un incremento di 6 decimi di punto percentuale rispetto al 2015, nello scorso anno il debito risulta pari al 132,6% del Pil (il valore previsto nel Documento programmatico di bilancio). Tenendo conto dell’accumulo di disponibilità finanziarie del Tesoro, l’incremento si riduce allo 0,2%. Il Governo ha ancora una volta mantenuto l’impegno di migliorare progressivamente il quadro della finanza pubblica.Sul fronte della tassazione, si registra la riduzione della pressione fiscale sotto il 43%, che avviene in corrispondenza dell’incremento di gettito prodotto dal contrasto all’evasione. Riclassificando il bonus Irpef come taglio dell’imposta diretta, la pressione fiscale, stimata dall’Istat al 42,9% del Pil nel 2016, scende al 42,3 (dal 42,8% del 2015)”.


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