Iva: aliquota del 10% sulla realizzazione di “collettori di adduzione” relativi ad Impianti di depurazione

Iva: aliquota del 10% sulla realizzazione di “collettori di adduzione” relativi ad Impianti di depurazione

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta n. 229 del 6 aprile 2021, ha fornito chiarimenti in ordine all’aliquota Iva applicabile alla realizzazione di un Collettore fognario tra 2 Depuratori, costituente il primo lotto, di un più ampio Progetto di realizzazione di un Sistema di collettamento dei reflui fognari attualmente trattati in una serie di Impianti di depurazione. In particolare, la Società istante ha chiesto chiarimenti in merito alla portata applicativa, con riferimento al caso in esame, del n. 127-quinquies), della Tabella A, Parte III, allegata al Dpr. n. 633/1972.

L’Agenzia delle Entrate ha ricordato i contenuti del n. 127-septies) della citata Tabella A, Parte III, in base alla quale scontano l’aliquota Iva del 10% le prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto relativi alla costruzione delle opere, degli impianti e degli edifici di cui al citato n. 127-quinquies) della medesima Tabella. Tra le opere contemplate nel predetto n. 127-quinquies) rientrano anche quelle di “urbanizzazione primaria e secondaria” elencate nell’art. 4 della Legge n. 847/1964, integrato dall’art. 44 della Legge n. 685/1971. In linea generale, a tale elenco è riconosciuta la funzione di individuare con carattere di tassatività le infrastrutture indispensabili per assicurare alla collettività un determinato insediamento residenziale le necessarie condizioni di vita sotto il profilo dell’igiene, della viabilità e della sicurezza (Cassazione civile, Sezione V, Sentenza 27 gennaio 2010, n. 1652).

L’Agenzia ha altresì ricordato che possono fruire dell’aliquota Iva del 10% gli interventi di “restauro e risanamento conservativo” di cui alla lett. c), di “ristrutturazione edilizia” di cui alla lett. d,) e di “ristrutturazione urbanisticaex lett. e) dell’art. 31 della Legge n. 457/1978, effettuati sulle “opere di urbanizzazione primaria e secondaria”, come si evince dalla lettura combinata del n. 127-quaterdecies) della Tabella A, Parte III, allegata al Dpr. n. 633/1972, e dell’art. 3, comma 11, del Dl. n. 90/1990, convertito in Legge n. 165/1990.

Ai lavori di “manutenzione ordinaria” o di “manutenzione straordinaria” di cui, rispettivamente, alle lett. a) e b) del citato art. 31, comma 1, della Legge n. 457/1978, si applica invece l’aliquota Iva nella misura ordinaria (vedasi la Risoluzione n. 157/E del 2001 e Risposta n. 29 del 2019).

Ciò premesso, l’Agenzia ha precisato che, in linea generale, la qualificazione di una determinata opera come “opera di urbanizzazione” spetta, in ultima analisi, al Comune o altro Ente territoriale, in qualità di Organo competente in tema di classificazioni urbanistiche (si veda, per tutte, la Risoluzione n. 561194 del 3 dicembre 1990). Peraltro, tra le “opere di urbanizzazione” di cui al n. 127-quinquies) sono comprese le “Fognature”, nonché gli “Impianti di depurazione destinati ad essere collegati a reti fognarie anche intercomunali e ai relativi Collettori di adduzione”.

Per quanto riguarda la portata applicativa del menzionato n. 127-septies), è utile richiamare la prassi amministrativa conferente al caso rappresentato nella fattispecie in esame, avente ad oggetto la realizzazione, su nuovi tracciati, di un Sistema di collettamento dei reflui fognari attualmente trattati in una serie di Impianti di depurazione presenti nella zona (senza comportare un’estensione dell’attuale rete fognaria a favore di aree di nuova urbanizzazione e senza prevedere il collegamento diretto a nuovi allacciamenti, civili o industriali).

In linea generale, l’Amministrazione finanziaria ha chiarito che l’aliquota ridotta prevista dall’art. 127-septies) si applica ai lavori di realizzazione ex novo, anche fuori dall’ambito del tessuto urbano (art. 3, comma 11, del Dl. n. 90/1990), delle opere indicate al n. 127-quinquies) e non agli interventi di semplice sistemazione, miglioria o modifica delle stesse, anche se comportanti un potenziamento delle medesime (vedasi Risoluzione Mef n. 397666 del 1985 e Risoluzione n. 202/E del 19 maggio 2008). In tal senso, è stata esclusa l’applicazione dell’aliquota ridotta agli interventi di rafforzamento e consolidamento statico di Collettori e Adduttori di canali di gronde, navigli, rogge, cavalcavia e simili, siti sia in città che fuori del territorio urbano (vedasi Risoluzione Mef n. 46 del 1998). L’aliquota Iva del 10% è stata ritenuta applicabile invece ad un intervento di completa sostituzione della Rete idrica che non si è sostanziato in una mera riparazione di tubazioni ma nella realizzazione, ancorché parziale, di una nuova Rete idrica (vedasi Risoluzione Mef n. 364749 del 1987).

Con riferimento ai lavori su strade preesistenti, l’Amministrazione finanziaria ha chiarito che i lavori di ammodernamento, sistemazione, pavimentazione di strada, non essendo riconducibili nel concetto di costruzione, che riguarda la realizzazione ex novo di un’opera edilizia, rappresentano una semplice miglioria o modifica dell’opera stessa e come tali non rientrano tra gli interventi che possono fruire dell’aliquota Iva ridotta. Tuttavia, in relazione alla costruzione di marciapiedi e vialetti pedonali realizzati su strade residenziali, anche se successivamente alla costruzione della strada, è stato precisato che è applicabile l’aliquota Iva ridotta nella considerazione che trattasi di interventi inerenti opere di urbanizzazione primaria, ovvero strade residenziali (vedasi Risoluzione n. 202/E del 19 maggio 2008 e Risoluzione n. 332592/1981).

Su tale fattispecie in esame, dalla documentazione prodotta dalla istante è desumibile che con l’intervento oggetto del contratto di appalto viene costruito ex novo il collegamento tra Impianti di depurazione già esistenti per convogliare ad un unico, efficiente Impianto di depurazione i reflui attualmente trattati in una determinata area. In base alla Relazione tecnica, “tale intervento fa parte di un più ampio progetto di riorganizzazione della depurazione civile e industriale che ha come oggetto realizzazione di un sistema di collettamento dei reflui fognari attualmente trattati in una serie di impianti di depurazione presenti nella zona Beta e, in particolare, nei Comuni di …., verso il Sistema depurativo centralizzato nella zona Beta, in particolare verso il Depuratore Y”.

L’intervento oggetto dell’Istanza in trattazione comporta quindi la costruzione ex novo di “collettori di adduzione” che possono essere considerati alla stregua di “articolazioni” dell’Impianto fognario.

Tenendo conto delle caratteristiche dell’intervento in questione, l’Agenzia ha ritenuto che lo stesso possa fruire dell’aliquota Iva del 10%, ai sensi del combinato disposto dei nn. 127-quinquies) e 127-septies) della Tabella A, Parte III, allegata al Dpr. n. 633/1972, in quanto, in linea con i chiarimenti espressi nei sopra citati documenti di prassi, i “collettori di adduzione”, costruiti ex novo, possono essere considerati opere inerenti alle opere di urbanizzazione (i.e. fognature).


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