Iva: aliquota ordinaria per la realizzazione di un serbatoio di acqua da parte di un Consorzio destinato all’uso dei soli privati consorziati

Iva: aliquota ordinaria per la realizzazione di un serbatoio di acqua da parte di un Consorzio destinato all’uso dei soli privati consorziati

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’Istanza di Interpello n. 403 del 10 giugno 2021, ha fornito chiarimenti sull’aliquota Iva applicabile alla realizzazione da parte di un Consorzio di un Impianto che consente di migliorare la gestione delle acque destinate all’irrigazione delle piantagioni nel territorio comunale.

Il Consorzio istante è stato istituito per l’esecuzione, la manutenzione e l’esercizio di opere di miglioramento fondiario comuni a più fondi indipendenti. Il Consorzio, che svolge esclusivamente attività istituzionale e quindi non svolge attività commerciale, vuole realizzare un impianto che consente di migliorare la gestione delle acque destinate all’irrigazione delle piantagioni nel territorio. In sostanza, si tratta di un serbatoio artificiale, con cui viene accumulata l’acqua, che poi viene prelevata e distribuita per le esigenze irrigue dei membri del Consorzio. 

Al riguardo, chiede se sia applicabile l’aliquota agevolata Iva del 10% ai sensi del n. 127-quinquies) della Tabella A, Parte III, allegata al Dpr. n. 633/1972.

L’Agenzia delle Entrate ha ricordato che tale norma prevede, tra l’altro, l’applicazione dell’aliquota Iva del 10% alle “opere di urbanizzazione primaria e secondaria elencate nell’art. 4 della Legge n. 847/1964, integrato dall’art. 44 della Legge n. 865/1971”. Tra le opere di urbanizzazione primaria citate dalle disposizioni richiamate è annoverata la “rete idrica”. Le opere di urbanizzazione, in via generale, hanno la funzione di soddisfare esigenze ed interessi collettivi di primario spessore; inoltre, di norma, vengono poste in essere contestualmente alla realizzazione di interventi sia pubblici sia privati. La caratteristica peculiare delle opere di urbanizzazione è quindi costituita dalla loro destinazione ad uso pubblico, a prescindere dalla localizzazione delle stesse. 

Al riguardo, con la Circolare n. 69/1990 è stato chiarito che, fra le opere di urbanizzazione primaria e secondaria riconducibili all’agevolazione, sono da annoverare “tutte le opere elencate negli artt. 4 della Legge n. 847/1964, e 44 della Legge n. 865/1971, ancorché non siano effettuate nell’ambito propriamente urbano stricto sensu, ma che comunque conservano la loro caratteristica di opere al servizio di un tessuto urbano”. Sono pertanto da considerarsi rientranti nell’agevolazione in parola “le condutture e le altre opere, poste al di fuori dell’ambito urbano, che consentono l’approvvigionamento idrico della Rete esistente nel tessuto urbano, quali gli Acquedotti e le connesse Opere costituite da Serbatoi, Impianti piezometrici ed analoghe strutture, restandone escluse soltanto quelle opere che non possono essere comprese nel concetto di rete idrica, quali, ad esempio, gli impianti di captazione, i bacini artificiali e le relative dighe di contenimento”. 

Nel caso in trattazione, invece, il Consorzio vuole realizzare un Serbatoio artificiale con cui viene accumulata l’acqua, che poi viene prelevata e distribuita per le esigenze irrigue dei soli membri del Consorzio. Tale circostanza evidenzia che l’Impianto in questione, poiché funzionale a soddisfare esigenze privatistiche dei soli membri del Consorzio, non consente l’approvvigionamento idrico della Rete esistente nel tessuto urbano e come tale non è riconducibile nell’ambito delle “opere di urbanizzazione primaria e secondaria”, non potendosi applicare di conseguenza l’aliquota Iva agevolata del 10%.


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