Iva: aliquota ordinaria per le opere non eseguite interamente dall’artista, in quanto non qualificabili come “oggetti d’arte”

Iva: aliquota ordinaria per le opere non eseguite interamente dall’artista, in quanto non qualificabili come “oggetti d’arte”

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’Istanza di Interpello n. 303 del 2 settembre 2020, ha fornito istruzioni circa l’applicabilità dell’aliquota Iva del 10% di cui al n. 127-septiesdecies), della Tabella A, Parte III, allegata al Dpr. n. 633/1972, ad alcune prestazioni rese da un commerciante di oggetti d’arte.

La norma citata prevede l’applicazione dell’aliquota Iva del 10% alle cessioni, da parte degli autori e dei loro eredi o legatari, degli oggetti d’arte individuati dalla Tabella, allegata al Dl. n. 41/1995, convertito con modificazioni dalla Legge n. 85/1995.

Per quanto concerne le sculture, la menzionata Tabella considera “oggetti d’arte”, le “opere originali dell’arte statuaria o dell’arte scultoria, di qualsiasi materia, purché siano eseguite interamente dall’artista; fusioni di sculture a tiratura limitata ad 8 esemplari, controllata dall’artista o dagli aventi diritto; a titolo eccezionale in casi determinati dagli Stati membri, per fusioni di sculture antecedenti il 1° gennaio 1989, è possibile superare il limite degli 8 esemplari”.

In base della disposizione richiamata, dunque, sono “oggetti d’arte” quelli per i quali ricorrono – per il procedimento adottato e per quantità di oggetti prodotti, determinate condizioni, tra cui che gli stessi siano eseguiti interamente dall’artista.

Ciò posto, nella fattispecie in esame, l’Agenzia delle Entrate non ha rilevato la sussistenza delle condizioni richieste per l’applicazione dell’aliquota Iva agevolata: dalle dichiarazioni del soggetto istante infatti emerge che le opere non sono eseguite interamente dallo stesso ma sono realizzate in tutto o in parte attraverso l’utilizzo di procedimenti meccanici, quali stampanti 3D, Fdm software di modellazione 3D, nonché con l’intervento, in alcuni casi, di altri soggetti che fanno ricorso alla medesima tecnologia. L’intervento manuale dell’istante risulta residuale e nella sostanza limitato alla verniciatura finale e, in alcuni casi, alla lisciatura e ripulitura di eventuali “scorie” di stampa.

L’istante inoltre afferma anche che a volte realizza molteplici pezzi della stessa “creazione” (50 o 200 pezzi per colore) e ciò contrasta con la “tiratura limitata” prevista dalla Tabella, allegata al Dl. n. 41/1995, che solo in caso di fusioni di sculture ammette un numero di sculture a tiratura limitata al massimo ad otto esemplari.

Atteso quanto sopra, l’Agenzia ha ritenuto pertanto che le cessioni degli oggetti prodotti dall’istante siano soggette all’aliquota Iva ordinaria e non a quella del 10%, in quanto non riconducibili a nessuno dei manufatti definiti “oggetti d’arte” dalla Tabella, allegata al Dl. n. 41/1995.


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