Iva: chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sull’applicabilità dell’aliquota 4% o 10% nel caso di interventi sugli ascensori

Iva: chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sull’applicabilità dell’aliquota 4% o 10% nel caso di interventi sugli ascensori

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’Istanza di Consulenza giuridica n. 18 del 24 luglio 2019, ha fornito chiarimenti in materia di aliquote Iva applicabili alle diverse operazioni aventi ad oggetto l’installazione e manutenzione di ascensori, ivi comprese quelle finalizzate all’abbattimento delle barriere architettoniche (riferite nel caso di specie ad immobili a prevalente destinazione abitativa privata).

Occorre distinguere l’ipotesi in cui l’installazione di ascensori in edifici esistenti a prevalente destinazione abitativa sia effettuata nell’ambito di un appalto avente ad oggetto la realizzazione di opere direttamente finalizzate al superamento o alla eliminazione delle barriere architettoniche, dall’ipotesi in cui l’installazione si configuri quale generico intervento di manutenzione straordinaria.

Nel primo caso (appalto di opere finalizzate al superamento/eliminazione di barriere architettoniche) occorre far riferimento alla disposizione di cui al n. 41-ter) della Tabella A, Parte II, allegata al Dpr. n. 633/72, secondo cui sono soggette all’aliquota Iva del 4% le “prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto aventi ad oggetto la realizzazione delle opere direttamente finalizzate al superamento o alla eliminazione delle barriere architettoniche”. Si tratta di un’agevolazione diretta a favorire l’esecuzione di opere finalizzate all’adeguamento degli edifici alle disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati.

Come chiarito con la Circolare Entrate n. 57/E del 1998, le opere dirette all’eliminazione delle barriere architettoniche riguardano diverse categorie di lavori, quali “la sostituzione di finiture (pavimenti, porte, infissi esterni, terminali degli impianti), il rifacimento o l’adeguamento di impianti tecnologici (servizi igienici, impianti elettrici, citofonici, impianti di ascensori), gli interventi di natura edilizia più rilevante, quali il rifacimento di scale ed ascensori, l’inserimento di rampe interne ed esterne agli edifici e di servoscala o piattaforme elevatrici”. Lo stesso Documento di prassi precisa che, “in linea generale, le opere finalizzate all’eliminazione delle barriere architettoniche sono inseribili nella manutenzione straordinaria, ma la particolare finalità cui sono destinate determina l’applicazione dell’aliquota Iva ridotta del 4%”.

Pertanto, nella specifica ipotesi di installazione di ascensori in edifici esistenti a prevalente destinazione abitativa, effettuata nell’ambito di contratti di appalto aventi ad oggetto la realizzazione di opere direttamente finalizzate al superamento o alla eliminazione delle barriere architettoniche, si applica l’aliquota Iva 4% ai sensi del citato n. 41-ter), della Tabella A, Parte II, allegata al Dpr. n. 633/1972. Al di fuori di tale ipotesi, l’installazione di ascensori in edifici esistenti a prevalente destinazione abitativa si configura quale intervento di manutenzione straordinaria soggetto ad Iva con l’aliquota 10% ai sensi dell’art. 7, comma 1, lett. b), della legge n. 488/1999.

In tali casi, ai fini della determinazione della base imponibile da assoggettare alla predetta aliquota, occorre avere riguardo alla disciplina dei beni di valore significativo individuati dal Dm. 29 dicembre 1999. In proposito, la Circolare Entrate n. 15/E del 2018 ha precisato che “la categoria dei ‘beni significativi’ (…) assume rilevanza, peraltro, solo nelle ipotesi in cui siano realizzati interventi di manutenzione ordinaria e di manutenzione straordinaria su immobili a prevalente destinazione abitativa privata, a condizione che i suddetti beni vengano forniti dallo stesso soggetto che esegue la prestazione (i beni forniti da un soggetto diverso o acquistati direttamente dal committente dei lavori sono soggetti ad Iva con applicazione dell’aliquota nella misura ordinaria)”.Nel  dettaglio, riguardo alle modalità di determinazione dell’Imposta in caso di impiego di beni costituenti una parte significativa del valore della prestazione nell’ambito degli interventi anzidetti (manutenzione ordinaria e manutenzione straordinaria), la citata Circolare ha chiarito che “il bene significativo fornito nell’ambito della prestazione resta soggetto interamente all’aliquota nella misura del 10% se il suo valore non supera la metà di quello dell’intera prestazione. Se invece il valore del bene significativo supera tale limite, l’aliquota nella misura del 10% si applica al bene solo fino a concorrenza della differenza tra il valore complessivo dell’intervento di recupero e quello dei beni significativi. Sul valore residuo del bene significativo trova applicazione l’aliquota nella misura ordinaria”. La Circolare n. 57/E del 1998 ha chiarito altresì che le opere dirette all’eliminazione delle barriere architettoniche riguardano diverse categorie di lavori, quali “(…) il rifacimento o l’adeguamento di impianti tecnologici (servizi igienici, impianti elettrici, citofonici, impianti di ascensori), gli interventi di natura edilizia più rilevante, quali il rifacimento di scale ed ascensori, l’inserimento di rampe interne ed esterne agli edifici e di servoscala o piattaforme elevatrici”. Alla luce di tale chiarimento, quindi, il rifacimento o l’adeguamento degli ascensori alle esigenze dei soggetti che versano in condizioni di disabilità motoria e sensoriale si considerano opere dirette alla eliminazione delle barriere architettoniche. Pertanto, qualora sia comprovato che gli interventi di modifica degli impianti siano effettuati in ragione dell’adeguamento degli impianti alle esigenze delle persone con disabilità motorie, agli stessi si applica l’Iva con aliquota 4% ai sensi del citato n. 41-ter, della Tabella A, Parte II, allegata al Dpr. n. 633/72.

L’Agenzia ha poi chiarito che le verifiche periodiche di cui agli artt. 13 e 14 del Dpr. n. 162/1999, relative agli impianti elevatori installati in fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata, devono essere assoggettate ad Iva con l’applicazione dell’aliquota 10%, in quanto riconducibili nell’ambito degli interventi di manutenzione ordinaria.  


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