Iva: costituiscono “cessioni gratuite di beni” e non “abbuoni” le forniture di nuovi containers per Ospedali conseguenti a rinegoziazione

Iva: costituiscono “cessioni gratuite di beni” e non “abbuoni” le forniture di nuovi containers per Ospedali conseguenti a rinegoziazione

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’Istanza di Interpello n. 584 del 14 dicembre 2020, ha fornito chiarimenti in ordine all’impossibilità di considerare “abbuoni” invece che “cessioni gratuite di beni” le forniture di containers per “nuovi Ospedali”, se non ricomprese negli accordi originariamente sottoscritti tra le parti.

Il soggetto istante è una Società di progetto che ha stipulato con le Asl competenti per territorio Convenzioni aventi ad oggetto la costruzione e gestione di “nuovi Ospedali”. La questione sottoposta riguarda specificamente le Asl, relativamente al “Servizio di sterilizzazione” previsto nelle Convenzioni. In fase di avvio del Servizio, infatti, la Società (concessionaria) ha ravvisato l’inadeguatezza degli originari containers in termini di qualità e numero in dotazione alle Sale operatorie per cui, al fine di garantire la continuità del Servizio, ha prontamente assicurato la fornitura di una serie di nuovi containers.

Le parti non hanno mai formalizzato il passaggio in proprietà dei beni in questione, arrivando ad un “atto di rinegoziazione” dell’originaria Convenzione, stabilendo:

– l’acquisto in proprietà, da parte del concedente, dei containers di prima dotazione;

– la rinuncia al credito per la fornitura della dotazione medesima in capo al Concessionario.

La Società istante è dell’avviso che la rinuncia al prezzo della fornitura dei beni in esame costituisca una revisione del costo del “Servizio di sterilizzazione”, riconducibile nell’ambito della categoria degli abbuoni/sconti, di cui all’art. 15, comma 1, n. 2), del Dpr. n. 633/1972. Tal norma prevede il non assoggettamento ad Iva delle cessioni effettuate a titolo di sconto, premio o abbuono in conformità agli originari accordi contrattuali, a condizione che le stesse siano soggette alla medesima aliquota Iva prevista per la operazione (cessione) principale.

Ciò posto, con riferimento al caso di specie, l’Agenzia ha ritenuto di non poter condividere la soluzione proposta dalla Società istante in quanto, dalla Convenzione allegata e dalla successiva documentazione prodotta in sede di memoria integrativa, non emerge la circostanza che la fornitura dei nuovi containers fosse già ricompresa negli accordi originariamente sottoscritti tra le parti.

Il Concessionario ha infatti “effettuato una fornitura di container ed accessori, in via del tutto eccezionale e su specifica richiesta della Asl, la cui definizione (cessione – comodato d’uso) in termini formali e contrattuali non è mai avvenuta (…)”. Le rispettive pretese in ordine alla proprietà dei containers sono state definite infatti solo successivamente, determinando, da un lato, il trasferimento in proprietà in favore del concedente e, dall’altro, la rinuncia al prezzo della fornitura da parte del Concessionario. L’accordo relativo al trasferimento della titolarità dei beni in esame, intervenuto in fase di rinegoziazione dell’originaria Convenzione, ha avuto dunque lo scopo di definire le reciproche posizioni delle parti relativamente alla fornitura della merce e non già di rideterminare (indirettamente) il prezzo iniziale concernente la fornitura del “Servizio di sterilizzazione”.

In definitiva, l’Agenzia ha concluso che la cessione dei containers da parte della Società non possa configurarsi quale “abbuono” ai sensi dell’art. 15 del Dpr. n. 633/1972, costituendo piuttosto una “cessione a titolo gratuito” imponibile ai sensi dell’art. 2, comma 2, n. 4) del medesimo Decreto, dal momento che la Società istante, in documentazione integrativa, ha precisato di aver operato la detrazione della relativa Imposta assolta sull’acquisto.


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