Iva: esenti i servizi di alloggio, sostegno e cura se configurano nel loro insieme una “gestione globale” di Casa di riposo “e simili”

Iva: esenti i servizi di alloggio, sostegno e cura se configurano nel loro insieme una “gestione globale” di Casa di riposo “e simili”

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’Istanza di Interpello n. 221 del 27 aprile 2022, ha confermato l’applicazione del regime di esenzione Iva ex art. 10, comma 1, n. 21), del Dpr. n. 633/72, alle prestazioni proprie delle Case di riposo e simili, nel caso di “gestione globale”.

L’istante è una Impresa sociale senza scopo di lucro la cui attività attuale consiste nel fornire assistenza sociale non domiciliare in favore di soggetti con disturbi psichiatrici. L’Impresa intende ampliare la propria attività avviando delle unità abitative in cui attuare programmi residenziali di “abitare supportato”, che non prevedono l’assistenza continua, ma si fondano sul sostegno offerto da operatori non stabilmente presenti nell’appartamento assegnato all’utente.

All’utente verrà addebitata dall’impresa una retta che include sia l’utilizzo dell’appartamento all’interno del quale risiederà, sia il supporto nello svolgimento delle attività quotidiane nonché l’utilizzo delle strutture comuni.

Riguardo al trattamento ai fini Iva di tali prestazioni, l’Agenzia delle Entrate ha ricordato che la sopra citata norma prevede che sono esenti da Iva “le prestazioni proprie dei Brefotrofi, Orfanotrofi, Asili, Case di riposo per anziani e simili, … comprese le somministrazioni di vitto, indumenti e medicinali, le prestazioni curative e le altre prestazioni accessorie”.

Come chiarito in diversi Documenti di prassi, l’esenzione in argomento ha carattere oggettivo, essendo per la sua applicazione rilevante solo la riconducibilità dei servizi resi tra quelli ivi indicati e non anche la natura giuridica del soggetto prestatore (vedasi Risoluzioni n. 66 del 1999 e n. 1 del 2002).

In particolare, con la Risoluzione 16 marzo 2004, n. 39/E, è stato chiarito che il presente regime:

– “ha valenza oggettiva, nel senso che le prestazioni di servizi in essa elencate rientrano nell’esenzione dall’Iva a prescindere dalla natura giuridica del soggetto che le rende”;

– sono oggettivamente esenti le prestazioni rese da terzi presso una Casa di riposo, “anche se distintamente specificate, sempre che le stesse, nella loro interezza e sostanzialmente, caratterizzino la ‘gestione globale’ della Rsa, la cui titolarità (n.d.r. del servizio) rimane in capo”al soggetto appaltante “il quale si limita ad una mera attività di controllo ed indirizzo a garanzia della qualità e dell’interesse collettivo” (vedasi anche Risoluzione n. 290/E del 2002);

– le altre prestazioni rese distintamente dalla “gestione globale” della Casa di riposo infermieristiche e riabilitative saranno fatturate secondo il regime proprio delle stesse, e dunque in regime di esenzione da Iva ove rientrino in una delle fattispecie di cui all’art. 10 del Dpr. n. 633/1972.

La Risoluzione n. 164/E del 2005 affronta il regime Iva applicabile alle prestazioni rese da una Residenza sanitaria assistenziale per disabili (Rsd) che:

a) ospita soggetti portatori di handicap grave impossibilitati, temporaneamente o permanentemente, a rimanere nel proprio nucleo familiare;

b) è una “Struttura protetta” per la notte, che garantisce prestazioni sanitarie e riabilitative;

c) è organizzata per sostenere psicologicamente i propri ospiti e per rendere agli stessi anche attività di socializzazione.

Poiché la stessa offre servizi assimilabili a quelli propri delle Case di riposo per anziani, in tale sede, si è riconosciuta l’esenzione Iva prevista dall’art. 10, comma 1, n. 21), del Dpr. n. 633/1972 ai servizi resi da una Rsd ai propri ospiti. Quando infatti l’Amministrazione finanziaria “è stata chiamata a pronunciarsi in merito a fattispecie diverse dalle Case di riposo per anziani, tenuto conto della locuzione ‘e simili’ contenuta nella norma, ha chiarito che l’elencazione contenuta non è da intendersi tassativa e … che le prestazioni rese da Organismi ‘simili’ sono esenti quando con le stesse si assicura l’alloggio, eventualmente unito ad altre prestazioni considerate di fatto accessorie alla prestazione principale, a persone che per il loro status sono bisognose di protezione, assistenza e cura …”.

Le Risposte n. 221 del 2019 e n. 240 del 2020 affermano altresì il Principio della c.d. “gestione globale” – valevole per la predetta “assimilazione” anche per le Rsd – secondo cui per applicare l’esenzione Iva in commento occorre che il servizio offerto consista nella “gestione globale” della Casa di riposo (rectius, Rsd). Al riguardo, la Corte di Giustizia Europea, nella Sentenza 21 gennaio 2016 (Causa C-335/14), ha osservato che “le Case di riposo, al pari dei Centri residenziali per anziani, forniscono alle persone … un alloggio unitamente a diverse prestazioni di sostegno e di cura. Da un lato, occorre riservare un medesimo trattamento riguardo all’Iva alla prestazione consistente nel mettere a disposizione degli alloggi, sia che tali alloggi siano forniti da una Casa di riposo sia che essi siano forniti da un centro residenziale per anziani. Dall’altro, nella misura in cui dette prestazioni di sostegno e di cura che i Centri residenziali per anziani sono tenuti a offrire, in applicazione della legislazione nazionale pertinente, corrispondono a quelle che le case di riposo devono fornire conformemente a detta legislazione, occorre riservare loro il medesimo trattamento riguardo all’Iva”.

Pertanto, i Giudici unionali hanno statuito che “l’art. 13, parte A, paragrafo 1, lett. g), della VI Direttiva deve essere interpretato nel senso che, tra le prestazioni fornite da un Centro residenziale per anziani, …, il cui carattere sociale deve essere valutato dal Giudice del rinvio (…), quelle consistenti nel mettere a disposizione alloggi adatti a persone anziane possono beneficiare dell’esenzione prevista da tale disposizione. Anche le altre prestazioni fornite da tale Centro residenziale per anziani possono beneficiare di tale esenzione, purché, in particolare, le prestazioni che i Centri residenziali per anziani sono tenuti a offrire, in applicazione della legislazione nazionale pertinente, siano volte e a garantire sostegno e cura alle persone anziane e corrispondano a quelle che anche le Case di risposo sono tenute a offrire conformemente alla legislazione nazionale in questione”.

In conclusione, alla luce di quanto sopra evidenziato e stante il carattere oggettivo dell’esenzione di cui all’art. 10, comma 1, n. 21), del Dpr. n. 633/1972, l’Agenzia ha ritenuto che possano essere fatturate in esenzione da Iva le rette chieste dall’Impresa sociale istante per i servizi di alloggio, per i servizi assimilabili a quelli di sostegno e cura della persona nonché per le altre prestazioni accessorie a questi ultimi, che rende ai suoi ospiti portatori di handicap psichici.


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