Iva: “reverse charge” alla vendita di tablet, pc e laptop alla P.A. solo se questa agisce in ambito commerciale, avendolo comunicato al fornitore

Iva: “reverse charge” alla vendita di tablet, pc e laptop alla P.A. solo se questa agisce in ambito commerciale, avendolo comunicato al fornitore

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’Istanza di Interpello n. 894/2021, ha fornito chiarimenti in ordine all’applicazione del “reverse charge”, di cui all’art. 17, comma 1, lett. c), del Dpr. n. 633/1972, alla vendita di tablet, pc e laptop da parte di una Società, esaminando tra gli altri anche il caso in cui l’acquirente è una P.A.

L’Agenzia ha ricordato in primo luogo che il Dlgs n. 24/2016, adottato in attuazione delle Direttive 2013/42/UE e 2013/43/UE del Consiglio 22 luglio 2013, ha modificato l’art. 17 del Dpr. n. 633/1972.

In particolare, l’art. 1, comma 1, lett. a), del citato Dlgs. n. 24/2016, ha modificato la rubrica dell’art. 17 del Dpr. n. 633/1972, che ora fa riferimento al “debitore d’imposta”.

Le lett. da a) a d), del citato art. 1, hanno modificato il contenuto dell’art. 17, comma 6, del Dpr. n. 633/1972, che individua le operazioni soggette al meccanismo della “inversione contabile”, c.d. “reverse charge”.

Nel dettaglio, il Dlgs. n. 24/2016 ha sostituito la lett. c), che adesso fa riferimento “alle cessioni di console da gioco, tablet pc e laptop, nonché alle cessioni di dispositivi a circuito integrato, quali microprocessori e unità centrali di elaborazione, effettuate prima della loro installazione in prodotti destinati al consumatore finale”.

La nuova disposizione ha avuto una portata innovativa nella parte in cui ha esteso, a decorrere dal 2 maggio 2016, il “reverse charge” alle cessioni di console di gioco, tablet, pc e laptop.

Ciò premesso, con riferimento ai quesiti rappresentati, ed in particolare riguardo alle vendite effettuate nei confronti di Enti della Pubblica Amministrazione (soggetti passivi Iva), nei cui confronti è applicabile il regime dello “split payment” di cui all’art. 17-ter del Dpr. n. 633/1972, l’Agenzia ha precisato che “sono esclusi dall’ambito applicativo della ‘scissione dei pagamenti’, per espressa previsione normativa, gli acquisti per i quali l’Ente è ‘debitore d’imposta ai sensi delle disposizioni in materia di Imposta sul valore aggiunto’. Si tratta delle fattispecie di c.d. ‘reverse charge’ in cui la veste di debitore d’imposta non è attribuita, come di regola, a colui che cede il bene o presta il servizio, bensì al cessionario o al committente, ai quali, dunque, non viene addebitata (in rivalsa) alcuna imposta, da parte di colui che ha compiuto l’operazione imponibile. In tali casi, sorge un debito Iva direttamente in capo alla Pubblica Amministrazione, soggetto passivo acquirente, per i beni o servizi destinati alla sfera commerciale”.

Pertanto, qualora l’acquisto del bene venga effettuato dall’Ente della Pubblica Amministrazione in qualità di soggetto passivo d’imposta e l’operazione rientri in una delle fattispecie riconducibili nell’ambito applicativo del “reverse charge”,non si applica la disciplina della scissione dei pagamenti.

La Circolare n. 15/E del 2015 ha altresì precisato che “i beni e servizi siano destinati dalla PA in parte alla sfera commerciale e in parte alla sfera istituzionale non commerciale, per la cui attività l’amministrazione acquirente non riveste quindi la qualifica di soggetto passivo Iva. (…), la PA dovrà comunicare al fornitore la quota parte del bene o servizio acquistato da destinare alla sfera commerciale, determinata con criteri oggettivi, in relazione alla quale è applicabile il meccanismo del ‘reverse charge’. Alla quota parte del bene o servizio acquistato da destinare alla sfera istituzionale non commerciale tornerà applicabile il meccanismo della ‘scissione dei pagamenti’”.

Tanto premesso, confermando di fatto quanto già ben noto ormai da sei anni, l’Agenzia ha rimarcato che “è senza dubbio onere dell’Ente della Pubblica Amministrazione, al fine della corretta applicazione dell’Imposta, comunicare al fornitore che l’acquisto viene effettuato nell’ambito dell’attività commerciale, assoggettabile quindi al regime del reverse charge di cui all’art. 17, comma 6, lett. c), del Dpr. n. 633/1972, oppure che i beni acquistati sono destinati ad essere utilizzati nell’ambito della sfera istituzionale e, quindi, assoggettabile al regime dello ‘split payment’ di cui all’art. 17-ter del Dpr. n. 633/1972”.


Related Articles

Indennità di esproprio: deposito della relativa somma

Nella Sentenza n. 7355 del 24 novembre 2020 del Consiglio di Stato, i Giudici osservano che il Giudice ordinario (nel

“Fondo sperimentale di riequilibrio”: ripartite tra Città metropolitane e Province le risorse 2020

Con il Decreto 9 aprile 2020, pubblicato sulla G.U. n. 100 del 16 aprile 2020, emanato dal Ministero dell’Interno di

Accordo-quadro: la verifica dell’anomalia dell’offerta va effettuata sul prezzo ribassato

Nella Delibera n. 1051 del 13 novembre 2019 dell’Anac, una Società ha lamentato la mancata esclusione dalla gara avente ad

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.