Iva: sono soggette ad Imposta le somme erogate da un Comune ad una Società “in-house” per la gestione post-mortem di una discarica

Iva: sono soggette ad Imposta le somme erogate da un Comune ad una Società “in-house” per la gestione post-mortem di una discarica

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’Istanza di Interpello n. 363 del 30 agosto 2019, è intervenuta in merito al trattamento Iva applicabile alle somme versate da un Comune ad una Società “in-house” per l’attività di gestione post-operativa, sorveglianza e controllo, di una discarica per rifiuti, esaminando la sussistenza dei requisiti soggettivo ed oggettivo, di cui agli artt. 3, comma 2, lett. a), e 4, comma 4, del Dpr. n. 633/1972.

Nel caso specifico, il Comune istante ha fatto presente di possedere una partecipazione del capitale societario di una Società in “house providing”, rappresentando altresì che, unitamente ad altri Comuni soci della stessa Società, ha affidato “in house” alla Società la gestione coordinata e congiunta di “servizi pubblici locali” e in particolare del “Servizio di gestione integrata dei rifiuti”.

L’Ente interpellante ha fatto inoltre presente che lo stesso risulta essere proprietario di alcuni terreni ove risulta ubicata una discarica per rifiuti che è in fase di gestione post operativa.

Il Comune, al fine di realizzare le attività previste dai Piani di gestione post-operativa e di sorveglianza e controllo, ha già accantonato, in base alle disposizioni legislative, un Fondo su un proprio conto corrente bancario, stabilendo di voler procedere alla gestione post-mortem della discarica e all’attuazione del relativo Piano di sorveglianza e di controllo con le modalità “in house providing” attraverso la predetta Società, mediante la stipula di un contratto di servizio.

Con il contratto di servizio viene stabilito che la Società gestisca il sito in autonomia, garantendo:

a) l’attività di gestione post-operativa della discarica dei rifiuti non pericolosi;

b) l’attuazione di Piani di sorveglianza;

c) lo studio e la proposta di riqualificazione ambientale del sito.

Per la realizzazione delle predette attività, il Comune trasferisce in 28 rate annuali alla Società il Fondo oggetto di accantonamento, ed ha chiesto di conoscere se le suddette somme che è tenuto a versare alla Società siano o meno rilevanti agli effetti dell’Iva.

Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate ha esaminato la sussistenza dei presupposti soggettivo, in capo alla Società, ed oggettivo.

Presupposto soggettivo

In merito al presupposto soggettivo, come già chiarito dalla Risoluzione n. 37/E del 2007, le Società “in house” devono considerarsi Organismi aventi una loro autonoma soggettività giuridica rispetto all’Ente o Enti di appartenenza. Sul punto, la citata Risoluzione, ribadendo quanto già affermato con la Risoluzione n. 129/E del 2006, ha chiarito che dette Società “in house” non possono essere assimilate a “Organismi di diritto pubblico”. Pertanto, tali Società non possono applicare la disposizione di cui all’art. 4, comma 4, del Dpr. n. 633/1972, ai sensi del quale per gli Enti pubblici si considerano effettuate nell’esercizio di imprese soltanto le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nell’esercizio di attività commerciali.

In tale senso, le operazioni poste in essere dalle predette Società, in quanto costituite in forma di Società di capitali, si considerano effettuate in ogni caso nell’esercizio d’impresa in ragione dell’art. 4, comma 2, del Dpr. n. 633/72, anche se riconducibili alle funzioni istituzionali dell’Ente di provenienza o di appartenenza. Tale ultima disposizione infatti prevede che si considerano in ogni caso effettuate nell’esercizio di imprese, tra le altre, “le cessioni dei beni e le prestazioni di servizi fatte dalle Società in nome collettivo, accomandita semplice, dalle Società per azioni (…)”.

Presupposto oggettivo

Con riferimento al presupposto oggettivo, l’art. 3, comma 1, del Dpr. n. 633/1972, prevede tra l’altro che “costituiscono prestazioni di servizi le prestazioni verso corrispettivo dipendenti da contratti d’opera, appalto, (…) e in genere da obbligazioni di fare, di non fare e di permettere quale ne sia la fonte”.

Come precisato dalla Circolare n. 34/E del 2013, un contributo, in linea generale, assume rilevanza agli effetti dell’Iva se viene erogato a fronte di un’obbligazione di dare, di fare, non fare o permettere, ossia quando si è in presenza di un rapporto obbligatorio a prestazioni corrispettive. In sostanza, una determinata somma di denaro assume natura onerosa e configura un’operazione rilevante agli effetti dell’Iva “quando tra le parti intercorre un rapporto giuridico di natura sinallagmatica, nel quale la somma ricevuta dal beneficiario costituisce il compenso per il servizio effettuato o per il bene ceduto”.

La stessa Circolare ribadisce che, al fine di accertare se determinate somme di denaro o contributi costituiscano corrispettivi per prestazioni di servizi ovvero si configurino mere elargizioni di denaro per il perseguimento di interessi di carattere più generale, “è necessario far riferimento al concreto assetto degli interessi delle parti e ciò richiede un’attenta analisi dell’atto che ne prevede l’erogazione”.

Inoltre, la medesima Circolare n. 34/E ha chiarito che si opera all’interno di uno schema contrattuale, e quindi si è in presenza di una erogazione-corrispettivo a fronte di una prestazione di servizi, anche se i contratti sono stipulati al di fuori o in deroga alle norme del “Codice dei contratti pubblici”; ciò avviene quando, tra l’altro, i rapporti sono costituiti con soggetti dai particolari requisiti per i quali gli affidamenti sono effettuati al di fuori delle regole del medesimo “Codice”, come ad esempio per le Società operanti secondo il modello organizzativo del cosiddetto “in-house providing”.

Nella fattispecie prospettata dal Comune, il conferimento del Servizio di gestione post-operativa della discarica alla Società affidataria è avvenuto senza ricorrere all’espletamento di gare con procedure ad evidenza pubblica, in conformità al modello organizzativo del citato “in-house providing”.

La disciplina dei rapporti per l’effettuazione della predetta attività è avvenuta tramite la stipula di un contratto di servizio, dalla cui lettura emerge che:

  • il Comune affida alla Società l’attività di gestione della discarica, l’attuazione dei Piani di sorveglianza e la riqualificazione ambientale del sito;
  • il contratto ha una durata di 30 anni dalla chiusura dell’ultimo lotto della discarica;
  • la Società si impegna a effettuare le attività inerenti alla gestione post-operativa dell’impianto ed in particolare è tenuta ad assicurare – con proprie attrezzature, mezzi e personale o mediante proprie strutture autonome – la manutenzione, la sorveglianza e i controlli della discarica, fino a che le competenti autorità non accertino che l’impianto non comporta rischi per la salute e per l’ambiente;
  • la predetta attività viene finanziata attraverso un apposito Fondo, accantonato durante la fase di gestione operativa della discarica, che risulta attualmente interamente versato su conto corrente del Comune vincolato a favore della Città metropolitana. Una volta svincolato, il Fondo rientrerà nella piena disponibilità del Comune, che provvederà al suo trasferimento in 28 rate annuali a favore della Società. L’ammontare del Fondo risulta adeguato per la gestione operativa dell’impianto della discarica e qualora venga accertato un fabbisogno superiore, il Comune e la Società definiranno di comune accordo, tramite apposito atto, le modalità e le tempistiche per la copertura dei costi eccedenti, allo scopo di garantire l’equilibrio economico finanziario della gestione post-operativa della discarica;
  • il Comune consegna le opere e gli impianti alla Società in comodato;
  • la Società si impegna a presentare annualmente al Comune un documento che prevede anche la rendicontazione specifica dei costi sostenuti e la descrizione delle attività svolte, ciò anche al fine di definire eventuali adeguamenti del Fondo;
  • è previsto che il Comune istante eserciti un controllo sulla regolare esecuzione del servizio;
  • è prevista la risoluzione per inadempimento;
  • il Comune potrà avvalersi della clausola risolutiva espressa o, in alternativa applicare una penalità per ogni giorno di ritardo nell’adempimento, a titolo di risarcimento di ogni e qualsiasi danno subito dal Comune;
  • in caso non fosse possibile garantire l’equilibrio economico-finanziario della gestione post-operativa, la Società farà apposita richiesta di adeguamento al Comune.

Le rappresentate pattuizioni contrattuali evidenziano quindi, a parere dei tecnici delle Entrate, la sussistenza anche del presupposto oggettivo, intercorrendo tra le parti un rapporto giuridico sinallagmatico con la sussistenza di rispettivi obblighi e/o doveri.

In tal senso, le somme (costituenti il Fondo accantonato e successivamente svincolato) che saranno versate in 28 rate annuali alla Società affidataria dovranno essere assoggettate ad Iva in quanto costituiscono il corrispettivo per il servizio di gestione post-operativa dell’impianto reso dalla medesima Società “in house”.

In ragione di tutto quanto sopra, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che il servizio che la Società si impegna a realizzare nei confronti del Comune debba considerarsi rilevante agli effetti dell’Iva, per la sussistenza, sia del requisito soggettivo, sia di quello oggettivo.

di Francesco Vegni


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