La giornata parlamentare – 15 giugno

Oggi al Senato

Dopo che nella giornata di ieri il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, ha posto a nome del Governo la questione di fiducia sulla “manovrina economica“, ovvero il decreto relativo alle disposizioni urgenti in materia finanziaria, alle iniziative a favore degli enti territoriali, agli ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e alle misure per lo sviluppo, l’ Assemblea del Senato tornerà a riunirsi a partire dalle 9.30 per le dichiarazioni di voto e per il voto finale che è previsto alle 11. Successivamente l’Aula di palazzo Madama si confronterà sul decreto vaccini e sul disegno di legge relativo alla cittadinanza.

Il ddl sullo ius soli, da due anni al palo, arriva in Assemblea senza che la Commissione Affari costituzionali ne abbia terminato l’esame e dunque senza che il relatore abbia ricevuto mandato a riferire all’Assemblea sui contenuti del provvedimento. A bloccare la legge sono ben circa ottomila emendamenti di cui circa 7700 presentati dalla Lega Nord. A oggi c’è stata una sola votazione su un singolo testo; insomma, si è di fronte ad un macigno che indica quanto il ddl sia contrastato da una parte delle forze politiche.

E ieri il Movimento 5 Stelle si è sfilato annunciando che si asterrà. Spinta da Pd, MdpSinistra italiana, la legge che introdurrebbe lo ius soli è osteggiata anche da Forza Italia che arriva a paventare la “sostituzione etnica” degli italiani da parte di stranieri, nel giro di pochi decenni. E la Lega, che con Roberto Calderoli ha di fatto, dall’ottobre 2015, detto stop alle nuove norme, non è escluso che presenti una nuova ‘valanga’ di proposte di modifica.

Per quanto riguarda i lavori delle Commissioni, la Affari Costituzionali svolgerà diverse audizioni sullo schema di decreto legislativo per la revisione della disciplina d’impresa sociale e su quello relativo al codice del Terzo settore. La Commissione Finanze riprenderà l’esame del ddl sul diritto alla restituzione del credito depositato e dello schema di decreto legislativo relativo ai mercati degli strumenti finanziari.La Commissione Sanità esaminerà il decreto vaccini e proseguirà il ciclo di audizioni sul ddl relativo alle disposizioni anticipate di trattamento. Infine la Commissione Politiche dell’Unione Europea esaminerà la legge di delegazione europea per il 2016.

Oggi alla Camera

Per quanto riguarda l’altro ramo del Parlamento, dopo che nella seduta di ieri è stato approvato in via definitiva con voto di fiducia il disegno di legge sulle modifiche al Codice penale, al Codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario, l’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 9.30 per proseguire la discussione della proposta di legge sulle aree protette e della pdl sulle modifiche allo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol. Alle 14 il Parlamento è convocato in seduta comune per l’elezione di un giudice della Corte Costituzionale.

Quanto ai lavori delle Commissioni, la Affari costituzionali esaminerà la pdl per la modifica del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti locali. La Commissione Giustizia esaminerà la delega al Governo per la riforma della disciplina sanzionatoria in materia di reati contro il patrimonio culturale e la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al rispetto della vita privata e alla tutela dei dati personali nelle comunicazioni elettroniche.

La Commissione Finanze ascolterà i rappresentanti della CONSOB, nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo sui mercati degli strumenti finanziari. In sede riunita con la Attività produttive, esaminerà la pdl per la revisione e il riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime. La Commissione Lavoro si confronterà sulla proposta di legge relativa alle modalità di pagamento delle retribuzioni ai lavoratori e, in sede riunta con Affari sociali, esaminerà l’Atto europeo per l’istituzione di un pilastro europeo dei diritti sociali.

La Affari sociali proseguirà l’esame degli emendamenti al ddl Lorenzin di delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali, nonché le disposizioni per l’aggiornamento dei LEA, il riordino delle professioni sanitarie e la dirigenza sanitaria del Ministero della salute. Si confronterà poi sulla pdl per l’istituzione e la disciplina della Rete nazionale dei registri dei tumori e del referto epidemiologico nel controllo sanitario della popolazione.

Il possibile ritorno del Centro Destra e del Centro Sinistra

Dopo il risultato positivo delle amministrative, in casa del Centro Destra c’è grande fermento. Il voto ha dimostrato molto chiaramente che quando Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia si presentano uniti l’intera area diventa non solo competitiva ma può tornare addirittura a vincere. Quindi la necessità di oggi è diventata quella di superare la lunga battaglia per la leadership che ha segnano questi ultimi due anni e di iniziare a lavorare per un percorso comune in vista delle prossime elezioni politiche.

Ne ha consapevolezza ormai anche Matteo Salvini, il più frontista dei tre leader, che ieri ha annunciato che all’indomani del secondo turno delle amministrative si potrà iniziare a scrivere il programma del Centro Destra. I nodi da sciogliere non sono pochi, primo fra tutti la necessità, dettata dal sistema elettorale, di presentarsi sotto un unico simbolo, ipotesi che non piace affatto al leader del Carroccio. Poi ci sono i nodi politici come chi sarà il candidato Premier e se quest’ultimo verrà scelto con le primarie. Ma ci sono anche da conciliare le posizioni sull’Europa, sulla politica economica, sull’Euro, sulle banche e sull’immigrazione.

Berlusconi per il momento tace, ma in casa di Forza Italia a sostenere con tenacia il tema è il governatore della Liguria Giovanni Toti che giudica imprescindibile l’accordo con la Lega Nord. E’ un’ipotesi che piace molto, ma non è un segreto, anche a Giorgia Meloni: la leader di Fratelli d’Italia sarebbe anche disposta a presentarsi sotto un unico simbolo.

La parola della settimana è “unità” anche nel Partito Democratico. Dopo settimane di fortissime tensioni, ormai da giorni Matteo Renzi è alla ricerca di una sponda a sinistra anche se ha ribadito, in più di un’occasione, che le alleanze si fanno sui contenuti e non sui nomi. Il leader del Pd non sarebbe disposto a rinunciare a nessuna delle battaglie combattute dal Governo dei mille giorni pur di mettere insieme un centrosinistra: magari vince le elezioni, ma poi non riesce a Governare; fra queste c’è l’impianto del Jobs Act, la riduzione dell’imposizione fiscale, l’europeismo ma anche quanto fatto su scuola e sicurezza.

Insomma il Pd sembra essere disponibile ma nello stesso giorno Mdp ha annunciato che non voterà la fiducia al Governo sulla manovrina in Senato per via delle norme sul lavoro occasionale. La questione sabato sarà al centro della manifestazione promossa dalla Cgil alla quale parteciperanno molti partiti e movimenti della sinistra, da Pisapia a Bersani. Non è certo un inizio positivo per il tentativo di Matteo Renzi di costruire un’alleanza in vista delle prossime, ma ormai non più così vicine, prossime elezioni politiche.

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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