La giornata parlamentare – 18 dicembre 2019

La giornata parlamentare – 18 dicembre 2019

Grillo tenta di ricompattare il M5S, ma le tensioni interne rimangono

Beppe Grillo rientra in campo come “anti-emorragico” del M5S. Il garante e co-fondatore è arrivato a Roma per provare a serrare le fila, ma soprattutto per evitare che altri parlamentari possano abbandonare i gruppi penta stellati; invece “sono stati i nostri senatori a tranquillizzare me, non io a loro”, ammette Grillo. È vitale scongiurare che altri vadano via sbattendo la porta, proprio come hanno fatto Ugo GrassiFrancesco Urraro e Stefano Lucidi, che si sono accomodati tra i banchi della Lega del nemico Matteo Salvini. I sospettati sono noti e all’assemblea di Palazzo Madama Mario Giarrusso si presenta e ascolta, mentre Gianluigi Paragone diserta. I campanelli di allarme delle ultime settimane hanno convinto il comico genovese a presentarsi in carne e ossa nella Capitale. Fuori dalle invettive contro i giornalisti, Grillo si lascia andare anche a considerazioni politiche più ampie; le Sardine, infatti, sembrano affascinarlo: “Sono un movimento igienico sanitario e vogliono un po’ di pulizia, non è sbagliato. Non vogliono rifare la società, vogliono igienizzarla”.  

Nella sua prima giornata romana il garante vede anche Davide Casaleggio, che siede accanto a lui al Tempio di Adriano per ascoltare il Piano innovazione e dove incrociano con una veloce stretta di mano anche il premier Giuseppe Conte, poi resta al suo fianco anche nelle riunioni con i senatori Cinquestelle prima e con i deputati dopo, dove li raggiunge anche Luigi Di Maio, di ritorno da una missione diplomatica in Libia. Il segnale lanciato alle truppe è l’unità mentre sul piano politico ricalca per sommi capi il discorso pronunciato a Napoli, in occasione di Italia a 5 stelle, quando indicò nell’alleanza con il centrosinistra il sentiero, contagiando il Pd con i temi cari al Movimento. C’è un però in questa vicenda: le parole di Grillo potrebbero non aver proprio convinto i pentastellati delusi a ritrovare smalto ed entusiasmo, perché in buona parte gli indecisi se lasciare o meno il gruppo sono motivati proprio dalla scarsa coerenza di essere alleati del Pd e di Matteo Renzi.  

Il mood principale non è la nostalgia dell’alleanza con la Lega: quell’accordo stava stretto a molti nel M5S, ma era sicuramente più digeribile rispetto all’attuale. Nel mondo Cinque Stelle c’è anche un’altra grana, quella relativa a Gianluigi Paragone, sempre più critico con le decisioni del vertice, al punto di non aver votato la risoluzione di maggioranza sul Mes, né la fiducia sulla manovra, un atteggiamento di cui non si occuperà certo Beppe Grillo, ma che inizia a stare sullo stomaco a buona parte dei colleghi. “Paragone, sin dal post voto delle elezioni europee, si è allontanato dalle posizioni del Movimento e si è avvicinato sempre di più a quelle dell’opposizione”, tuona il vicecapogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi, che aggiunge: “Dai nostri iscritti abbiamo ricevuto il mandato di sostenere questo esecutivo guidato da Giuseppe Conte. Paragone non rispetta né loro, né gli altri portavoce e continua a provocare: perché non si dimette?”. 

Boschi: non voteremo mai per quell’antisemita di Lannutti

Maria Elena Boschi, capogruppo e leader di Italia Viva, in un’intervista a Repubblica a proposito del grillino Elio Lannutti che vuole fare a tutti i costi il presidente della Commissione parlamentare Banche è molto chiara: “Noi siamo stati chiari fin dall’inizio: Lannutti per noi è invotabile, e non per il conflitto d’interessi con suo figlio, ma per le frasi vergognose dette sugli ebrei. Chi porta avanti pregiudizi squallidi antisemiti non avrà mai il nostro voto, qualunque attività faccia suo figlio. Mi chiedo come i 5Stelle possano continuare a sostenere questa candidatura”.

A proposito del salvataggio della Popolare Bari, Boschi osserva: “Quando sta per saltare una banca, è giusto intervenire. Punto. Certo si può discutere di tutto: il merito del provvedimento, la tempistica, il ruolo della Vigilanza, la mancata trasformazione in spa, i tanti denari necessari. Ma salvare una banca significa salvare le famiglie dei risparmiatori e dei lavoratori. Noi lo abbiamo sempre detto, adesso se ne accorgono anche gli altri. I grillini dovrebbero avere un po’ d’onestà intellettuale”. E sulla vicenda: “Abbiamo solo preteso e ottenuto che prima di mettere 900 milioni di soldi dei cittadini italiani per salvare una banca fosse almeno chiaro che tipo di intervento si andava a fare. Quanto a Bari spero che si trasformi in spa come prevedeva la riforma delle Popolari, scelta che quell’istituto non ha voluto fare. A mettersi di traverso sulla Popolare di Bari è stato chi l’ha gestita male, non Italia Viva. O volete darci la colpa anche di questo?”.  

Italia Viva è contro la riforma della prescrizione

Boschi parla anche della contrarietà di Iv alla entrata in vigore della riforma Bonafede sulla prescrizione: “Una legge vergognosa, votata da 5Stelle e Lega. Una legge che fa a pezzi lo Stato di diritto perché la giustizia senza fine è la fine della giustizia. Sono avvocato, prima che parlamentare. E ciò che ha fatto Bonafede su questo punto è tecnicamente uno scandalo. Detto questo Pd e Italia Viva condividono la necessità di cambiare la legge. Se i 5S vogliono cambiarla, meglio. Altrimenti voteremo la proposta dell’ottimo Enrico Costa, che non fa altro che tornare indietro alla riforma che abbiamo votato nella scorsa legislatura”. 

“Il governo dura se fa l’interesse del paese, non l’interesse di Renzi o di Italia Viva”, prosegue Boschi che interpellata sulla verifica chiesta dal premier Giuseppe Conte dice: “Questo governo è nato con un preciso assunto di Di Maio: non mi siedo al tavolo con Renzi. E Conte in più di una circostanza ha attaccato Renzi con virgolettati mai smentiti. E tuttavia Renzi fa la sua parte in Parlamento, votando la fiducia come tutta la maggioranza, mentre la delegazione di Iv guidata da Ettore Rosato e Teresa Bellanova partecipa agli incontri di maggioranza. Eviterei di inseguire il gossip politico e mi concentrerei sui fatti: Renzi chiede un Piano shock per l’Italia, per fare crescere il Pil, trasformare i sussidi in posti di lavoro, realizzare le opere. Portiamola avanti, indipendentemente da chi lo presenterà ai tavoli di maggioranza”. Anche sull’autonomia state mettendo un veto? “Non è un veto. Vorremmo parlarne per evitare di ripetere gli stessi errori che in passato fecero con la riforma del titolo V, vent’anni fa”.

Al Senato 

Dopo che nella seduta di ieri è stato approvato definitivamente e con voto di fiducia il decreto fiscale, l’Aula del Senato tornerà a riunirsi alle 12.00 per l’esame del decreto per il reclutamento personale scolastico

Per quanto riguarda le Commissioni, la Giustizia, con la Finanze, si confronterà sui ddl relativi alla riforma della giustizia tributaria. Alle 8.30 la Commissione Esteri e la Politiche dell’Ue in sede congiunta con le rispettive della Camera, ascolteranno le comunicazioni del Ministro per gli affari europei Vincenzo Amendola sugli esiti del Consiglio europeo del 12 e 13 dicembre 2019. La Agricoltura esaminerà gli Atti europei riguardanti l’esercizio finanziario 2021 e la flessibilità tra i pilastri per l’anno civile 2020 relativamente alla politica agricola comune, e la proposta di regolamento relativo al Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e al Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) nell’anno 2021. La Lavoro ascolterà Marialuisa Gnecchi in relazione alla proposta di nomina a Vice Presidente dell’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS).

Alla Camera 

L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 15.00 per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali svolgerà diverse audizioni sulla pdl relativa alle nuove norme sulla cittadinanza; esaminerà le proposte di legge sulla disciplina dell’attività di rappresentanza d’interessi; svolgerà delle audizioni sulle nuove norme per la promozione del regolare soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari, e alcune sulle pdl per lo scioglimento dei Consigli degli Enti locali conseguente a fenomeni d’infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso. La Giustizia svolgerà diverse audizioni sulle pdl relative alla prescrizione del reato. La Commissione Esteri svolgerà delle audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’azione internazionale dell’Italia per l’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile ed in particolare sull’efficacia del quadro normativo nazionale e del sistema italiano di cooperazione. 

La Difesa esaminerà le relazioni sullo stato della disciplina militare e dell’organizzazione delle Forze armate riferite all’anno 2018. La Bilancio inizierà l’esame della legge di bilancio 2020. La Cultura esaminerà le proposte di legge per la soppressione del divieto di contemporanea iscrizione a più università o corsi di studio universitari.  La Trasporti esaminerà e svolgerà alcune audizioni, tra cui quella del ministro allo sviluppo economico Stefano Patuanelli, sul decreto per la continuità del servizio svolto da Alitalia e le risoluzioni sulla sicurezza stradale. La Lavoro si confronterà sulla proposta di nomina di Marialuisa Gnecchi a vicepresidente dell’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), sulla pdl per la prevenzione e il contrasto delle molestie morali e delle violenze psicologiche in ambito lavorativo. La Agricoltura esaminerà la proposta di regolamento di disciplina finanziaria a decorrere dall’esercizio finanziario 2021 e di flessibilità tra i pilastri per l’anno civile 2020 relativamente alla politica agricola comune.

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A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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