La giornata parlamentare – 18 gennaio

La giornata parlamentare – 18 gennaio

Il Governo approva Reddito di Cittadinanza e Quota 100

Ieri sera il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto su reddito di cittadinanza e quota 100. Grande la soddisfazione del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dei due vice premier Luigi Di Maio e Matteo Salvini che hanno definito le misure un vero e proprio “progetto di politica economica sociale”. Per il reddito di cittadinanza sono stanziati 21,4 miliardi fino al 2021, mentre per quota 100 la previsione è di 22 miliardi in tre anni; il totale nel triennio è di 43,4 miliardi divisi quasi esattamente tra Nord e Sud.

Reddito di Cittadinanza

Nel 2019 per il sussidio sono previsti 4,7 miliardi oltre alle risorse già stanziate per il Rei (2 miliardi). Il reddito e la pensione di cittadinanza sono destinati alla fascia di popolazione che si trova sotto la soglia della povertà assoluta, l’importo massimo erogabile è di 780 euro e verrà versato, a partire da aprile, dopo le dovute verifiche, su un’apposita carta, una normale PostePay, chiamata Carta Reddito di Cittadinanza.

La platea di chi percepirà il reddito di cittadinanza sarà “per il 50% al Sud e per il 50% al centro-Nord”, ha spiegato in conferenza Stampa il ministro del Lavoro aggiungendo che è previsto anche un patto per la formazione siglato con enti di formazione bilaterale, enti interprofessionali o aziende, per chi non è adeguatamente formato per entrare subito nel mondo del lavoro.

Dalla sottoscrizione del patto di lavoro e inclusione sono esclusi gli individui con disabilità sia le persone che assistono figli sotto i tre anni. Previste anche delle sanzioni, il Ministro le ha chiamate le “norme antidivano”: tutti coloro che non sottoscrivono il patto di lavoro, non partecipano alle azioni formative, non accettano i lavori socialmente utili, rifiutano la terza offerta di lavoro congrua, forniscono dati falsi (in questo ultimo caso si arriva a una pena fino a 6 anni di carcere) decadono dal progetto del reddito cittadinanza.

“Chi aderisce, ha spiegato Di Maio, avrà un faro ulteriore su di sé che porteranno avanti i centri impiego e i navigator. Si potrà capire se sta facendo il furbo oppure no”. A febbraio sarà pronto il sito internet per richiedere il sussidio e sarà operativo da marzo. Il reddito di cittadinanza si potrà ricevere a partire da aprile. Dopo il 18esimo mese di reddito di cittadinanza il beneficiario dovrà accettare le offerte di lavoro che provengono da tutto il territorio nazionale. Le pensioni di cittadinanza, per gli over 65, saranno di 780 euro se il pensionato vive da solo e per il nucleo fino a 1.032 euro.

Quota 100

Il decreto introduce il diritto alla pensione anticipata, senza alcuna penalizzazione, al raggiungimento di un’età anagrafica di almeno 62 anni e di un’anzianità contributiva minima di 38 anni, la cosiddetta pensione quota 100. Il ritiro dal lavoro sarà possibile, in prima applicazione, dal primo aprile 2019 per i lavoratori privati che abbiano raggiunto i requisiti indicati entro il 31 dicembre 2018 e dal primo agosto 2019 per i lavoratori pubblici che li abbiano maturati all’entrata in vigore del decreto. Inoltre, potranno andare in pensione dal prossimo primo settembre i lavoratori della scuola. Il decreto prevede, inoltre la possibilità di andare in pensione in anticipo con 42 anni e 10 mesi di contributi, se uomini, e con 41 anni e 10 mesi di contributi, se donne.

Maturati i requisiti, i lavoratori e le lavoratrici percepiscono la pensione dopo tre mesi. Previste la possibilità per le donne di andare in pensione a 58 anni se dipendenti e 59 se autonome, con almeno 35 anni di contributi al 31 dicembre 2018 e la non applicazione degli adeguamenti alla speranza di vita per i lavoratori precoci, che potranno quindi andare in pensione con 41 anni di contributi. Anche in questo caso, il diritto al trattamento pensionistico decorre dopo tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti.

Viene prevista poi la possibilità di un riscatto agevolato del periodo di laurea entro i 45 anni; la facoltà di riscatto di periodi non coperti da contribuzione, con una detraibilità dell’onere del 50 percento in cinque quote annuali e la rateizzazione fino a 60 mesi, a condizione di non aver maturato alcuna contribuzione prima del 31 dicembre 1995 e di non essere titolari di pensione. Si prevede anche l’istituzione del Fondo bilaterale per il ricambio generazionale, che rende possibile andare in pensione tre anni prima di quota 100 purché si abbia una contemporanea assunzione a tempo indeterminato.

Berlusconi torna in campo mi candido per le Europee

Silvio Berlusconi sceglie la Sardegna per annunciare che si candiderà alle prossime europee. “Alla bella età che ho (82 anni) ho deciso di candidarmi alle europee”, dice a Quartu, uno degli otto Comuni del collegio di Cagliari dove domenica 20 gennaio si voterà per le suppletive della Camera. “Lo faccio per senso di responsabilità verso la mia Italia e verso la stessa Europa dove manca il pensiero profondo del mondo”.

L’ex cavaliere, che si appresta a celebrare 25 anni dalla sua discesa in campo (il 18 gennaio 1994 la nascita di Fi), non metteva piede nell’Isola per motivi elettorali dalle regionali del 2014. Allora sosteneva la corsa di Ugo Cappellacci e in Sardegna gli iscritti alla Lega si contavano sulle dita di una mano. Oggi arriva all’indomani dei bagni di folla a Quartu, Oristano e Alghero di Matteo Salvini, “l’amico-nemico” con il quale è alleato per le suppletive e le regionali, ma che per governare l’Italia gli ha preferito i Cinque stelle.

Berlusconi non fatto passi indietro: “L’alleanza gialloverde è innaturale e non credo che riuscirà a reggere. Anche in Parlamento ci sono molti fermenti recenti che mi fanno pensare che questo Governo non avrà vita tanto lunga. Siamo molto preoccupati perché nulla di buono arriva dalle decisioni dei gialloverdi”.

Un governo che deve cambiare, incalza il leader di Fi, soprattutto perché “una parte è rappresentata dal Movimento 5 stelle, guidato da persone senza nessuna esperienza. Sono come quei signori della sinistra comunista del 94, solo più incompetenti”. Per il cavaliere, quindi, “il futuro dell’Italia, dell’Europa e del mondo è il centrodestra unito: noi rappresentiamo un’idea liberale della politica che oggi bisogna difendere”.

A partire dalle suppletive di domenica, dove Berlusconi e il leader del Carroccio sostengono la candidata Daniela Noli: “Spero che il 20 gennaio molte donne e uomini la votino, magari gli stessi che il 4 marzo avevano scelto il deputato M5S che si è dimesso perché ha preferito la barca a vela”. E la sfida continua con le regionali: “Si vota in regioni ad amministrazione rossa, credo che il centrodestra unito raccoglierà risultati molto positivi”.

Dl semplificazioni: l’inizio delle votazioni nelle Commissioni slitta a domenica

Slitta a domenica alle 16 l’avvio del voto sugli emendamenti presentati al Dl semplificazioni nelle commissioni Affari Costituzionali e Lavori Pubblici del Senato. Lo ha deciso il presidente della Commissione Lavori Pubblici e relatore Mauro Coltorti (M5S). Alcuni senatori avevano proposto la data alternativa di lunedì ma egli ha ritenuto che, dato il numero degli emendamenti, fosse più opportuno prevedere l’avvio del voto domenica.

La conferma della convocazione è soggetta all’andamento dei lavori della Commissione Bilancio che, fino a ieri, ha dato il proprio parere sulle proposte agli articoli 1, 2, 4, 5, 6, 7 e 8 e dovrebbe completare il proprio lavoro in tempo utile per consentire le votazioni delle Commissioni di merito. Coltorti ha assicurato, inoltre, che gli emendamenti annunciati dai relatori saranno depositati questa mattina nelle Commissioni.

Mattarella a Berlino: Ricucire dialogo in Ue per evitare paralisi

L’Unione europea vive un momento delicato con appuntamenti importanti da affrontare nei prossimi mesi: il rinnovo del Parlamento, le questioni che riguardano l’Unione economica e monetaria cui si aggiungono le problematiche sul commercio internazionale e l’irrisolta questione migranti. Un quadro complicato, fatto di equilibri sempre più fragili, in cui irrompe anche la Brexit: dopo la bocciatura dell’accordo con l’Europa da parte del Parlamento britannico, Theresa May, sempre più debole, dovrà tornare al tavolo con Bruxelles con una soluzione alternativa e non sarà facile convincere l’Ue a scendere a patti. Tutti questi temi Sergio Mattarella avrà modo di approfondire durante il viaggio di Stato a Berlino, quando incontrerà, oltre all’omologo Frank-Walter Steinmeier, la cancelliera Angela Merkel e il presidente del Parlamento Federale tedesco Wolfgang Schäuble.

 

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