La giornata parlamentare – 2 maggio

La giornata parlamentare – 2 maggio

Mattarella: distinguere il bene comune dai molteplici interessi di parte 

Ancora nebbia sul futuro Governo. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del 1° Maggio ammette che “non mancano difficoltà nel nostro cammino” e richiama tutti a “distinguere il bene comune dai molteplici interessi di parte”, ribadendo la centralità del lavoro “per ogni strategia di governo. Le istituzioni – avverte – sono chiamate a fare la loro parte”.

Di fronte allo stallo che si trascina da oltre 50 giorni dopo le elezioni del 4 marzo, il presidente della Camera Roberto Ficoprende atto della situazione che si è venuta a creare dopo le parole di Matteo Renzi e i veti incrociati fra centrodestra Movimento 5 Stelle. “Quello che è successo – commenta – è sotto gli occhi di tutti. I tentativi sono andati a finire così. Ho piena fiducia nel Presidente Mattarella, ora tocca a lui”.

Intanto la Segretaria generale della Cgil Susanna Camusso al corteo del Primo maggio a Prato rivolge il suo appello alle forze politiche perché “abbiano la responsabilità di rimettere al centro il lavoro e di parlare di programmi. Questo Paese non se le merita le elezioni anticipate, ha bisogno di responsabilità e di risposte”, ha sottolineato a più riprese.

Per Luigi Di Maio bisogna tornare a votare

Il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha immediatamente colto l’occasione per attaccare le altre forze politiche, il Jobs Actdel governo Renzi e la legge Fornero. “I partiti riempiranno questa giornata con frasi fatte, slogan e auspici sul lavoro e sull’articolo 1 della Costituzione. Va rivisto il Jobs act, vanno rifondati i centri per l’impiego e va assicurata una pensione dignitosa a chi ha lavorato una vita con la revisione della Fornero e la pensione di cittadinanza”, scrive su Facebook e butta sulle spalle degli altri partiti la responsabilità di avere fatto fallire il tentativo di formare un esecutivo.

“Sono tutte cose che eravamo pronti ad inserire nel contratto di Governo per cambiare finalmente l’Italia”, rivendica Di Maio in un discorso che sembra già da campagna elettorale. “Sono cose di buon senso che si potevano realizzare, ma che gli stessi partiti si sono rifiutati di fare perché hanno preferito tenersi stretti Berlusconi e Renzi piuttosto che cambiare tutto”, attacca. Quindi propone di andare al voto il prima possibile.

Dopo la vittoria in Friuli, Salvini rilancia il primato del centrodestra

Sul fronte del centrodestra Matteo Salvini si dice pronto a ricevere l’incarico da Sergio Mattarella e pubblica una foto di lui su di una ruspa con lo slogan “andiamo a governare”. Ieri, in più occasioni ha dichiarato: “Proverò a cercare in Parlamento quella forza per fare le cose che ci chiedono gli italiani. Ci proverò fino all’ultimo, ma partendo dal centrodestra che è la prima coalizione e ha vinto in Molise e Friuli Venezia Giulia”.

Al termine del comizio del 1° maggio, il segretario della Lega ha detto di aspettare ora le valutazioni del Capo dello Sato Sergio Mattarella, pur non sapendo se sia necessario un nuovo giro di consultazioni al Quirinale. “Spetta al presidente della Repubblica, io sono pronto a qualunque cosa ci dica”, ha affermato il segretario della Lega, che però ha ribadito di voler provare a costruire un governo a guida centrodestra che dialoghi con il Movimento 5 Stelle e “non con chi ha perso”, e quindi il Partito Democratico. Infine, Salvini ha escluso categoricamente che la Lega e il centrodestra possano partecipare ad un Governo istituzionale.

Di tenore più pacato la riflessione di Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato: “Perdurando, come appare anche oggi dalle dichiarazioni di Di Maio e soci, veti ed egoismi personali che prescindono dal rispetto della volontà degli elettori, restiamo convinti che bisogna invece partire proprio dal risultato delle politiche che ha assegnato la prima posizione al centrodestraunito”.

PD: la tregua prima della tempesta

In casa del Partito Democratico, dopo giorni di fortissima tensione, piccola pausa prima della tempesta di giovedì in Direzione. Dopo lo scontro con Matteo RenziMaurizio Martina a Prato per il corteo del Primo Maggio con i sindacati Cgil Cisl e Uil precisa: “Il problema non è come mi sento io, ma come sta il Partito Democratico. Io faccio il mio mestiere e sicuramente continuerò, ma ho bisogno di fare un lavoro di squadra”.

Il segretario reggente vuole il “pieno rispetto delle opinioni di tutti” e chiede di “marciare uniti. Penso che le condizioni ci siano, però – conclude – bisogna guardarsi negli occhi e sapere che se si fa questo mestiere non lo si fa per un’ora, lo si fa tutti insieme, sempre”. 

Proseguono i lavori delle Commissioni speciali di Camera e Senato

Anche questa settimana le Commissioni Speciali per l’esame di Atti del Governo torneranno a riunirsi. Mercoledì mattina a partire dalle 11 in sede congiunta svolgeranno diverse audizioni sul decreto ministeriale relativo al programma pluriennale di ammodernamento e rinnovamento dello Stato Maggiore della Difesa.

Alle 15 ascolteranno i rappresentanti di ASSAEREO e The italian board of airline representatives (IBAR) nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo sull’uso dei dati del codice di prenotazione (PNR) a fini di prevenzione, accertamento, indagine e azione penale nei confronti dei reati di terrorismo e dei reati gravi.

Infine alle 16 ascolteranno i rappresentanti dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (SNPA), del CNR e dell’ENEA sullo schema di decreto legislativo per la riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici.

 

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