La giornata parlamentare – 22 maggio

La giornata parlamentare – 22 maggio

Di Maio-Salvini indicano Giuseppe Conte al Colle

Ieri pomeriggio le delegazioni di Lega e M5S hanno confermato al Presidente della Repubblica le indiscrezioni della vigilia e portato al Colle il nome del 54enne Giuseppe Conte come loro candidato alla presidenza del nascituro governo giallo-verde. Il docente di diritto privato, componente del Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa e avvocato cassazionista, ha il profilo che mette d’accordo i due partner di governo ma soprattutto è la carta che Luigi Di Maio e Matteo Salvini giocano per convincere il Quirinale e rassicurare l’Europa.

Luigi Di Maio parla di un “giorno storico” e assicura che con questo governo partirà la “terza Repubblica”. Incontrando i parlamentari, accolto da un lungo applauso per il risultato ottenuto fino ad ora, afferma che il candidato premier prescelto “tutti se lo immaginano come una persona debole, invece è uno veramente tosto. E incarna i valori M5S”. Matteo Salvini, dal Quirinale, prova a calmare le acque e assicura: “nessuno ha niente da temere dalle nostre politiche economiche” e promette di voler ridurre il debito e voler far crescere il Paese “rispettando tutte le normative e i vincoli”. 

Governo: il Capo dello Stato prende tempo, preoccupazione per i conti pubblici

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si prende una pausa di riflessione. Dopo una giornata culminata con l’indicazione da parte di Luigi Di Maio e Matteo Salvini del nome di Giuseppe Contecome futuro presidente del Consiglio, il Capo dello Stato ha deciso di non procedere subito con il conferimento dell’incarico ma di convocare per questa mattina i presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico ed Elisabetta Casellati, per informarli degli sviluppi della situazione e ascoltare le loro valutazioni.

Una mossa inattesa, arrivata 78 giorni dopo il voto del 4 marzo, che è destinata a cambiare la storia della prassi istituzionale che del resto ha già registrato diversi momenti irrituali. Ultimo, ma solo in termini temporali, il passaggio di ieri, quando i leader di Lega e M5S hanno dovuto spiegare che il nome del candidato premier non è quello di un tecnico ma di un vero e proprio politico.

Ciò non cambia che la richiesta di tempo risponda da un lato all’esigenza del Presidente della Repubblica di non assecondare totalmente il patto tra il Carroccio e i pentastellati, e dall’altra di ribadire le prerogative costituzionali del suo ruolo, convocando appunto Fico e Casellati. A seguire il Presidente sarà impegnato tutto il pomeriggio a Civitavecchia e l’eventuale incarico giungerà dunque non prima di mercoledì mattina: una pausa di riflessione che si legge come un’indisponibilità ad accettare a scatola chiusa un accordo siglato altrove.

La seconda mossa è il contenuto dei colloqui con Luigi Di Maio e Matteo Salvini, ai quali il Presidente ha fatto presente le preoccupazionisui conti pubblici e sui risparmi dei cittadini. Inoltre il Mattarella ha ricordato l’importanza cruciale del ruolo che la Costituzione assegna al presidente del Consiglio con l’articolo 95, che prevede che il premier diriga la politica generale del Governo e ne sia responsabile; deve inoltre mantenere l’unità d’indirizzo politico e amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei Ministri.

Un modo per sottolineare che un premier politicamente solido non sarebbe malvisto dal Quirinale. O quantomeno per chiarire che appena ricevuto l’incarico sarà il premier l’interprete della politica del Governo, a cominciare dalla scelta dei Ministri, da condividere con il presidente della Repubblica senza dover subire silente i diktat dei due leader di partito. 

Forza Italia starà all’opposizione: Conte? Un tecnico

Pochi minuti dopo le dichiarazione di Matteo Salvini al Quirinale arriva la stoccata della capogruppo di FI alla Camera Maria Stella Gelmini: “Lega e Movimento 5 Stelle, da sempre contro i tecnici al governo e contro i cosiddetti premier non eletti dal popolo, hanno indicato per Palazzo Chigi il professor Giuseppe Conte. Persona rispettabilissima ma che di politico ha davvero ben poco. Gli elettori gialloverdi o gli italiani conoscono Conte? L’hanno mai visto in faccia? Hai mai udito la sua voce? Lo hanno mai votato?”. “Perché Conte non è stato sottoposto al voto della piattaforma Rousseau o al giudizio dei leghisti nei gazebo?”, incalza l’esponente azzurra. “Salvini e Di Maio, con questa scelta, si contraddicono proprio nell’atto fondativo del nascente governo Lega-M5S. Francamente non riusciamo a trovare differenze tra il prof. Conte, oggi osannato, e il prof. Monti. Aspettiamo di essere smentiti. Forza Italia sarà all’opposizione di questo Governo e contrasterà, in Parlamento e nel Paese, un programma che non potrà che far male all’Italia”.

Mercati ed Europa preoccupati. Le Pen trionfante per l’accordo di Governo

L’accordo di Governo, ancora prima di realizzarsi, se la deve vedere con le pressioni dello spread, schizzato ad un passo da quota 190, con il calo della Borsa di Milano e con i giudizi negativi delle agenzie di rating (Fitch avverte del pericolo di una crescita del rischio-Paese). E con le dichiarazioni del capogruppo del Ppe al Parlamento europeo Manfred Weber, che mette in guardia l’Italia dal rischio di provocare una nuova crisi dell’euro: “state giocando col fuoco”.

Ma se da un lato l’Europa e i mercati si preoccupano, i populisti esultano. E usano toni trionfalistici per il neo Governo di Lega e Cinque stelle. La leader del Front National Marine Le Pen e l’ex stratega di Donald Trump Steve Bannon non hanno perso tempo. E appena il capo della Lega ha lasciato il Quirinale hanno fatto sentire le loro voci. Marine Le Pen ha postato un tweet trionfante: “Dopo il Fpoe in Austria la Lega in Italia. I nostri alleati arrivano al potere e aprono prospettive strabilianti, innanzitutto con il grande ritorno delle Nazioni!”. Il fondatore del sito ultraconservatore Breitbart, che ora si definisce “populista sputafuoco”, ha addirittura annunciato che la prossima settimana sarà in Italia per incontrare Matteo Salvini.

Proseguono i lavori delle Commissioni speciali di Camera e Senato

Per quanto riguarda il Senato, la Commissione speciale per l’esame di Atti del Governo questa settimana esaminerà il decreto legge Alitalia e proseguirà i lavori sul decreto legge per assicurare la continuità delle funzioni dell’Autorità per la regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA). Si confronterà poi sullo schema di decreto legislativo sulla revisione della disciplina in materia d’impresa sociale. La Commissione speciale della Camera, invece, esaminerà lo schema di decreto legislativo sulla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali e alla loro libera circolazione.

 

 

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