La giornata parlamentare – 26 maggio

Quella che è trascorsa è stata una settimana politica estremamente importante e delicata. Si è aperta con la certificazione positiva, da parte della Commissione Europea, sulla manovra correttiva dei conti pubblici, un fatto importante che allontana l’ipotesi di una procedura d’infrazione per debito eccessivo. Parallelamente sono proseguite le trattative sulla legge elettorale: sembra sempre più probabile un’intesa tra Partito Democratico e Forza Italia su di un sistema fortemente proporzionale come quello tedesco; se si renderà concreto, potrebbe spingere verso una crisi pilotata di Governo e quindi a elezioni anticipate già nel prossimo autunno.

Da punto di vista parlamentare il Senato ha approvato il disegno di legge per la salvaguardia degli agrumeti caratteristici, il ddl sulle politiche spaziali e aerospaziali e il disegno di legge sui reati contro la Pubblica Amministrazione. L’aula della Camera ha proseguito, senza però concluderne l’esame, la discussione sulla proposta di legge Aree protette. Al contempo la Commissione Bilancio è entrata nel vivo dell’esame della manovra correttiva, ed è proprio sulla cosiddetta manovrina che si starebbe delineando una possibile crisi di Governo vista l’intenzione del Pd di reintrodurre i voucher e il conseguente annuncio di Mdp di votare contro la manovra.

Nella giornata di oggi l’Assemblea del Senato e le Commissioni non si riuniranno. Nel corso della settimana, l’Aula di palazzo Madama ha discusso e approvato, con 199 voti favorevoli, 1 contrario e 1 astenuto, il ddl relativo alle disposizioni per la salvaguardia degli agrumeti caratteristici. Il provvedimento, che ora ritorna all’esame della Camera, è finalizzato a tutelare e a valorizzare alcune aree agricole caratteristiche, di particolare rilevanza sotto l’aspetto economico, culturale e ambientale, coltivate storicamente ad agrumi e ritenute di notevole interesse per il loro valore storico, paesaggistico e di salvaguardia del territorio rurale. Inoltre istituisce un fondo di due milioni di euro a copertura parziale delle spese per il recupero, la manutenzione e la salvaguardia degli agrumeti.

Successivamente l’Aula di palazzo Madama ha approvato, dopo quasi tre anni di discussione e con 176 voti favorevoli e 2 astenuti, il ddl sulle politiche spaziali e aerospaziali. Il provvedimento, che ora passa all’esame della Camera per la sua più che probabile approvazione definitiva, ha come principale obiettivo quello di conferire maggiore centralità alle politiche spaziali e aerospaziali italiane. Nello specifico viene istituito, presso la presidenza del Consiglio dei ministri, il Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio e alla ricerca aerospaziale: oltre che dal presidente del Consiglio o dal sottosegretario delegato, sarà composto dai ministri della Difesa, dell’Interno, della Cultura, dell’Agricoltura, dell’Istruzione, dello Sviluppo economico, dei Trasporti, dell’Ambiente, degli Esteri e dell’Economia. Il Comitato dovrà approvare un Documento strategico di politica spaziale nazionale con il quale sarà definita la strategia politica e le linee d’intervento finanziario per lo sviluppo di tecnologie industriali innovative e di servizi applicativi spaziali che favoriscano la crescita economica del Paese.

Mercoledì il Senato ha poi approvato all’unanimità il disegno di legge sui reati contro la Pubblica Amministrazione. Nello specifico il provvedimento, che ora passerà all’esame della Camera, introduce specifiche aggravanti per i reati di concussionecorruzione in atti giudiziarimillantato credito, traffico d’influenze illecite; nel caso in cui siano commessi nell’ambito della giustizia, prevede un aumento della pena fino alla metà: la norma è rivolta in particolare a tutti i soggetti che esercitano attività giudiziarie, i magistrati, gli avvocati, gli ausiliari del giudice e tutto il personale amministrativo degli uffici.

Passando all’altro ramo del Parlamento, oggi l’Assemblea di Montecitorio tornerà a riunirsi a partire dalle 9.30 per lo svolgimento delle interpellanze urgenti mentre le Commissioni non si riuniranno a eccezione della Bilancio che è convocata alla 12 per proseguire l’esame della manovra correttiva.

Nella seduta di ieri la cosiddetta manovrina ha preso nuova forma con una serie di modifiche approvate in Commissione. Ieri sono stati approvati diversi emendamenti che, come annunciato, riducono significativamente le slot (un taglio di circa 140mila apparecchi entro il 2018), danno via libera alla stabilizzazione di 15mila docenti, liberalizzano le edicole e pongono nuovi paletti per la costruzione degli stadi. In materia di trasposti, stop agli autobus euro 0 ed euro 1 e via libera a sistemi elettronici per il conteggio di passeggeri e sistemi satellitari dimonitoraggio elettronico del servizio; ok anche per i biglietti elettronici a bordo. Dal Governo sono arrivati circa trenta emendamenti al testo, non ancora affrontati, che intervengono su vari aspetti della manovrina, dalprestito ponte per Alitalia ai poteri dell’ Anac, fino al settore dei giochi pubblici .

Da affrontare rimangono, poi, molti emendamenti accantonati, tra cui quelli sugli affitti brevi (norma Airbnb). Per quanto riguarda le aree colpite dal sisma, è arrivato il via libera per l’erogazione del 90% del Fondo di solidarietà comunale. Maggiori spazi finanziari sono, inoltre, previsti per i Comuni interessati dal terremoto per gli anni dal 2017 al 2019, mentre per i cittadini dell’area il Governo ha proposto – con emendamento, non ancora votato – una dichiarazione dei redditi più semplice, senza sostituto e con rimborso direttamente dall’Agenzia delle entrate quando il datore di lavoro non disponga delle somme sufficienti per provvedere. Per le province, invece, è arrivato l’ok per modifiche ai piani di riequilibrio non ancora approvati.

Ma il vero nodo politico è la questione della reintroduzione dei voucher: il Pd è determinato a inserire nella manovra correttiva, che la prossima settimana sarà votata con la fiducia alla Camera, nuovi strumenti che andranno a sostituire i voucher e cioè un libretto famiglia alla francese e un nuovo contratto di lavoro per le prestazioni occasionali per le piccole imprese. A dispetto delle voci che ipotizzavano una mediazione del Governo e nonostante la contrarietà di una parte della minoranza legata a Orlando ed esplicitata dalla Presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano, Renzi sarebbe determinato ad andare avanti e avrebbe annunciato l’arrivo di un emendamento del Partito Democratico.

Il fatto ha determinato la netta chiusura dei Bersaniani di Mdp che hanno paventato lo spettro dello strappo. Arturo Scotto ha dichiarato: “Il Pd ha deciso di far cadere il Governo” mentre il capogruppo alla Camera Francesco Laforgia ha annunciato: “La misura è colma. Usciremo dalla maggioranza”. Mentre a Montecitorio un voto dei Democratici Progressisti contrario alla manovra non sarebbe rilevante, al Senato risulterebbe determinante e potrebbe far cadere il Governo a meno che Ala, il gruppo diVerdini, non decida di muoversi in soccorso dell’esecutivo. Dunque, il passaggio è assai delicato e intreccia interessi apparentemente divergenti.

C’è chi non esclude una mediazione in extremis del Governo. In casa del Partito Democratico spiegano che Renzi non sarebbe intenzionato a cedere ai ricatti della sinistra, che da mesi vota contro la maggioranza. “ Si assumano la responsabilità di far cadere il Governo“, è la sfida del Pd a Mdp. Comunque andrà, sottolineano i renziani, questo è un ulteriore segnale del fatto che è urgente tirare subito le somme sulla nuova legge elettorale e poi andare alle urne. A favore sono la Lega Nord e il Movimento 5 Stelle, che con Luigi Di Maio dice che si può votare il 14 settembre (ma ottobre sarebbe la “finestra” più quotata) e c’e’ chi ipotizza che a questo scopo possa essere anticipato il varo della manovra.

Ma l’esito del confronto sulla legge elettorale è tutt’altro che scontato e non è detto che alla fine il partito trasversale del voto subito prevalga. Un ostacolo ulteriore per Renzi è la fronda degli orlandiani contro un accordo con Berlusconi per un sistema alla tedesca: il ministro della Giustizia, in una riunione della sua mozione congressuale, ha dato il via alla trasformazione dell’area, che ha tra i suoi esponenti Gianni Cuperlo, Nicola Zingaretti e Anna Finocchiaro, in un movimento che parli al centrosinistra, con l’obiettivo di creare le condizioni politiche per una nuova alleanza che raduni le forze ora esterne al Pd, da Giuliano Pisapia a Romano Prodi. La prima battaglia della minoranza orlandiana sarà proprio sulla legge elettorale: netta appare la chiusura a un sistema proporzionale che porterebbe, come una soluzione per la governabilità, a larghe intese. È quindi facile pensare che quando la legge elettorale arriverà al Senato la componente farà ben pesare il voto dei propri 30 senatori.

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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