La giornata parlamentare – 28 settembre

Oggi al Senato

L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi a partire dalle 9.30 per le dichiarazioni di voto e il voto finale del ddl sui piccoli Comuni. A seguire saranno discusse le mozioni sulla candidatura di Milano a sede dell’Agenzia europea del farmaco e il disegno di legge relativo al riconoscimento della lingua italiana dei segni.

Per quanto riguarda i lavori delle Commissioni, la Affari Costituzionali proseguirà il ciclo di audizioni sulla proposta di legge, già approvata dalla Camera, per l’abolizione dei vitalizi. La Commissione Giustizia si confronterà sul disegno di legge relativo al reato di diffamazione e sul ddl per la modifica della legge fallimentare. Le Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato giovedì ascolteranno le comunicazioni del Governo sulla missione in supporto alla Guardia costiera. La Commissione Bilancio proseguirà l’esame, iniziato ieri, della Nota di aggiornamento DEF 2017.

La Commissione Finanze ascolterà le organizzazioni sindacali sul disegno di legge sulla riforma delle Agenzie Fiscali. La Commissione Lavoro proseguirà i lavori dell’indagine conoscitiva sull’impatto sul mercato del lavoro della quarta rivoluzione industriale e del ddl sull’equo compenso. La Commissione Sanità proseguirà l’esame del ddl sul fine vita. La Commissione Territorio si confronterà sullo schema di decreto legislativo sulla limitazione delle emissioni nell’atmosfera di taluni inquinanti originati da impianti di combustione.

Oggi alla Camera

Per quanto riguarda l’altro ramo del Parlamento, dopo che nella giornata di ieri è stata approvata definitivamente la legge sul codice antimafia, la pdl di ratifica dell’Accordo dell’Aja sulla registrazione internazionale dei disegni e modelli industriali, la ratifica dell’accordo Italia-Croazia sulla cooperazione transfrontaliera di polizia e la pdl di ratifica della convenzione Italia-Filippine sulle doppie imposizioni, l’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi a partire dalle 9 per l’esame delle mozioni sui criteri di ripartizione del fondo di solidarietà comunale e della pdl per lo sviluppo della mobilità in bicicletta. A seguire proseguirà l’esame del Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2016 e delle disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato e di quelli delle Amministrazioni autonome per l’anno finanziario 2017, e della pdl sulla legalizzazione della cannabis.

Quanto ai lavori delle Commissioni, la Bilancio inizierà l’esame sulla Nota di aggiornamento DEF 2017. La Commissione Finanzeproseguirà il ciclo di audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’impatto della tecnologia finanziaria sul settore finanziario, creditizio e assicurativo, e inizierà il confronto sulla proposta di legge relativa alla delega al Governo per l’istituzione del catasto del suolo. La Commissione Ambiente alle 14 ascolterà il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio sul rafforzamento delle misure per la riqualificazione, la messa in sicurezza e il risparmio energetico del patrimonio edilizio da inserire nel prossimo disegno di legge di bilancio.

La Commissione Attività produttive si confronterà sulla risoluzione in materia di cooperazione rafforzata tra gli Stati membri dell’Unione europea nel settore della sicurezza di alcuni prodotti di consumo. La Affari sociali si confronterà, in sede di comitato ristretto, sulle proposte di legge sulla prevenzione, la cura e la riabilitazione della dipendenza da gioco d’azzardo patologico.

Difficile l’approvazione dello Ius soli

Dopo il No di Alfano e di tutta Alternativa Popolare, il Partito Democratico è stato costretto a bocciare il nuovo tentativo messo in campo da Sinistra italiane e Mdp di calendarizzare al Senato la legge sullo Ius soli. Secondo il capogruppo dem Luigi Zanda “Portare oggi nell’aula del Senato lo Ius soli significherebbe condannarlo a morte certa e definitiva: alla maggioranza mancano 24 voti. Purtroppo i sette senatori di Sinistra italiana e i pochi di altre componenti che, oggi, voterebbero a favore del provvedimento non sono sufficienti a formare una maggioranza che possa approvarlo”. La posizione è stata ribadita anche dalla Ministra per rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro che però non esclude un ultimo tentativo dopo l’approvazione dell’aggiornamento al Def e prima dell’arrivo della legge di bilancio. Al contempo esultano i partiti del Centro Destra da Forza Italia sino a Matteo Salvini della Lega Nord.

Ulivi nel Movimento 5 Stelle

In casa del Movimento 5 Stelle, il neo candidato premier Luigi di Maio cerca di mettere fine ai dissidi interni e dopo l’atteso faccia a faccia con il gruppi parlamentari di Camera e Senato sono arrivati anche i primi segnali di tregua. La mano tesa dal candidato ai parlamentari, il richiamo alla coesione arrivato da lui e da Roberto Fico sembra aver ridato fiato al movimento dopo giorni di apnea. Ieri Di Maio ha inviato il primo ramoscello di ulivo al leader dei cosiddetti ortodossi lodando pubblicamente il successo per la risoluzione che porrà fine ai conflitti d’interessi degli agenti degli artisti Rai attenuta dal presidente della Commissione di Vigilanza.

Silvio Berlusconi al centro dello scacchiere

Silvio Berlusconi, complice una leggera influenza, ha deciso di rinviare alla prossima settimana la cena di lavoro con i capigruppo Renato Brunetta e Paolo Romani per fare il punto sugli sviluppi della legge elettorale. Su questo argomento l’ex premier sarebbe orientato a prendere tempo, anche perché le trattative sul Rosatellum bis sono ancora in corso e Berlusconi ancora non si fidadel Partito democratico e del suo attaccamento al nuovo testo. Alcune modifiche volute da Forza Italia saranno apportate e sostenute anche dal Pd, ma i dubbi restano e sono tanti. Anche in Forza Italia le anime non si sono quietate. Mentre Brunetta e Romani sponsorizzano il nuovo testo come “un compromesso ragionevole” con il capogruppo alla Camera che va oltre scommettendo sull’approvazione definitiva entro fine novembre, nel partito il fronte del no è ampio e pronto a farsi sentire.

Il chiodo fisso dell’ex Cav comunque resta il voto del 2018 che in molti continuano a ritenere sarà l’11 marzo. L’operazione “riunire i moderati e liberali” si è rafforzata in questi giorni dall’apertura di Alternativa Popolare a Forza Italia confermata ieri anche da Maurizio Lupi: “Stiamo lavorando alla costruzione di un partito popolare italiano, Berlusconi è il nostro interlocutore naturale. Se non ci riusciamo, piuttosto corriamo da soli”. Ma il nodo di fondo rimane quello del rapporto con Matteo Salvini e dello scontro sulla leadership: ieri il leader del Carroccio ha confermato che al momento non è stato fissato alcun incontro ma che sicuramente cercherà di vedere Berlusconi nei prossimi 10-15 giorni.

 

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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