La giornata parlamentare – 30 novembre

La giornata parlamentare – 30 novembre

Manovra: Governo studia le modifiche

Incassato il primo sì al decreto fiscale, il Governo è pronto e a porre la fiducia alla Camera. A Montecitorio dovrebbero arrivare solo piccoli ritocchi e le modifiche sostanziali, che dovranno tener conto delle richieste Ue, dovrebbero essere apportate nel secondo passaggio parlamentare, al Senato, considerando anche i tempi stretti dell’esame alla Camera: per questo l’esecutivo sta valutando di blindare il testo. Il dialogo con l’Europa va avanti e il premier Giuseppe Conte con il responsabile del Tesoro Tria, useranno i bilaterali a margine dei lavori del G20 per prender tempo nella trattativa. L’obiettivo è trovare spazi finanziari da qui al 19 dicembre, quando la Commissione Ue dovrebbe formalizzare la procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia. Ecco perché il grosso delle modifiche alla legge di bilancio si concentrerà con ogni probabilità a Palazzo Madama. Gli sherpa dei ministri delle Finanze della Ue hanno intanto formalmente compiuto un primo passo verso l’avvio della procedura nei confronti dell’Italia per deficit eccessivo per violazione della regola del debito.

Quota 100 partirà ad aprile

Per far fronte alle richieste il Governo punta a rimodulare le due misure cardine, agendo su tempi e platea. Quota 100 è ormai sul trampolino di lancio: il testo è pronto secondo la Lega ma si sta ancora valutando “se presentare l’emendamento qui o al Senato”, ha spiegato il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Guido Guidesi. Tuttavia il Governo sembrerebbe più orientato a intervenire a Palazzo Madama considerando che la misura non può prescindere dal reddito di cittadinanza ancora in fase di definizione. Quota 100, ha riferito il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, costerà meno dei 6,7 miliardi cifrati in manovra e partirà a gennaio, ma la prima finestra per andare in pensione sarà ad aprile. “Lo abbiamo sempre detto, Quota 100 partirà a inizio 2019”, ha ribadito Matteo Salvini.

Strada in salita per il reddito di cittadinanza

Per il reddito di cittadinanza la strada è più in salita nonostante gli annunci della stampa di milioni di tessere affidata a Poste italiane. La Commissione Ue ha confermato il via libera al salario minimo ma ha ribadito che il nodo è come verrà finanziato. L’intervento è quindi ancora allo studio: si punta a rinviare l’avvio ad aprile e si sta ancora valutando la platea. Contrariamente alla Lega, il Movimento 5 Stelle al momento non sembra ancora molto disponibile a significativi passi indietro sul suo provvedimento simbolo e la fibrillazione all’interno della maggioranza si fa sempre più alta. Gli uomini di Di Maio sono comunque al lavoro per garantire adeguati fondi al reddito e per scrivere il decreto che intendono portare in Consiglio dei ministri a fine mese.

Dai ritocchi alla manovra arriveranno 3-4 miliardi

Ritoccando le due misure cardine il Governo conta di risparmiare tra i 3 e i 4 miliardi rispetto ai 16 stanziati con i due fondi ad hoc in manovra. L’obiettivo è ridurre il rapporto deficit/Pil, fissato al 2,4% nel 2019, al massimo di uno 0,2%, senza cambiare l’impianto della manovra e spostare risorse dalla spesa corrente ad alcune categorie d’investimenti che Bruxelles non conteggia ai fini del deficit. “Non è mica scritto nei dieci comandamenti della Bibbia che dobbiamo fare il 2,4 per cento”, ha dichiarato Matteo Salvini che si è detto ottimista sull’accordo ma ha escluso l’ipotesi di abbassare troppo l’asticella. “I numeri si fanno nella trattativa, non si dicono in giro prima”, ha sottolineato il ministro dell’economia Giovanni Tria in procinto di incontrare il Commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici. Dal canto suo Luigi Di Maio si è detto sicuro di poter trovare “un punto d’incontro senza dover sacrificare i cittadini”.

Proseguono a rilento i lavori della Commissione Bilancio sulla Manovra

In attesa delle decisioni politiche proseguono a rilento i lavori della Commissione Bilancio alla Camera che dovrebbe licenziare il provvedimento entro lunedì per consentire l’approdo in Aula nella stessa giornata. Ieri sono stati espressi i pareri sugli emendamenti fino all’articolo 55 e sono poi stati esaminati gli emendamenti riferiti agli articoli fino al 41. Nel complesso nessun emendamento è stato approvato mentre la maggior parte delle proposte di modifica sono state accantonate. Questa mattina alle 9.30 è previsto l’Ufficio di presidenza, mentre è fissato alle 10.00 l’inizio dei lavori della Commissione. Nelle prossime ore a Montecitorio dovrebbero arrivare alcune misure targate Lega. Il Governo ha annunciato che oggi presenterà in Commissione il pacchetto di proposte per la famiglia del ministro Fontana ed è atteso anche il taglio per le imprese dei premi Inail e la riduzione dell’Imu sui capannoni agricoli e industriali. L’esecutivo potrebbe depositare anche una proposta per il raddoppio dei fondi stanziati nel dl fisco per la riduzione delle liste di attesa nella sanità, che passerebbero così da 50 a 100 milioni. Non è escluso che possa essere incrementato anche il fondo per l’edilizia sanitaria.

Tajani e Berlusconi lanciano lista Altra Italia per le prossime europee

Alle Europee ci sarà la lista dell’Altra Italia. In vista del voto di maggio, Forza Italia avrà una nuova veste grafica e si allargherà: aprirà cioè alla società civile, alle altre forze politiche moderate e alle organizzazioni legate al Ppe, per rappresentare tutta quella fetta elettorale che sta tra la Lega salviniana e il Pd renziano. Sul progetto e sulla futura strategia politica del partito azzurro sono al lavoro, ormai da settimane, Antonio Tajani Silvio Berlusconi. Ieri a Roma si è tenuta una riunione di partito nella sede nazionale azzurra di piazza San Lorenzo in Lucina per fare il punto sulla mobilitazione di piazza contro la manovra targata M5S-Legae per mettere i primi tasselli in vista delle prossime Europee ed elezioni regionali. Al termine Tajani si è detto fiducioso ed ha dichiarato che “stiamo creando una sorta di Consulta dei movimenti, che saranno vicini a noi e ciò porterà sicuramente ad avere un’indicazione di questo allargamento e rinnovamento di Fi anche nel simbolo’”.

M5S, nuova bufera su Di Maio: sequestrate aree nel terreno del padre

Non si placano le polemiche sulla famiglia di Luigi Di Maio. Dopo la denuncia di un ex dipendente della ditta edile del padre del vicepremier che, in un servizio de Le Iene, ammetteva di aver lavorato in nero, agenti della Polizia municipale, scortati da due rappresentanti della famiglia, hanno effettuato un sopralluogo sul terreno adiacente a un vecchio stabile del comune di Mariglianella (Napoli), di comproprietà di Antonio Di Maio. Tecnici e vigili hanno trovato alcuni rifiuti inerti, come calcinacci e vecchie lamiere ed è stata accertata la presenza di quattro piccoli manufatti realizzati senza permesso. Per questo l’area è stata posta sotto sequestro.

Verifiche sono state portate avanti anche sugli immobili e nelle prossime ore il fascicolo potrebbe essere inviato in Procura a Nola.Da Bruxelles il ministro del Lavoro si è detto “assolutamente tranquillo”, certo che “si farà tutto quello che si dovrà fare”. Intanto le opposizioni hanno cavalcato la vicenda: “A questo punto è davvero non più rinviabile la sua presenza in Aula. Uno che è nato con lo streaming, non può scappare come un coniglio. Abbia coraggio, affronti il Parlamento. Di Maio non scappare”, esorta su Twitter il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci.

Intanto è arrivata la solidarietà di Matteo Salvini che ha parlato di linciaggio nei confronti dell’alleato di Governo mentre il Ministro delle Infrastrutture, il pentastellato Danilo Toninelli, ha garantito sull’estraneità del collega di partito rispetto alle accuse. Ciò nonostante all’interno del Movimento 5 Stelle si sta iniziando a tremare per un possibile coinvolgimento del vicepremier nella bufera dopo il servizio delle Iene sui lavoratori in nero. Molte cose non tornano nelle ricostruzioni del caso che si sono susseguite dopo il servizio: che ruolo avrebbe avuto Di Maio figlio nella vicenda? Avrebbe commesso errori anche lui? si chiedono all’interno del M5S.

 

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

Nomos

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