La giornata parlamentare – 4 luglio

Questa settimana al Senato

L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi a partire dalle 16.30 per le comunicazioni del Presidente Grasso sull’ordine dei lavori definito dalla Conferenza dei Capigruppo convocata alle 15. Rispetto al precedente calendario rimangono ancora da esaminare il disegno di legge relativo al Codice Antimafia, le mozioni sulla proliferazione delle armi nucleari, il decreto legge vaccini, il ddl relativo alla disciplina del cinema, dell’audiovisivo e dello spettacolo, il disegno di legge per la celebrazione dei duemila anni dalla morte di Ovidio, quello per la fornitura di servizi di rete internet e il ddl sulle disposizioni anticipate di trattamento.

Per quanto riguarda i lavori delle Commissioni, la Affari Costituzionali si confronterà sul disegno di legge sulle false certificazioni sulle assenze. La Commissione Giustizia proseguirà l’esame del ddl sul reato di diffamazione. La Commissione Bilancioproseguirà l’esame del decreto per la crescita economica nel Mezzogiorno e ascolterà i rappresentanti di Invitalia, Miur, Svimez, Ispra, Confindustria, Alleanza Cooperative Italiane, RETE Imprese Italia, Anci, Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle province autonome.

La Commissione Finanze esaminerà lo schema di decreto legislativo relativo al mercato degli strumenti finanziari e il ddl sul diritto alla restituzione del credito depositato. La Commissione Lavori pubblici audirà le organizzazioni sindacali sugli Atti europei relativi agli autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada e in sede riunita con la Commissione Industria ascolterà informalmente i vertici di Invitalia e di Infratel Italia in merito ai recenti sviluppi del piano di realizzazione della rete della banda larga e ultralarga, anche sotto i profili della competitività del Paese e della concorrenza.

La Commissione Agricoltura si confronterà sul disegno di legge sulla disciplina dell’attività enoturistica, sull’affare assegnato relativo alle nuove tecnologie in agricoltura e sul ddl, già approvato dalla Camera, sulle produzioni biologiche. La Commissione Lavorosi confronterà sul ddl in materia di equità del compenso e responsabilità professionale delle professioni regolamentate. La Commissione Sanità esaminerà il decreto vaccini. La Commissione Territorio si confronterà sul ddl, già approvato dalla Camera, relativo alle aree protette. Infine la Commissione Politiche dell’Unione Europea proseguirà l’esame della legge di delegazione europea per il 2016.

Questa settimana alla Camera

Per quanto riguarda l’altro ramo del Parlamento, l’ Assemblea della Camera tornerà a riunirsi a partire dalle 11.30 per lo svolgimento delle interpellanze e interrogazioni. Dalle 15 discuterà le questioni pregiudiziali riferite al decreto legge per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. A seguire saranno discussi la pdl per il sostegno e la valorizzazione del festival Umbria Jazz, le mozioni sul funzionamento delle Province, la pdl per l’ introduzione del delitto di tortura, la proposta di legge sulle misure per la prevenzione della radicalizzazione e dell’estremismo violento di matrice jihadista e la mozione sulla trasparenza dei contratti derivati stipulati dal Ministero dell’economia e delle finanze.

Quanto ai lavori delle Commissioni, la Affari costituzionali esaminerà la pdl per l’acquisto di veicoli di servizio elettrici da parte delle Pubbliche Amministrazioni. La Commissione Giustizia si confronterà sulla pdl per la tutela degli animali. La Commissione Finanze esaminerà il decreto legge per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza SpA e di Veneto Banca SpA. Successivamente riprenderà l’esame dello schema di decreto legislativo relativo ai mercati degli strumenti finanziari.

La Commissione Ambiente, in sede riunita con la Attività Produttive, esaminerà lo schema di decreto legislativo sulla sicurezza degli impianti nucleari. La Commissione Lavoro ascolterà i rappresentanti di Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Casartigiani, Confartiganato e Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa (CNA) nell’ambito dell’esame delle proposte di legge relative all’ordinamento e alla struttura organizzativa dell’Istituto nazionale della previdenza sociale e dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. La Affari sociali si confronterà sulla risoluzione relativa alle iniziative per la promozione della salute e dei corretti stili di vita nelle città.

La Commissione Agricoltura si confronterà sulle risoluzioni relative agli interventi per fronteggiare la scarsità delle risorse idriche a uso irriguo, sullo schema di decreto legislativo sul mercato interno del riso e sullo schema di decreto ministeriale per l’approvazione del piano di ricerca straordinario per lo sviluppo di un sistema informatico integrato di trasferimento tecnologico, analisi e monitoraggio delle produzioni agricole attraverso strumenti di sensoristica, diagnostica, meccanica di precisione, biotecnologie e bioinformatica, predisposto dal Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA). Infine la Commissione per le Politiche dell’Unione Europea si confronterà sulla legge europea 2017.

Grandi movimenti e tanta incertezza nel Centro Sinistra

In casa del Partito Democratico la tensione è alle stelle. Ieri Michele Emiliano, terzo arrivato al congresso, ha aperto un nuovo fronte tra i dem e contro il Governo: il decreto sulle banche venete, così com’è, avverte il governatore pugliese, è invotabile. Secondo il Governatore della Puglia il decreto “tradisce i risparmiatori, abbandonando completamente al loro destino centinaia di migliaia di piccoli azionisti e di obbligazionisti subordinati e comporta per lo Stato un onere spaventoso e, nella sostanza, in larga parte non recuperabile”. La minaccia pesa non tanto per i numeri in Parlamento, visto che può contare su solo 10 deputati e 2 senatori e che Forza Italia ha annunciato il via libera, ma per la tensione interna visto che sull’ultimo decreto bancario, oltre a Padoan, si sono esposti anche il premier Gentiloni e il leader del Pd.

Andrea Orlando, l’altro sfidante al congresso, nei giorni scorsi è tornato a insistere sul tema delle alleanze rilanciano la possibilità di chiedere un referendum fra gli iscritti su un’eventuale alleanza con Silvio Berlusconi. L’ipotesi è realistica soprattutto se si andrà verso una modifica della legge elettorale in senso proporzionale, ma che al momento viene ritenuta impossibile dall’ala renziana del partito. Tutto ciò ha spinto Orlando a chiedere pubblicamente che il Pd lavori a una legge maggioritaria che incentivi le coalizioni così da favorire la ricostruzione del centro sinistra, proprio come suggerito da Romano Prodi.

Sulla questione Matteo Renzi ancora non ha parlato anche se sembra che il tema sarà affrontato la settimana prossima alla Direzione nazionale del partito. Dal canto suo il segretario del Pd è stato molto chiaro all’ Assemblea nazionale dei Circoli di sabato scorso nel ribadire che il dibattito sulle coalizioni non appassiona nessuno e che sono i temi e non le persone a interessare al Paese: un messaggio chiarissimo, che lascia presagire una chiusura netta a un possibile dialogo con il nuovo soggetto “Insieme” tenuto a battesimo sabato a piazza Santi Apostoli da Giuliano Pisapia e dagli ex democratici di Mdp.

Il day after dell’iniziativa di Giuliano Pisapia sabato a Roma è ancora da costruire, anche se una data sul calendario è già segnata: l’11 luglio a Roma i Gruppi parlamentari di Mdp incontreranno quelli formatisi nei Consigli Regionali, con l’obiettivo di diventare l’infrastruttura in cui aggregare gli eletti che fanno capo a Pisapia e a “Insieme“. Al momento questa sembra essere la linea ma anche se Mdp, Sinistra Italiana e la componente che fa riferimento a Bruno Tabacci frenano cercando ciascuno le proprie rassicurazioni. Fratoianni per esempio chiede a Pisapia di dire chiaramente se intende costruire un percorso con il Partito Democratico e se sia sua intenzione costruire un’alternativa al modello di Matteo Renzi.

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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