La giornata parlamentare – 5 aprile

La giornata parlamentare – 5 aprile

Governo, sono iniziate le consultazioni al Quirinale

Ieri al Quirinale sono cominciate con la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati le consultazioni del capo dello Stato Sergio Mattarella per la formazione del governo che dovrà guidare la XVIII legislatura: circa 35 minuti di colloquio con il Capo dello Stato e poi via, per rispetto istituzionale, senza rilasciare dichiarazioni. A piedi da Montecitorio è invece arrivato il presidente della Camera Roberto Fico: anch’egli ha scelto di lasciare il Colle senza parlare, rilasciando ai cronisti solo poche parole, “Buon giorno e buon lavoro”, anche se poi su Facebook ha scritto “Un incontro particolarmente cordiale”.

Dopo la terza carica dello Stato, in anticipo come è nel suo stile, è stata la volta del Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano. Il faccia a faccia con Sergio Mattarella è durato circa mezz’ora; quando si è trovato davanti ai giornalisti che gli chiedevano una dichiarazione, il senatore a vita ha scherzato: “Non mostrate sorpresa”. Alle 16 sono iniziate le consultazioni con i gruppi politici: il primo è stato quello delle Autonomie del Senato, guidato dalla presidente Juliane Unterbergher (Svp), accompagnata da Dieter Steger (Trentino Alto Adige) e Albert Laniece (Valle d’Aosta).

In anticipo rispetto alla tabella di marcia è stato poi il turno del gruppo Misto del Senato, con due big d’eccezione, Pietro Grasso, già presidente del Senato, ed Emma Bonino. E’ proprio la leader di +Europa, incalzata dai cronisti a regalare una replica più che tagliente alla domanda: farete parte del governo? “Noi abbiamo perso le elezioni: è chiusa la vicenda?”. Segue il numeroso gruppo Misto alla Camera, con ben 6 componenti, tra cui, ironia della sorte, Maurizio Lupi e Beatrice Lorenzin.

Ha chiuso la giornata la delegazione di Fratelli d’Italia. Al termine del colloquio Giorgia Meloni ha dichiarato ai cronisti: “Come Fratelli d’Italia pensiamo che l’incarico esplorativo spetti a Salvini ma se l’incarico non dovesse andare a buon fine e tutto il centrodestra fosse d’accordo, siano pronti a ragionare su un’altra figura purché sia una figura di centrodestra, un capo di centrodestra con un programma di centrodestra”.

Oggi saliranno al Colle PD, Fi, Lega e M5S

Oggi sarà il big-day: alle 10 salirà al Quirinale il Partito Democratico. La delegazione sarà composta dai capigruppo di Camera e Senato Graziano Delrio e Andrea Marcucci, ma anche dal segretario reggente Maurizio Martina e da Matteo Orfini. A seguire, un’ora dopo, sarà il turno di Forza Italia: assieme ai capigruppo Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini, salirà al Colle anche il presidente del partito Silvio Berlusconi.

Alle 12 toccherà alla Lega che si presenterà con i capogruppo di Camera e Senato Giancarlo Giorgetti e Gian Marco Centinaio e con il segretario federale Matteo Salvini. Infine, alle 16.30 chiuderà la giornata il Movimento 5 Stelle: i grillini saranno guidati dal capo politico Luigi Di Maio e dai due capigruppo, Danilo ToninelliGiulia Grillo. Al termine dei colloqui, giovedì sera, il Capo dello Statopotrebbe tenere un breve discorso, oppure, più probabilmente, prendersi qualche ora di riflessione e parlare il giorno successivo.

Sul prossimo governo è ancora stallo: probabile un secondo giro di consultazioni

Difficile che in questa situazione politica la notte porti consiglio e, benché al Quirinale non si escluda un colpo di scena dell’ultimo minuto, si pensa già a secondo giro di consultazioni che, molto probabilmente, potrebbero tenersi tra martedì e mercoledì della prossima settimana. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ben chiaro che in questa fase la vera trattativa politica che si sta svolgendo fuori dal palazzo del Quirinale potrebbe portare le forze politiche a fare proposte concrete e a non abbandonarsi a inutili strategie o tatticismi.

L’incrocio di veti paralizza il dialogo tra le forze politiche potenzialmente in grado di esprimere un esecutivo e oggi nessuna, salvo sorprese, salirà al Colle con una proposta concreta e percorribile per dare vita al prossimo esecutivo. D’altronde la questione è piuttosto complessa vista l’indisponibilità del Movimento 5 Stelle a supportare un accordo con Matteo Salvini che includa Forza Italia e quindi Silvio Berlusconi, ma è nota l’assoluta contrarietà del leader del Carroccio a far saltare la coalizione di centrodestra per un’alleanza con i Cinque stelle. A complicare il quadro c’è anche l’insistenza di Fi per un coinvolgimento del Partito Democratico, una possibilità alla quale Lega è nettamente contraria e che si scontra contro la volontà dei Dem di rimanere all’opposizione.

Di Maio ha proposto un contratto a Lega e Pd

Intanto ieri Luigi Di Maio ha rilanciato l’ipotesi della stipulazione di una sorta di contratto, sulla falsa riga di quello che è stato sottoscritto in Germania per dare vita al Governo di grande coalizione, con la Lega e il Partito Democratico, unici soggetti politici individuati dal M5S come potenziali partner Il leader pentastellato ha poi precisato sul Blog delle Stelle che il contratto non sarebbe né un accordo né un’alleanza ma un documento di lavoro e di comune impegno tra le diverse forze politiche su alcuni temi chiave.

L’ipotesi è giudicata con freddezza sia dal Partito Democratico che dalla Lega. Intanto però va segnalato che, dopo le intese sulle Presidenze e sugli Uffici di presidenza di Camera e Senato, ieri Forza Italia ha votato un 5stelle alla Presidenza della Commissione speciale di palazzo Madama: “Abbiamo votato per Vito Crimi presidente secondo gli accordi presi e loro hanno votato come vice presidente il nostro Giacomo Caliendo”, ha spiegato il senatore azzurro Lucio Malan. Insomma l’ennesimo segnale di distensione da parte di Forza Italia nei confronti del Movimento 5 Stelle.

Martina si candida segretario del Pd

Maurizio Martina, finora reggente del Partito democratico, si candida alla segreteria del partito. Lo fa con un post su Facebook: “L’Assemblea nazionale del Partito Democratico è convocata per sabato 21 aprile. Sarà una tappa importante del lavoro di rilancio che stiamo facendo dopo il 4 marzo e credo sia fondamentale, in particolare in questo momento delicato, avere un segretario nella pienezza delle sue funzioni pronto a lavorare insieme a tanti per ripartire con determinazione, umiltà e audacia. Credo fermamente nella possibilità di un impegno collettivo e sono pronto a fare la mia parte candidandomi a segretario, in coerenza con il lavoro di queste settimane da reggente e nella convinzione profonda che si possa costruire la stagione del nostro rilancio”.

 

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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