La giornata parlamentare – 5 maggio

La settimana che si è conclusa si era aperta con la netta vittoria di Matteo Renzi alle primarie per l’elezione del nuovo segretario del Partito Democratico. Ma al contempo si è inasprito lo scontro politico fra Pd e Movimento 5 Stelle sulla questione vaccini ed è ripreso il dibattito sulla legge elettorale. Dal punto di vista parlamentare, al Senato spicca l’approvazione, dopo oltre due anni di attesa, del ddl Concorrenza; alla Camera, oltre a diverse proposte di ratifica di tratti internazionali, è stato approvato la pdl per il sostegno all’agricoltura biologica e la proposta di legge per le celebrazioni dell’anniversario della morte di Leonardo Da Vinci, Raffaello e Dante. Ma fra tutti i provvedimenti discussi quello che ha destato le maggiori polemiche è stato quello sulla legittima difesa.

Nella giornata di oggi l’Assemblea del Senato e le Commissioni non si riuniranno. Nel corso della settimana, l’Aula di palazzo Madama ha discusso e approvato con voto di fiducia il ddl “concorrenza”. Il provvedimento, lanciato ormai più di due anni fa, è stato approvato con 158 voti favorevoli, 110 contrari e un astenuto, e ora ritorna alla Camera per la sua più che probabile approvazione definitiva. Il testo ricalca quello uscito dai lavori della Commissione Industria, con alcune modifiche dovute al coordinamento dei tempi che un esame così lungo ha reso necessarie.

Fra queste spicca lo slittamento di un anno della fine del mercato tutelato dell’energia che resterà in vigore fino al 30 giugno 2019. Rinviato di 3 mesi anche lo stop del monopolio di Poste per la notifica di multe e atti giudiziari. E’ rimasta definitivamente fuori dalla porta la norma anti-scorrerie che il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda aveva fortemente sostenuto. Molti i settori toccati dal provvedimento: si va da assicurazioni e Rc auto all’energia, dalle banche alle Poste, dai professionisti al turismo, ai servizi di trasporto (si rinvia con una delega al Governo una riforma del settore dei trasporti pubblici non di linea, compresi taxi e Uber); ma non mancano anche le norme sulle farmacie, telefonia mobile e pagamenti digitali.

Passando all’altro ramo del Parlamento, oggi l’Assemblea di Montecitorio tornerà a riunirsi a partire dalle 9.30 per lo svolgimento delle interpellanze urgenti mentre le Commissioni non si riuniranno. Nell’arco di questa settimana la Camera ha approvato diverse proposte di ratifica di trattati internazionali.

Martedì pomeriggio ha discusso e poi approvato, con 386 voti favorevoli e 10 astenuti, la pdl per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico. Nel complesso la legge, che ora passa all’esame del Senato, prevede l’inserimento della produzione agricola biologica fra le attività d’interesse nazionale con funzione sociale e la costituzione di un Tavolo tecnico per l’agricoltura biologica che avrà l’obiettivo di elaborare il “ Piano d’azione nazionale per l’agricoltura biologica”. Vengono previsti anche un Fondo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica, la possibilità di costituire dei contratti di rete, la promozione di specifici percorsi formativi e di ricerca in campo biologico , e la creazione dei cosiddetti “distretti biologici”, ovvero i sistemi produttivi locali nei quali sia significativa la produzione con metodo biologico o con metodologie culturali locali.

L’Aula di Montecitorio ha poi approvato con 322 voti favorevoli, nessuno contrario e 61 gli astenuti, la proposta di legge presentata dal governo che istituisce diversi Comitati nazionali per assicurare un’adeguata valorizzazione del 500esimo anniversario della morte di Leonardo da Vinci (2019), di Raffello Sanzio (2020) e del 700esimo anniversario della morte di Dante Alighieri (2021) . Il provvedimento passa ora al Senato per l’approvazione definitiva. Si tratta di una misura che nasce dalla volontà di massimizzare con risorse appropriate le ricadute molteplici (scientifiche, culturali, formative, turistiche) che possono scaturire da eventi celebrativi riferiti a personalità così straordinarie e universalmente studiate e ammirate.

Infine la Camera ha approvato, con 225 voti favorevoli, 166 i contrari e 11 gli astenuti, la proposta di legge sulla legittima difesa. Nel provvedimento, che ora passa all’esame del Senato, viene specificato che si considera legittima la reazione a un’aggressione in casa, in negozio o in ufficio commessa di notte o all’introduzione con violenza, minaccia o inganno. Resta comunque ferma la necessità che vi sia proporzione tra difesa e offesa e l’attualità del pericolo. E ancora, si esclude la colpa quando l’errore di chi agisce in nome della legittima difesa è conseguenza del grave turbamento psichico per un pericolo attuale per la vita e per l’integrità fisica. Infine, le spese legali di chi affronta un processo per legittima difesa ed è dichiarato non punibile sono a carico dello Stato.

Ieri il Parlamento si è riunito in sede comune per l’elezione un Giudice della Corte Costituzionale. Chi sperava in un colpo di reni, dopo il monito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella della scorsa settimana, è rimasto deluso. Lo scorso 26 aprile il capo dello Stato, aveva richiamato le due Camere alla responsabilità, incontrando i presidenti Laura Boldrini e Pietro Grasso. Però ancora nulla di fatto: il quorum dei due terzi non è stato superato e molto probabilmente non sarà raggiunto neanche giovedì prossimo quando il Parlamento tornerà a riunirsi per la terza votazione. La strategia sarebbe quella di far abbassare il quorum e per questo bisognerà attendere il 18 maggio quando sarà necessaria la maggioranza di tre quinti.

In ballo la poltrona di Giuseppe Frigo, eletto nel 2008 in quota Forza Italia. Ora spetta al partito di Silvio Berlusconi proporre un nome che sia il più possibile condiviso. I rumors di palazzo anticipano che si sta ragionando su una persona autorevole, gradita non solo allaLega Nord ma anche al Partito democratico e ad Alternativa popolare. Sul tavolo di Fi e PD però insieme al giudice si sta giocando anche la partita della legge elettorale e non è escluso che entrambe si chiudano contemporaneamente.

La Commissione Europea dà il primo via libera alla manovra correttiva presentata dal Governo italiano per consolidare i conti e per allontanare l’avvio di una procedura d’infrazione. Il primo giudizio positivo è arrivato per bocca del vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis, considerato un falco a Bruxelles. La valutazione, ha ammesso, è per l’Italia “particolarmente complessa perché bisogna considerare la regola del debito e la manovra da 0,2%. Ma a prima vista, la correzione sembra essere tale”. Le considerazioni definitive della Commissione arriveranno a metà maggio, dopo leprevisioni di primavera e le raccomandazioni.

Ma appena incassato l’ok di Bruxelles, il Ministero dell’Economia Pier Carlo Padoan, con gli omologhi spagnolo, portoghese e francese, ha presentato alla Commissione una nuova istanza: quella di considerare con più attenzione nella valutazione dei bilanci nazionali elementi come la bassa crescita nominale, gli effetti della crisi sul lavoro, nonché’ i rischi legati al neoprotezionismo. La richiesta, per la coincidenza, sembra avanzata quasi in contropartita per il rispetto degli impegni presi.

Ieri in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato riunite a Montecitorio, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha sottolineato come il Governo abbia ritenuto necessario che la manovra correttiva s’inserisse organicamente in una strategia di medio periodo e che al contempo si affiancasse a una dimensione espansiva orientata alrafforzamento della crescita. Secondo il capo del Mef, la correzione dei conti pubblici nella manovra è molto contenuta e ha efficacia strutturale, cioè proietterà gli effetti di riequilibrio sui prossimi anni.

Il Governo, infatti, “conferma gli obiettivi programmatici indicati nel Def 2017 ed il conseguimento del pareggio strutturale di bilancio nel 2020”. Nel suo intervento il Ministro ha smentito che i conti pubblici siano fuori controllo e ha assicurato che la manovra accrescerà ancor di più la sostenibilità del bilancio dal momento che il debito è stato stabilizzato e comincerà a scendere. Di fronte ai dubbi espressi anche dalla Corte dei Conti e dalla stessa Confindustria sullo split payment, Padoan ha assicurato che l’estensione del meccanismo sarà accompagnata da un’accelerazione dei rimborsi fiscali, alla quale il Governo sta pensando per ovviare ai problemi di liquidità che piccole e grandi aziende lamentano.

Ieri le commissioni hanno anche ascoltato il presidente della Corte dei Conti. Secondo Raffaele Squitieri la manovra mirerebbe direttamente ad anticipare alcune misure volte a disattivare in parte le clausole di salvaguardia operanti a partire dal 2018. La scelta a suo giudizio non è semplice ma poggia prevalentemente sulla capacità di rendere strutturali gli effetti di misure dirette a incidere sull’evasione e sull’elusione fiscale. Secondo il Presidente la manovra correttiva del Governo va nella giusta direzione anche se avverte il rischio che le misure di taglio alla spesa si possano tradurre in una riduzione degli investimenti

 

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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