La giornata parlamentare – 7 aprile

La settimana che si è conclusa verrà ricordata per la fortissima tensione interna alla maggioranza, che ha portato quasi a una crisi di Governo e che è stata causata dall’elezione a Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato di Torrisi, senatore di Ap, invece che del candidato sostenuto dalla maggioranza. La crisi ancora non è superata e ha visto uno scambio di accuse reciproche tra Alfano e il PD. Dal punto di vista dei lavori parlamentari il Senato ha approvato il ddl per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e ha approvato in via definitiva il decreto sul terremoto. Per quanto riguarda la Camera, questa settimana è proseguita, senza però terminare, la discussione della proposta di legge sul fine vita ed è stato approvato il decreto per l’abolizione dei voucher.

Nella giornata di oggi l’Assemblea del Senato e le Commissioni non si riuniranno. Nell’arco di questa settimana, l’Aula di palazzo Madama ha discusso e approvato con 167 voti favorevoli, 4 contrari e 40 astenuti il ddl per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario. Il provvedimento, che ora passa all’esame della Camera, prevede la nascita di una Commissione d’inchiesta composta da venti senatori e venti deputati che dovrà concludere i propri lavori entro un anno dalla sua costituzione, con una relazione intermedia dopo sei mesi, o comunque entro l’attuale legislatura.

La Commissioni dovrà verificare gli effetti della crisi finanziaria globale sul sistema bancario e la gestione degli Istituti bancari che sono rimasti coinvolti in situazioni di crisi o di dissesto. Particolare attenzione sarà riservata ai destinatari di risorse pubbliche o posti in risoluzione: per questi verranno verificati i criteri di remunerazione dei manager , le operazioni in possibile conflitto d’interesse, la correttezza nell’allocazione di prodotti finanziari e nell’informazione agli investitori. La Commissione dovrà esaminare anche l’efficacia delle attività di vigilanza sul sistema bancario e l’adeguatezza della disciplina legislativa nazionale ed europea sul sistema bancario e finanziario.

Successivamente l’aula di palazzo Madama ha approvato in via definitiva con voto di fiducia il decreto legge con le nuove misure per le popolazioni colpite dagli eventi sismici verificatisi nel 2016 e nel 2017 in Abruzzo, Umbria, Lazio e Marche. Il decreto, approvato con 153 voti favorevoli, 104 contrari e un astenuto, ha come obiettivo quello di semplificare e accelerare le varie fasi della ricostruzione e in particolare affronta alcuni nodi che sono emersi nel corso della gestione dell’emergenza e dell’avvio della fase di ricostruzione, primi fra tutti quelli del personale, del sostegno agli Enti locali coinvolti e delle procedure per la realizzazione delle opere di urbanizzazione necessarie per le casette, per le stalle e per le scuole.

Sono poi state potenziate le misure a sostegno dell’economia dei territori colpiti dal sisma, in particolare con la norma sul danno indiretto che vuole sostenere soprattutto il settore del turismo e del commercio, ma vengono anche previste agevolazioni sugli investimenti, la moratoria su mutui d’imprese e privati e la priorità nei contratti di sviluppo per regioni colpite dal sisma. Infine il decreto interviene per facilitare il recupero dei beni architettonici e assegna una quota dell’8×1000 devoluto allo Stato alla ricostruzione e al restauro dei beni culturali distrutti o danneggiati dal sisma.

L’Aula del Senato ha poi approvato con 211 voti favorevoli e 7 astenuti la risoluzione sulle relazioni sull’attività svolta della Commissione d’inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro. Essa impegna il Governo a concludere le procedure di declassifica delle informazioni provenienti da servizi d’intelligence stranieri, a garantire la piena consultabilità della documentazione giudiziaria e la migliore conservazione dei reperti, e ad adoperarsi per l’estradizione del brigatista Alessio Casimirri.

Passando all’altro ramo del Parlamento, oggi l’ Assemblea della Camera si riunirà a partire dalle 9.30 per lo svolgimento delle interpellanze urgenti, mentre le Commissioni non si riuniranno. Questa settimana, l’ Aula di Montecitorio ha proseguito l’esame del progetto di legge sul fine vita: finora i lavori sono andati molto a rilento ma sono stati esaminati quasi tutti gli emendamenti all’articolo 1 relativo al consenso informato. Nel complesso devono essere ancora esaminati 150 emendamenti e l’esame è stato rinviato alla settimana prossima.

Nell’arco di questa settimana l’Assemblea della Camera ha approvato, in prima lettura con 232 voti favorevoli, 52 contrari e 68 astenuti, il decreto relativo all’abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti. Il disegno di legge di conversione, che ora passa all’esame del Senato, prevede la soppressione della disciplina del lavoro accessorio, i cosiddetti voucher, e un regime transitorio per i buoni già richiesti fino al 17 marzo 2017, che potranno essere utilizzati fino al 31 dicembre prossimo nel rispetto delle disposizioni in materia di lavoro accessorio previste nelle norme abrogate dal decreto, come ha sottolineato una nota del Ministero del Lavoro.

L’altro punto su cui interviene il provvedimento è la disciplina in materia di responsabilità solidale tra committente e appaltatore in relazione ai trattamenti retributivi (comprensivi delle quote di TFR), ai contributi previdenziali e ai premi assicurativi dovuti ai lavoratori subordinati per il periodo di esecuzione del contratto di appalto. In particolare viene eliminata la possibilità, per i contratti collettivi, di derogare al principio della responsabilità solidale tra committente e appaltatore, nel caso in cui, attraverso la contrattazione collettiva, s’individuino metodi e procedure di controllo e di verifica della regolarità complessiva degli appalti. Viene inoltre eliminato il beneficio della preventiva escussione del patrimonio dell’appaltatore, in base al quale, attualmente, la possibilità di intentare l’azione esecutiva nei confronti del committente è esercitabile solo dopo l’infruttuosa escussione del patrimonio dell’appaltatore e degli eventuali subappaltatori.

Anche ieri è stata una giornata estremamente tesa all’interno della maggioranza. Angelino Alfano ha risposto alle pesanti accuse del Partito Democratico dopo l’elezione di Salvatore Torrisi, senatore del suo partito, a Presidente della Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama, contro il candidato del Pd Giorgio Pagliari. “Da Matteo Orfini ho sentito parole surreali. Siccome non siamo nati ieri e abbiamo capito il giochino, dico che non ci stiamo. Se qualcuno cerca pretesti per far cadere il Governo e andare al voto anticipato lo dica chiaro”. Nel frattempo Torrisi ha dichiarato, dopo le fortissime richieste del suo partito, la sua ferma intenzione di non dimettersi. Una decisione che ha portato lo stesso Alfano a prendere atto e a definire il nuovo Presidente come non rappresentante di Area Popolare.

Sebbene sembri ormai difficile che questa vicenda possa condurre a unacrisi di Governo, è certo che l’elezione di Torrisi e le difficoltà della maggioranza in Commissione avranno delle conseguenze estremamente rilevanti sulla discussione sulla legge elettorale. Dopo questa vicenda sono in molti a ritenere la fine di ogni possibilità di approvazione del Mattarellum o di una qualsiasi proposta dal forte impulso maggioritario. Quindi la vittoria andrebbe ai cosiddetti proporzionalisti. Vedremo chi la spunterà ma la strada sembra sempre più stretta, i lavori parlamentari sono bloccati e i partiti sembrano sempre più lontani dal raggiungere un’intesa capace portare a una legge elettorale funzionante e non disomogenea fra i due rami del Parlamento.

Sul fronte economico siamo alla stretta finale su Def e manovra correttiva attesi insieme in Consiglio dei ministri martedì. Nel Programma nazionale di riforme da allegare al Documento di economia e finanza, resta il piano di privatizzazioni (come indicato dallo stesso Padoan) ma potrebbe saltare la revisione del catasto. Il programma prefigurato nel Def, Pnr incluso, e la correzione dei conti da 3,4 mld di euro, voluta da Bruxelles, saranno frutto di un compromesso tra le esigenze del Mef e quelle avanzate dai deputati Pd di non alzare le tasse e di limitare il piano di privatizzazioni.

Intanto, in vista delle stime del Def per il 2017, è sempre più accreditata l’ipotesi di una lieve revisione al rialzo del pil all’1,1%, rispetto all’1% previsto dal Governo. Il deficit strutturale è al 2,2% inclusa la manovra correttiva, al 2,4% senza. Dovrebbe restare invariata la stima dicrescita per il 2018 all’1,3%. Quanto al disavanzo per il prossimo anno, sono già in corso i negoziati con l’Europa: nel Def potrebbe essere rivisto al rialzo all’ 1,5% del pil contro l’1,2% precedente, per poi rialzarlo ulteriormente all’1,8%-2% in Legge di Bilancio in autunno.

 

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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