La giornata parlamentare – 8 luglio 2020

La giornata parlamentare – 8 luglio 2020

Conte è partito per il tour in vista del Consiglio Europeo

Il tour europeo di Giuseppe Conte, che lo vedrà impegnato oggi a Madrid con il premier Pedro Sanchez, venerdì a L’Aia dove incontrerà il premier olandese Rutte e lunedì a Berlino da Angela Merkel, comincia con la visita in Portogallo ad Antonio Costa. A dieci giorni dal Consiglio Europeo straordinario del 17-18 luglio, il premier portoghese e quello italiano consolidano l’asse sul Recovery Found: “Non abbiamo tempo e non possiamo accettare un compromesso al ribasso. Serve una decisione politica forte e coordinata dell’Europa. Le altre istituzioni europee, come Bce e la Commissione, hanno fatto bene. Io e Costa faremo la nostra parte affinché il Consiglio Europeo del 17 luglio sia risolutivo con un piano di rilancio efficace”, ha sottolineato il premier in conferenza stampa al termine del bilaterale. L’obiettivo di Italia e Portogallo è quello di rinsaldare le posizioni convergenti rispetto all’accordo politico sul Next Generation Eu e sul Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027. Con il primo ministro Costa c’è un’efficace convergenza su una risposta economica europea tempestiva e straordinaria alla crisi. Per Conte “La risposta del Consiglio europeo deve essere all’altezza e immediata”; il Recovery Fund “non è un assegno in bianco ma un impegno che prenderemo tutti insieme”. Quanto al Mes, i due capi di governo hanno assicurato di non aver affrontato il tema: “Non ne abbiamo parlato, non è nei nostri principali pensieri”, ha tagliato corto Giuseppe Conte.  

Conte lancia il decreto semplificazioni: via libera a 130 cantieri

Un elenco di “130 opere strategiche” e norme per “sbloccare una volta per tutte i cantieri, semplificare, velocizzare e digitalizzare”: il premier Giuseppe Conte presenta così il decreto semplificazioni, approvato in Consiglio dei ministri lunedì notte ma con la clausola “salvo intese”. Il premier assicura che le intese ancora da chiudere sono tecniche e che sul piano politico l’accordo c’è su un testo “senza nessun condono” che può essere “il trampolino di lancio” per il Paese: “È una rivoluzione, senza concessione all’enfasi. Una semplificazione mai fatta”, dichiara in conferenza stampa. E i partiti di maggioranza si dicono soddisfatti. Ma non tutti i nodi sono sciolti, a partire dall’elenco delle opere da sbloccare con l’affidamento a Commissari, tant’è che già Iv e Leu annunciano modifiche in Parlamento. Per i motivi opposti: Iv chiede di rendere la riforma più “shock”, Leu vuole mettere un freno alla “deregulation” dell’edilizia. Nel giorno in cui l’Ue stima un calo del Pil di oltre l’11% nel 2020, il presidente del Consiglio promette che non c’è da “spaventarsi”: oltre al decreto semplificazioni è in cantiere un nuovo scostamento di bilancio che finanzierà un decreto con misure da varare prima di agosto. “Il governo è sulla strada giusta”, dichiara Nicola Zingaretti, che nelle scorse settimane è stato molto critico con lo stallo del governo. 

Conte fa mea culpa su dossier come la concessione ad Autostrade: “Aspi accetti le condizioni del Governo o c’è la procedura di revoca”, intima. Ma insieme rivendica il provvedimento per sbloccare i cantieri e semplificare, che sarà il suo biglietto da visita, annuncia, nel tour nelle capitali europee in vista del Consiglio Ue sul Recovery fund. E respinge anche le critiche di chi teme che il decreto semplificazioni sia il varco per infiltrazioni delle mafie negli appalti: “Alziamo il limite di velocità, l’Italia deve correre ma alziamo anche gli autovelox: non vogliamo offrire spazio ad appetiti criminali. Abbiamo rafforzato i presidi di legalità, ci sono procedure urgenti per le certificazioni antimafia”. Non si sbilancia in stime, tuttavia, il premier; a chi gli domanda quanto possa valere lo sblocco delle opere non fornisce cifre, anche perché’ non ci sono automatismi. Per alcune di quelle opere verranno nominati Commissari, ma sull’elenco la maggioranza ancora discute. Il ministero delle Infrastrutture, guidato dalla Dem Paola De Micheli, ne indica 36, mentre M5s e Iv ne citano 50. Conte elenca una ventina d’interventi prioritari, dalla Gronda alla 106 Ionica, dall’alta velocità Salerno-Reggio Calabria, all’allargamento della Pontina. 

Ma i Commissari, spiega, arriveranno per quelle “più complesse”. Saranno nominati entro la fine dell’anno con Dpcm dal premier, d’intesa con i ministeri dell’Economia e dei Trasporti. Il “modello Genova” caro ai Cinque stelle, secondo il Pd non è replicabile per un numero troppo ampio di opere. Quanto alle soglie per gli appalti, l’intesa prevede “Niente gara sotto i 150 mila euro, la soglia per l’affidamento diretto passa da 40 mila a 150, fino a 5 milioni non ci sarà il bando e la gara sarà negoziata, sopra i 5 milioni la regola resta la gara ma con un’abbreviazione dei termini salvo ci sia causale Covid”, spiega il premier. Divide la maggioranza anche la riforma del danno erariale e dell’abuso di bilancio, che servono a superare “la paura della firma” e punire i funzionari che restano inerti: “Fino al 31 luglio 2021 la responsabilità per danno erariale sarà limitata al solo dolo”, spiega il presidente del Consiglio. In Cdm però Iv ha fatto mettere a verbale le sue riserve e anche il ministro Alfonso Bonafede avrebbe espresso qualche perplessità sull’elemento della discrezionalità nel caso di abuso d’ufficio.  

L’incontro tra Conte e Casaleggio porta tensione nel M5S

Davide Casaleggio riappare dopo mesi a Roma. Dopo aver visto lunedì sera Alessandro Di Battista, per il suo rientro sulla scena, ieri si è presentato a Palazzo Chigi per un colloquio con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che gli ha concesso ben tre ore, a cavallo tra la fine della conferenza stampa di presentazione del decreto Semplificazioni (approvato dal Cdm nella notte) e la partenza per Lisbona. Il figlio del co-fondatore del Movimento 5 Stelle, che oggi vedrà Luigi Di Maio e Alfonso Bonafede ma non il capo politico Vito Crimi, al termine dell’incontro ha tentato senza successo di evitare i cronisti. Così Casaleggio jr, nonostante la ritrosia alle dichiarazioni, qualcosa la dice e non si tratta di frasi fatte, perché alla precisa domanda se abbia parlato con Conte di elezioni regionali, risponde: “Abbiamo parlato un po’ di tutto”, affrettandosi a specificare, subito dopo, che il tema principale è stato comunque il progetto dell’associazione Gianroberto Casaleggio dedicata alla memoria del padre. I lanci con la dichiarazione fanno il giro dei telefonini dei parlamentari Cinquestelle in pochi minuti e la reazione è decisamente negativa: c’è tensione fra i pentastellati, non solo per il mini-vertice con Casaleggio, ma soprattutto perché percepiscono come un’interferenza il pressing di Conte per un’alleanza tra le forze di maggioranza anche alle prossime amministrative. Sono molti i portavoce pentastellati a far notare come il premier, nonostante ribadisca pubblicamente di non voler entrare nelle dinamiche dei partiti, poi però spinga perché Pd, M5S, Iv e Leu si presentino insieme. Lo ha fatto anche durante la conferenza stampa sul decreto Semplificazioni: “Questo progetto politico non si realizza con delle forze politiche qualsiasi, intercambiabili. Questo assetto politico è utile per il Paese e confido che tutte le forze politiche nostre compagne di viaggio possano, anche nelle occasioni territoriali, dare continuità”. Un pensiero diametralmente opposto alla maggioranza delle truppe pentastellate, per nulla convinta che sia un buon affare, perché una cosa è il Governo, un’altra Regioni e Comuni. Così Conte, da Lisbona, è costretto a chiarire che Casaleggio gli voleva parlare dei progetti dell’associazione che porta il nome del padre Gianroberto, poi “abbiamo fatto qualche ulteriore accenno all’attualità, il tema delle elezioni regionali lo abbiamo solo sfiorato” e comunque “non c’è stato in alcun modo un confronto sulle strategie elettorali”. 

L’Aula del Senato

L’assemblea del Senato tornerà a riunirsi domani alle 9.30 per l’esame di diverse ratifiche di trattati internazionali. A seguire si confronterà sul ddl per il riconoscimento della cefalea primaria cronica come malattia sociale e discuterà della Relazione territoriale sulla regione Umbria approvata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati. 

Le Commissioni del Senato

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali proseguirà il ciclo di audizioni sul ddl per la costituzionalizzazione del sistema delle Conferenze e l’introduzione della clausola di supremazia statale nel titolo V della parte seconda della Costituzione. La Giustizia esaminerà lo schema di decreto legislativo sulla crisi d’impresa. La Finanze ascolterà i rappresentanti di ABI sul ddl relativo all’utilizzo del conto corrente. L’Istruzione alle 8.30 proseguirà l’audizione del ministro dell’istruzione Lucia Azzolina sulle iniziative di competenza del suo Dicastero connesse all’emergenza epidemiologica e sull’avvio del prossimo anno scolastico. La Lavori Pubblici, in sede riunita con l’Industria, proseguirà le audizioni sull’intelligenza artificiale. 

La Agricoltura svolgerà alcune audizioni sull’affare assegnato relativo alle problematiche riguardanti aspetti di mercato e tossicologici della filiera del grano duro. La Commissione Industria esaminerà poi gli schemi di decreto legislativo sui veicoli fuori uso, su pile e accumulatori e rifiuti di pile e accumulatori e svolgerà alcune audizioni sull’affare sulla razionalizzazione, la trasparenza e la struttura di costo del mercato elettrico e sugli effetti in bolletta in capo agli utenti. La Lavoro esaminerà il ddl sul Caregiver familiare. La Salute esaminerà il ddl sulla sicurezza degli esercenti delle professioni sanitarie e quello per il riconoscimento della guarigione e la piena cittadinanza delle persone con epilessia. La Politiche dell’UE proseguirà il confronto sulla legge di delegazione europea. 

L’Aula della Camera

L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 15.00 per le interrogazioni a risposta immediata. Secondo quanto è stato stabilito, dopo che ieri il Governo ha posto la questione di fiducia sul decreto rilancio, alle 17.00 ci saranno le dichiarazioni di voto e la chiama partirà dalle 18.30. A seguire saranno discussi gli ordini del giorno. Domani non prima delle 12.00 ci saranno le dichiarazioni di voto finale e il voto finale.

Le Commissioni della Camera

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali svolgerà diverse audizioni sulla proposta di legge costituzionale sulla base territoriale per l’elezione del Senato della Repubblica e di riduzione del numero dei delegati regionali per l’elezione del Presidente della Repubblica. La Giustizia esaminerà lo schema di decreto legislativo sul codice della crisi di impresa e dell’insolvenza. La Finanze svolgerà delle audizioni sulla comunicazione della Commissione europea: Verso un processo decisionale più efficiente e democratico nella politica fiscale dell’UE. L’Ambiente esaminerà gli schemi di decreto legislativo sui veicoli fuori uso, su pile e accumulatori e rifiuti di pile e accumulatori. La Trasporti, con la Affari Costituzionali, si confronterà sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica. 

La Attività Produttive esaminerà lo schema di decreto ministeriale per la ripartizione per l’anno 2020 del fondo derivante dalle sanzioni amministrative irrogate dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato da destinare a iniziative a vantaggio dei consumatori e svolgerà diverse audizioni sugli Atti europei relativi al mercato unico. La Affari Sociali concluderà l’esame del decreto sulle misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19. L’agricoltura ascolterà il Sottosegretario di Stato per gli Affari esteri e la cooperazione internazionale Manlio Di Stefano sul rilancio del made in Italy agroalimentare anche nell’ambito del Patto per l’export. 

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A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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