La giornata parlamentare del 19 novembre 2020

La giornata parlamentare del 19 novembre 2020

La manovra arriva alla Camera, intanto il Governo lavora al Ristori ter

Un terzo decreto Ristori, da varare rapidamente già oggi o domani, per mettere sul piatto un altro miliardo, un miliardo e mezzo al massimo, e dare indennizzi subito a tutte le attività coinvolte dalle chiusure in zona arancione e rossa. Mentre la legge di Bilancio arriva in Parlamento con un mese di ritardo sulla tabella di marcia il Governo già lavora ai prossimi provvedimenti: per fare presto l’idea che si sta facendo largo è appunto quella di procedere con un decreto ipersnello subito, grazie ai fondi ancora a bilancio ma non utilizzati, e prendersi qualche altro giorno per fissare le priorità della maggioranza e l’asticella del nuovo extradeficit, che potrebbe superare i 20 miliardi, da chiedere con un altro scostamento. Il calendario non è favorevole, in poche settimane bisogna chiudere i decreti Ristori già al Senato e la manovra, che inizierà il suo iter dalla prossima settimana alla Camera. Il rischio ingorgo è ben presente nelle riunioni che si susseguono al ministero dell’Economia. E dal Parlamento arrivano le voci di chi, come Graziano Delrio, lamenta i ritardi e le difficoltà a lavorare in tempi così stretti. 

La Ragioneria ha appena bollinato i 229 articoli della manovra e già sta rifacendo i conti per vedere quante risorse sono ancora disponibili nel 2020. Poi bisognerà occuparsi anche del Recovery fund ma per quello la manovra arriva in soccorso con una struttura ad hoc che aiuterà gli uffici della Ragioneria a preparare il dossier. La legge di Bilancio prevede intanto 120 miliardi di anticipazioni in tre anni e le regole per raccogliere i dati e procedere con uno stretto monitoraggio della realizzazione dei progetti. Se il Recovery guarda alla ripresa, ora c’è ancora da occuparsi dell’emergenza: il pressing sullo scostamento di bilancio va avanti da settimane, al Mef all’inizio si escludeva un così ravvicinato nuovo ricorso al deficit, poi la recrudescenza della pandemia e la cartina dell’Italia sempre più colorata di rosso hanno fatto cambiare i piani. Il Governo “è consapevole” che le risorse messe in campo con i primi due decreti Ristori “sono insufficienti” e per questo lavora a “un Ristori ter e un ulteriore provvedimento più ampio”, aveva spiegato il sottosegretario Cecilia Guerra

Il decreto ter “avrà la funzione di finanziare meglio queste misure” con un primo allargamento dei codici Ateco, sulla base anche della “notevole convergenza” su alcuni settori “limitati” emersa dagli emendamenti di tutte le forze politiche. Ci sarà poi nello schema illustrato dal sottosegretario in Parlamento “un altro provvedimento che come ha detto anche Gualtieri ha proprio una funzione di chiusura, perequativa, che ci permetterà di utilizzare un criterio di ristoro” diverso “e anche altri più ampi strumenti di sostegno” ai soggetti “danneggiati in misura rilevante per effetto delle chiusure primarie”. In questo secondo provvedimento potrebbero quindi trovare posto gli aiuti per gli affitti commerciali, “senza penalizzare i proprietari di immobili”, citati dal premier Giuseppe Conte ma anche le nuove sospensioni fiscali indicate dal viceministro Laura Castelli, oltre appunto a un nuovo metodo di calcolo dei ristori non più basato sulle perdite di un solo mese, come avviene adesso. 

Berlusconi rilancia il supporto al Governo ma solo per l’emergenza

Silvio Berlusconi torna ad offrire la collaborazione di Forza Italia sulla manovra e le misure per fronteggiare l’emergenza coronavirus, e annuncia la disponibilità del suo partito a votare a favore del nuovo scostamento di bilancio che dovrebbe essere all’esame del Parlamento il prossimo 25 novembre. Il leader azzurro, pur tornando a tendere la mano a Governo e maggioranza, tiene però a specificare che la collaborazione non ha nulla a che vedere con un ingresso nel Governo, ma si tratterebbe di un dialogo nel rispetto delle “distinzioni politiche”. La sottolineatura sembra rispondere all’intervista rilasciata da Matteo Renzi, in cui ipotizza un allargamento della maggioranza: “Se Forza Italia offre la disponibilità a superare il populismo fanno bene i dirigenti del Pd a dire andiamo a vedere le carte. Oggettivamente questa disponibilità può produrre una novità politica”, sono le parole di Renzi, che esorta gli alleati di governo, Pd in primis: “Rendiamoci disponibili in modo serio. Se son rose fioriranno”, e “concretamente” potrebbe anche “portare ad allargare la maggioranza”. L’apertura berlusconiana trova subito il plauso del Nazareno: il vicesegretario dem Andrea Orlando garantisce infatti “massima attenzione” alle proposte di Forza Italia sulla manovra, auspicando “in Parlamento un dialogo costruttivo tra tutte le forze politiche” che ponga “fine a polemiche sterili e inconcludenti”. E anche i 5 stelle valutano positivamente il dialogo con le opposizioni, ma sia chiaro, scandisce il viceministro Stefano Buffagni, “Berlusconi al governo con noi non esiste”. 

La nuova offerta di disponibilità arriva in mattinata, quando Silvio Berlusconi si collega in video alla conferenza stampa di Forza Italia, convocata proprio per presentare le proposte azzurre sulla manovra, all’indomani del nuovo monito-appello del Capo dello Stato sulla necessità di collaborare in questo momento di emergenza. E la risposta dell’ex premier non si fa attendere: “Accogliamo pienamente l’appello di collaborazione istituzionale fatto del presidente della Repubblica Mattarella”, afferma Berlusconi, che subito mette in chiaro: “Siamo disponibili a lavorare senza confusione di ruoli per far uscire il Paese dall’emergenza sanitaria ed economica. Bisogna mettere da parte le polemiche, ma Forza Italia è sempre stata all’opposizione e intende rimanere un partito di opposizione”. Ma se, a parole e ai livelli alti delle forze politiche, la collaborazione più volte invocata dal presidente della Repubblica sembra poter diventare cosa concreta, in Parlamento le forze politiche continuano a faticare a trovare un punto di mediazione. È il caso, ad esempio, dell’ipotesi, proposta per Forza Italia dal vicepresidente Tajani, di nominare due relatori di pari grado sulla manovra, uno di maggioranza e uno di opposizione (magari da scegliere proprio tra le fila azzurre). La decisione era attesa per ieri, quando si sarebbe dovuto riunire l’Ufficio di presidenza della commissione Bilancio di Montecitorio ma la riunione è stata rinviata a questa mattina alle 12.00, ufficialmente per attendere il testo ufficiale della legge di Bilancio giunto in serata alla Camera dopo la firma del Capo dello Stato. 

Sul Commissario in Calabria, Conte accelera, ma ora “vietato sbagliare”

Basta fretta, ora prudenza e zero errori è il mantra per la scelta del nuovo Commissario che dovrà gestire la sanità calabrese. Il quarto, magari quello giusto, dopo i tre flop dei giorni scorsi. Il governo vorrebbe chiudere la partita entro la settimana, in un Consiglio dei ministri tra oggi o più probabilmente venerdì. Di certo, stavolta non si può sbagliare. Lo mette per iscritto il premier, dopo un mea culpa pubblico per il caos sulle tre nomine precedenti: “Mi dispiace per i calabresi che meritano una risposta, dopo anni di malasanità. Mi assumo la responsabilità”, ammette Giuseppe Conte e promette: “Dopo i passi falsi compiuti, avvertiamo la responsabilità di indicare la persona giusta, con adeguate competenze nell’organizzazione sanitaria e contabile”, a maggior ragione ora che il coronavirus si fa più potente e segna un nuovo record di contagi. Insomma, il rebus va sciolto a breve. Il capo del Governo sta valutando con attenzione molti profili, tenendo conto sia degli input suggeriti dai partiti che quelli dei diretti interessati, i calabresi. Oggi incontrerà una delegazione di sindaci e consiglieri regionali che saranno davanti a Palazzo Chigi per un sit in con l’obiettivo di ribadire al Governo la richiesta di mettere fine al commissariamento della sanità regionale, che dura da 11 anni, e garantire ai circa 2 milioni di calabresi “condizioni di pari dignità e trattamento nella tutela della salute”. 

Più netto è il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà: “Non vogliamo subire scelte calate dall’alto senza concertazione. Non poniamo una questione sul nome, ma sul metodo. Vogliamo che chi arriva sia competente e che ci metta la testa e il cuore”. L’appello è condiviso dal ministro per il Sud Giuseppe Provenzano. Così, dopo le figuracce fatte con la cacciata di Saverio Cotticelli e le dimissioni di Giuseppe Zuccatelli ed Eugenio Gaudio, bisogna stringere i tempi. Nella rosa dei possibili Commissari spicca quello di Federico Maurizio D’Andrea, cosentino che vive a Milano con un passato a metà tra la finanza (è stato colonnello delle Fiamme gialle ai tempi di Mani pulite e tra gli investigatori più vicini a Francesco Saverio Borrelli) e l’esperienza da manager (come presidente di Sogei e poi di Olivetti). Altri nomi quotati sono quelli di Narciso Mostarda, medico e dirigente dell’Asl Roma 6, e Francesco Paolo Tronca di origini familiari calabresi, ex prefetto di Milano e un’esperienza di commissariamento a Roma, nella Capitale allo sbando dopo le dimissioni di Ignazio Marino e prima dell’attuale sindaca Virginia Raggi. 

Al Senato

Nella giornata di oggi l’Assemblea del Senato non esaminerà provvedimenti. I lavori riprenderanno mercoledì prossimo alle 16.30 con le comunicazioni del Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà il ddl sulle statistiche in tema di violenza di genere, svolgerà delle audizioni sull’affare assegnato relativo alle modalità più efficaci per l’esercizio delle prerogative costituzionali del Parlamento nell’ambito di un’emergenza dichiarata e, con la Giustizia, svolgerà audizioni sul ddl per la prevenzione e contrasto del fenomeno del bullismo e le misure rieducative dei minori. La Giustizia esaminerà i ddl sulle norme a tutela delle relazioni affettive dei detenuti, per la tutela dei funzionari giuridico-pedagogici del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, sulla magistratura onoraria, il disegno di legge delega sul processo civile e quello per la tutela degli animali e infine il disegno di legge sull’omicidio nautico. La Bilancio, in sede riunita con la Finanze, esaminerà il decreto per la tutela della salute e le misure di sostegno economico connesse all’emergenza COVID, il cosiddetto decreto ristoro. Giovedì alle 10.00, la Finanze con la Politiche dell’Ue ascolterà le comunicazioni del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri sugli esiti del Consiglio dell’Unione europea sui temi di economia e finanza (Ecofin) del 6 ottobre e del 4 novembre.  

Alla Camera

Nella giornata di oggi l’Aula della Camera non si riunirà, i lavori riprenderanno domani alle 10.00 con l’esame del decreto legge sulle misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 e per la continuità operativa del sistema di allerta COVID.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà il decreto relativo alle disposizioni urgenti in materia d’immigrazione, protezione internazionale e complementare, nonché misure in materia di divieto di accesso agli esercizi pubblici e ai locali di pubblico trattenimento, di contrasto all’utilizzo distorto del web e di disciplina del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. La Affari Sociali esaminerà il decreto legge sulle misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 e il decreto-legge per il rilancio del servizio sanitario della regione Calabria e per il rinnovo degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario.


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