La Giornata Parlamentare del 9 dicembre 2021

La Giornata Parlamentare del 9 dicembre 2021

I sindacati confermano lo sciopero. Il Governo tenterà una mediazione

Cgil Uil vanno avanti e non intendono fare nessun passo indietro sullo sciopero genarle. In calendario, almeno per ora, non sono previsti nuovi incontri tra Mario Draghi o Daniele Franco e i sindacati sono pronti a incrociare le braccia il prossimo 16 dicembre; il nodo resta quello delle risorse e i tecnici sono al lavoro. “Se qualcuno ci dovesse chiamare siamo pronti ad andare per trovare una soluzione” assicura la Uil “Vediamo comunque su quali punti il Governo intende modificare le sue proposte”. Quello che però è certo è che la possibile mediazione sarà eventualmente trovata in Parlamento. Sono proprio i partiti, però, a finire sul banco degli imputati: “Il presidente Draghi ha tentato di proporre un punto di mediazione con la sua maggioranza avanzando l’idea di escludere per un anno dal beneficio fiscale i redditi oltre i 75 mila euro. Su questo è stato brutalmente messo in minoranza dai partiti della sua maggioranza”, dice chiaro Maurizio Landini che continua a insistere perché s’intervenga “sulle detrazioni e non sulle aliquote per far crescere i redditi a partire da quelli più bassi”. Nella commissione Bilancio del Senato, in realtà, i dossier più caldi, a partire dall’emendamento che destina 8 mld alla riforma di Irpef e Irap, sono rinviati alla settimana prossima.

Le forze di maggioranza restano divise, con PdM5S e Leu che invocano il dialogo e Lega e FI all’attacco. Lo sciopero annunciato da Cgil e Uil “è legittimo e nelle facoltà dei sindacati. Un confronto è sempre salutare. Credo che lo sciopero sia l’ultima soluzione e spero che il confronto possa scongiurarlo”, dichiara il presidente M5S Giuseppe Conte, mentre i dem spingono per arrivare a proposte condivise: “Sindacati e partiti devono fare ognuno il proprio mestiere” ribadiscono dal Nazareno “Lo sciopero è una scelta impegnativa e inopportuna se si considera il momento che vive il Paese, ma è giusto tenere in considerazione il disagio che rischia di trasformarsi in conflitto e il fatto che il Paese in questa fase cresce molto ma non crea lavoro; ma questo Draghi è il primo a saperlo”. “Non spetta alla politica dire se uno sciopero è giusto o ingiusto”, dice Luigi Marattin di Iv che però sottolinea come “il 95% delle risorse Irpef (6,6 miliardi su 7) vengono destinate a lavoratori dipendenti e pensionati” e il Il 90% dei fondi “ai primi tre scaglioni di reddito, cioè i contribuenti sotto i 55 mila euro annui”. Molto critica sulla manovra Giorgia Meloni: “È priva di visione ed è di compromesso come sempre accade con le maggioranze arcobaleno”, attacca la leader FdI.

Cartabia rilancia la riforma del Csm

“Non deve accadere che un giudice possa svolgere contemporaneamente, anche se lontano dal suo distretto, funzioni giudiziarie e politiche”, dice il ministro della Giustizia Marta Cartabia, annunciando come “imminente” la riforma del Csm. Oggi la Guardasigilli inizierà un giro di consultazioni per far sì che il provvedimento approdi a gennaio in Parlamento. Il Governo sta preparando l’emendamento da presentare nella Commissione Giustizia della Camera: i tempi della riforma sono stretti, considerato che a settembre si voterà per rinnovare il Consiglio dell’organo di autogoverno della magistratura. I punti più importanti della riforma sono legati al sistema elettorale da adottare (alcuni partiti politici spingono per il sorteggio) e, appunto, sulle porte girevoli: “Non ci dovrà essere mai più un caso Maresca”, assicura il responsabile di via Arenula che è stata ospite della festa di Atreju, la kermesse di Fratelli d’Italia, “Non ho mai partecipato a nessun dibattito politico. Ma questo lo sentivo come un atto dovuto perché in democrazia si dialoga”, ha spiegato, per poi ammettere: “Se avessi voluto una zona di comfort non avrei potuto sedermi sulla poltrona di ministro della Giustizia”. In tanti, anche nel Governo, spingono affinché sia proprio la Guardasigilli a succedere a Sergio Mattarellaal Quirinale: è la candidata numero uno del partito di chi vuole una figura istituzionale femminile e, così facendo, tenere il premier Draghi ancora a Palazzo Chigi.

Scholz è il nuovo cancelliere, si chiude l’era Merkel

Olaf Scholz è il nuovo cancelliere e l’era di Angela Merkel si chiude dopo 16 anni. “Avremo una nuova partenza ed io darò il massimo perché’ questo riesca”, ha detto il leader socialdemocratico, prendendo le consegne nel Kanzleramt, dopo aver definito “grande” il tempo della cancelliera uscente e “straordinario” quello che è riuscita a muovere. Qualche attimo prima era stata lei a prendere la parola: “È un incarico pieno di sfide, ma fatto con gioia è fra i più belli che ci siano per il Paese”; il suo auspicio è che il successore lavori per il bene della Germania. A 63 anni Scholz diventa il quarto cancelliere socialdemocratico: prima di lui ce lo fecero Willy Brandt (1969-74), Helmut Schmidt (1974-82) e Gerhard Schroeder (1998-2005); nella storia della Repubblica federale, a partire dal 1949, è il nono. E anche se il colore del partito è diverso, molti si aspettano una forte continuità con l’era Merkel, soprattutto nello stile di una figura politica, che fin dalla campagna elettorale ha assunto un passo misurato. L’esperienza per l’incarico l’ha maturata proprio al fianco della leader che ha impressionato il mondo per le sue capacità di mediazione e di gestione di grandi crisi e di Merkel l’ex sindaco di Amburgo è stato vicecancelliere e Ministro delle Finanze.

Con un governo inedito, formato da Spd, Verdi e Liberali che per la prima volta si coalizzano a livello federale dopo aver sconfitto la Cdu e la Csu il 26 settembre, Scholz può contare anche su un’ampia maggioranza parlamentare. Ieri però dei 416 voti del cosiddetto semaforo ne ha ricevuti 395 favorevoli: qualcuno, fra le file degli alleati, non ha dato il suo appoggio. I voti erano 707, sui 736 deputati, e ci sono stati 303 no, 6 astensioni e 3 voti non validi. Lasciata l’aula del Bundestag, che ha tributato un’ovazione a Frau Merkel, seduta in tribuna d’onore ormai priva d’incarichi, Scholz è stato nominato dal presidente della Repubblica per poi tornare in aula a giurare. La nomina dei ministri, ancora una volta a Bellevue, il Quirinale tedesco, è stata accompagnata poi dalle parole di un altro socialdemocratico, il presidente Steinmeier. Chiusi tutti i riti protocollari, il nuovo Governo, in cui molto peseranno il vicecancelliere verde Robert Habeck e il ministro delle finanze Christian Lindner, si è messo al lavoro: Scholz ha annunciato la prima visita a Parigi e a Bruxelles per incontrare i vertici Ue e Nato, per il 10 dicembre. La ministra degli Esteri Annalena Baerbock è già in partenza per le prime tre bilaterali: giovedì in Francia, venerdi a Bruxelles e Varsavia. Il compito più grande in agenda è però attualmente in Germania, dove si è registrato il record di vittime da febbraio, con 527 morti nel bollettino del Covid: avanti tutta su vaccini, che presto potrebbero diventare obbligatori e i booster. A chiudere una giornata storica il primo consiglio dei Ministri.

L’Aula del Senato

Nella giornata di oggi e per tutto l’arco di questa settimana l’Assemblea del Senato non si riunirà per consentire alla Commissione Bilancio di esaminare la legge di bilancio. I lavori dell’Aula di Palazzo Madama riprenderanno martedì 14 dicembre alle 16.30 con la discussione del ddl sui reati contro il patrimonio culturale e il disegno di legge sull’istigazione alla violenza, all’autolesionismo e al suicidio.

Le Commissioni del Senato

Per quanto riguarda le Commissioni, la Giustizia svolgerà delle audizioni sui disegni di legge sui ddl relativi alla nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del Pubblico ministero, sul disegno di legge per la giustizia telematica e alcune sul ddl per l’affidamento e adozione di minori. La Commissione Esteri, con la rispettiva della Camera, alle 14.15 ascolterà il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Luigi Di Maio sul Trattato tra l’Italia e la Francia per una cooperazione bilaterale rafforzata. La Difesa si confronterà su alcuni schemi di decreti per l’acquisizione di diverse tipologie di sistemi d’arma.

La Commissione Bilancio proseguirà l’esame della legge di bilancio. Dopo l’indicazione degli emendamenti segnalati nella seduta di oggi, dovrebbero essere date le inammissibilità per poi lasciare lo spazio alle eventuali riformulazioni. Da martedì prossimo dovrebbero iniziare le votazioni con l’obiettivo di portare la manovra in aula già venerdì 17 dicembre. La Lavori pubblici proseguirà il ciclo di audizioni sul disegno di legge per la riforma della Rai. La Sanità ascolterà il Direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) e successivamente Confcooperative sanità sull’affare assegnato per il potenziamento e riqualificazione della medicina territoriale nell’epoca post Covid.

L’Aula della Camera

L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 9.30 per esaminare la proposta di legge delega sulla disabilità, diverse proposte di ratifica di trattati internazionali, la proposta di proroga del termine per la conclusione dei lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità Il Forteto, la mozione sulle iniziative volte al sostegno dei settori produttivi maggiormente interessati dei processi di transizione ecologica, le mozioni in materia d’infrastrutture digitali efficienti e sicure per la conservazione e l’utilizzo dei dati della Pubblica amministrazione e la proposta di legge per introduzione dello sviluppo di competenze non cognitive nei percorsi delle istituzioni scolastiche e dei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti, nonché nei percorsi d’istruzione e formazione professionale.

Le Commissioni della Camera

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà la pdl per la disciplina dell’attività di rappresentanza d’interessi e la pdl per la prevenzione dei fenomeni eversivi di radicalizzazione violenta, inclusi i fenomeni di radicalizzazione e di diffusione dell’estremismo violento di matrice jihadista. La Giustizia dibatterà sulla proposta di legge sulla dichiarazione di morte presunta dell’assente. La Difesa si confronterà su alcuni schemi di decreti per l’acquisizione di diverse tipologie di sistemi d’arma. La Bilancio esaminerà il decreto per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose. La Cultura riprenderà il ciclo di audizioni sulle Fondazioni lirico-sinfoniche.

La Affari Sociali esaminerà lo schema di decreto legislativo recante istituzione dell’assegno unico e universale per i figli a carico. La Agricoltura esaminerà e svolgerà alcune audizioni sulle risoluzioni per contrastare lo spreco alimentare, con specifico riguardo alla filiera ortofrutticola. Ascolterà i rappresentanti della FAI-CISL, FLAI-CGIL e UILA Pesca, nell’ambito della discussione delle risoluzioni sulle iniziative in sede europea a tutela del comparto ittico nazionale e proseguirà il ciclo di audizioni sulle problematiche inerenti il settore dell’apicoltura, con particolare riferimento alle misure previste dalla nuova politica agricola comune (PAC).


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A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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