di Riccardo Compagnino
Con l’Accrual è entrata nel linguaggio comune, anche per i non addetti ai lavori, un’espressione che fino a qualche tempo fa sembrava confinata alle stanze dei ragionieri: la partita doppia.
Non è soltanto una questione di terminologia contabile. È, in qualche modo, la conferma di quanto un metodo possa influenzare il modo in cui guardiamo la realtà.
La partita doppia nasce dall’esigenza di rappresentare ogni fatto attraverso una duplice registrazione: il dare e l’avere, la causa e l’effetto. È una straordinaria invenzione perché costringe a non fermarsi alla prima evidenza e obbliga il ragionamento a cercare
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