La separazione contabile per le Società a controllo pubblico: Direttiva del Mef

La separazione contabile per le Società a controllo pubblico: Direttiva del Mef

Si sta completando la disciplina delle Società a controllo pubblico con un altro tassello importante: ai sensi dell’art. 6, comma 1, del Tusp, la “Struttura” del Mef (Direzione VIII del Dipartimento del Tesoro, individuata quale “Struttura di monitoraggio” con Dm. 16 maggio 2017, ai sensi dell’art. 15, comma 2, del Tusp) ha emanato la “Direttiva sulla separazione contabile”. Infatti, spetta a detta struttura emanare orientamenti e indicazioni per l’applicazione del Tusp nonché direttive sulla separazione contabile.

La ratio dell’art. 6, comma 1, risiede nell’obbligo di separazione contabile per le Società soggette a controllo pubblico che svolgono attività economiche protette da diritti speciali o esclusivi insieme ad altre attività svolte in regime di economia di mercato.

La Direttiva sulla separazione contabile, nelle proprie definizioni chiarisce che: per “diritto esclusivo” si intende il diritto concesso da un’Autorità competente mediante una disposizione legislativa o regolamentare o disposizione amministrativa pubblicata compatibile con i Trattati, avente l’effetto di riservare a un unico operatore economico l’esercizio di un’attività e di incidere sostanzialmente sulla capacità di altri operatori economici di esercitare tale attività; mentre per “diritto speciale” si intende il diritto concesso da un’autorità competente mediante una disposizione legislativa o regolamentare o disposizione amministrativa pubblicata compatibile con i Trattati, avente l’effetto di riservare a 2 o più operatori economici l’esercizio di un’attività e di incidere sostanzialmente sulla capacità di altri operatori economici di esercitare tale attività.

Diversamente le attività svolte in economia di mercato sono quelle svolte in un contesto ove possono operare, senza limitazioni, più operatori economici.

La norma deroga espressamente a quanto previsto dall’art. 8, comma 2-bis, della Legge n. 287/1990, in base al quale le Imprese che per disposizioni di legge esercitano la gestione di “servizi di interesse economico generale” ovvero operano in regime di monopolio sul mercato, qualora intendano svolgere attività in mercati diversi, devono operare mediante Società separate.

In luogo della separazione societaria (l’agire con Società separate) viene prevista la separazione contabile.

Nonostante il parere non positivo dell’Agcm depresso in data 12 luglio 2018 in Bollettino n. 7 del 18 febbraio 2019, la struttura del Mef emette la Direttiva in oggetto in quanto il Legislatore, nel caso delle società a controllo pubblico, ha ritenuto che, attraverso la separazione contabile, si sarebbero ottenuti gli stessi effetti pro-concorrenziali della separazione societaria, vale a dire ridurre o evitare il fenomeno dei c.d. “sussidi incrociati”, che consentirebbe, all’Impresa affidataria di diritti speciali o esclusivi, di sfruttare i vantaggi derivanti da tali situazioni di privilegio in un mercato diverso in cui essa opera in regime concorrenziale con altri operatori economici. 

Si deve ricordare che la separazione contabile ha anche un secondo obiettivo: quello di rendere più trasparenti i dati e le informazioni per la determinazione delle tariffe all’utenza dei servizi pubblici ovvero, nel caso in particolare di Società strumentali di cui all’art. 4, comma 2, lett. d), del Tusp, di rendere congruenti i costi che sostiene la Pubblica Amministrazione nel momento in cui remunera la prestazione del servizio da parte di detta Società.

Le disposizioni di cui all’art. 6 rilevano per le Società a controllo pubblico. La Direttiva prevede che dette Società adottino la contabilità separata con riferimento agli elementi contabili dei bilanci relativi agli esercizi successivi a quello in corso al 31 dicembre 2019.

Per la identificazione delle Societa a controllo pubblico, la Direttiva fa riferimento alla definizione contenuta all’art. 2, comma 1, lett. m), del Dlgs. n. 175/2016, e la Relazione illustrativa rinvia all’Orientamento pubblicato dalla “Struttura” in data 15 febbraio 2018, disponibile sul sito istituzionale del Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Non sfugge al riguardo che l’Orientamento della “Struttura” ammette anche il “controllo congiuntoex art. 2, comma 1, lett. b) e m), del Tusp, per fatti concludenti, diversamente da altre opinioni al riguardo che riconoscono il “controllo congiunto” solo se risultante da atti formali.

La Direttiva si compone di 14 articoli; una Nota illustrativa che contiene una sintetica descrizione del contenuto di ogni articolo e di un allegato (“Allegato 1”) alla Direttiva dove sono riportati i documenti di contabilità separata che le Società dovranno predisporre.

Anche il Revisore legale dei conti assume un ruolo. Infatti, ai sensi dell’art. 13 della Direttiva, il Revisore legale deve dare specificatamente conto dell’assolvimento dell’obbligo di tenuta della contabilità separata, secondo le indicazioni contenute nella Direttiva.

La Direttiva, secondo una consolidata prassi di derivazione anglosassone, esordisce richiamando la fonte normativa da cui trae origine – l’art. 6, comma 1, del Tusp – ed al successivo art. 2 dettaglia le definizioni degli istituti che utilizzerà nelle successive disposizioni.

Di particolare interesse sono la definizione dell’art. 2, comma 1, lett. l), della Direttiva, e la successiva elencazione dei “servizi comuni e funzioni operative condivise”, come disciplinate dall’art. 5 della medesima Direttiva, nonché la disciplina delle transazioni interne tra servizi comuni e funzioni comuni condivise nell’ambito dello stesso soggetto, contenuta nell’art. 9.

Corposo l’Allegato n. 1, dove il Mef inserisce i Modelli di Stato patrimoniale e Conto economico separati, ai sensi dell’art. 8, comma 1, della Direttiva.


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