di Riccardo Compagnino
Al di là dell’esito parlamentare – destinato comunque a conoscere nuovi passaggi e probabilmente il vaglio della Corte costituzionale – esiste un dato politico che merita una riflessione ben più profonda della cronaca quotidiana. Quattro Regioni italiane hanno scelto di chiedere maggiori competenze e maggiori spazi di autogoverno. Non è questo, di per sé, il fatto più rilevante. Lo è invece il significato politico di una scelta che, a distanza di oltre vent’anni dalla riforma del Titolo V della Costituzione, conferma una linea di continuità che attraversa governi, maggioranze e stagioni politiche.
Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria
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