“Legge comunitaria 2013-bis”: analisi delle disposizioni di interesse per gli Enti Locali  

“Legge comunitaria 2013-bis”: analisi delle disposizioni di interesse per gli Enti Locali  

E’ stata pubblicata sulla G.U. n. 261 del 10 novembre 2014 (S.O. n. 83) la Legge 30 ottobre 2014, n. 161, recante “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europeaLegge europea 2013-bis”. Il Provvedimento contiene disposizioni eterogenee che spaziano dall’immigrazione alla parità di genere, dalle misure relative ai dazi doganali ai ritardi nelle transazioni commerciali.

La Legge comunitaria consente all’Italia di adeguare il proprio ordinamento giuridico a quello europeo e di superare un totale di 8 procedure di infrazione e 15 casi di pre-infrazione Eu Pilot.

A seguire, proponiamo una breve analisi delle disposizioni che interessano – in maniera piú o meno diretta – gli Enti territoriali.

Art. 8 – Disciplina dell’Imposta sulle successioni e donazioni. Esenzione in favore degli Enti senza scopo di lucro, delle Fondazioni e delle Associazioni costituite all’estero, nonché in materia di titoli del debito pubblico. Procedure di infrazione n. 2012/2156 e n. 2012/2157)

Il comma 1 dispone alcune modifiche al Testo unico delle disposizioni concernenti l’Imposta sulle successioni e donazioni di cui al Dlgs. n. 346/90. In particolare, con la lett. a) è sostituito l’art. 3, comma 4, relativo ai trasferimenti non soggetti all’Imposta in parola, prevedendo che le disposizioni ivi contenute si applichino agli Enti pubblici, alle Fondazioni e alle Associazioni istituiti negli Stati appartenenti all’Unione europea e negli Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo nonché, se reciprocamente, agli Enti pubblici, le Fondazioni e le Associazioni istituiti in tutti gli altri Stati.

La lett. b) ha invece modificato l’art. 12, comma 1, che indica le fattispecie di beni che non concorrono a formare l’attivo ereditario, ricomprendendovi i titoli di debito pubblico emessi dagli Stati appartenenti all’Unione europea e dagli Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo.

Art. 20 – Modifiche al Codice di cui al Dlgs. n. 163/06, relative agli affidatari di incarichi di progettazione

Viene modificato il comma 8 dell’art. 90 del Dlgs. n. 163/06 (“Codice dei contratti pubblici”), la cui attuale versione prevede che gli affidatari di incarichi di progettazione non possono essere affidatari degli appalti o delle concessioni di lavori pubblici per i quali abbiano svolto attività di progettazione (la versione precedente prevedeva che tali soggetti non potessero partecipare agli appalti o alle concessioni di lavori pubblici nonché agli eventuali subappalti o cottimi per i quali avevano svolto attività di progettazione).

E’ quindi aggiunto il comma 8-bis, il quale dispone che i divieti di cui al comma 8 non si applicano laddove i soggetti ivi indicati dimostrino che l’esperienza acquisita nell’espletamento degli incarichi di progettazione non è tale da determinare un vantaggio che possa falsare la concorrenza con gli altri operatori.

Art. 21 – Disposizioni in materia di contratti pubblici, relative all’istituto dell’avvalimento

Viene sostituito il comma 6 dell’art. 49 del Dlgs. n. 163/06, la cui attuale versione prevede che è ammesso l’avvalimento di più imprese ausiliarie, fermo restando, per i lavori, il divieto di utilizzo frazionato per il concorrente dei singoli requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi di cui all’art. 40, comma 3, lett. b), del “Codice dei Contratti pubblici”, che hanno consentito il rilascio dell’attestazione in quella categoria.

Art. 23 – Stazioni di distribuzione dei carburanti ubicate nelle aree urbane. Caso Eu Pilot 4734/13/Mark

L’art. 23 in commento ha modificato l’art. 28, comma 7, del Dl. n. 98/11, convertito con modificazioni dalla Legge 15 luglio 2011, n. 111, inerente provvedimenti di razionalizzazione della rete distributiva di carburanti. La norma novellata vieta l’apposizione di vincoli all’utilizzo di apparecchi per la modalità di rifornimento senza servizio e pagamento anticipato durante le ore in cui è assicurato il rifornimento assistito dal personale, a condizione che venga garantita la presenza del titolare della licenza di esercizio dell’impianto o di suoi collaboratori. Al periodo successivo, lo stesso art. 28, comma 7, disponeva che, con riguardo agli impianti situati fuori dai centri abitati non potevano essere posti vincoli o limitazioni all’utilizzo continuativo, anche senza assistenza, delle apparecchiature per la modalità di rifornimento senza servizio, con pagamento anticipato. Proprio con riguardo a tal ultima disposizione, l’art. 23 in commento ha esteso il divieto di porre vincoli all’utilizzo continuativo, anche senza assistenza, delle apparecchiature per la modalità di rifornimento senza servizio, con pagamento anticipato a tutti gli impianti di distribuzione carburante, ovunque siano ubicati e non più soltanto a quelli situati fuori dai centri abitati.

Art. 24 – Norme di interpretazione autentica e modifiche al Dlgs. 9 ottobre 2002, n. 231, recante attuazione della Direttiva 2000/35/Ce relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. Caso Eu Pilot 5216/13/Entr.

La disposizione dell’art. 24 statuisce che, tra le transazioni commerciali di cui all’art. 2, comma 1, lett. a), del Dlgs. n. 231/02 (“contratti, comunque denominati, tra imprese ovvero tra imprese e Pubbliche Amministrazioni, che comportano, in via esclusiva o prevalente, la consegna di merci o la prestazione di servizi contro il pagamento di un prezzo”) devono intendersi ricompresi anche i contratti pubblici di appalto o di concessione come definiti dall’art. 3, comma 3, del Dlgs. n. 163/06.

Il comma 2 fissa che le disposizioni inerenti ai termini di pagamento e al tasso degli interessi dovuto in caso di ritardo nei pagamenti previste dal Dlgs. n. 163/06 e nel relativo Regolamento attuativo ex Dpr. n. 207/10, nonché in altre leggi speciali che prevedono termini e tassi differenti rispetto al Dlgs. n. 231/02, si applicano ai casi previsti dall’art. 1, comma 1, del citato Dlgs. n. 231/02 (“ad ogni pagamento effettuato a titolo di corrispettivo in una transazione commerciale”)solo se risultino più favorevoli per i creditori.

Il comma 3 modifica l’art. 4 e introduce l’art. 7-bis. del Dlgs. n. 231/02, e nel dettaglio, alla lett. a) del comma 3 sono apportate le seguenti modifiche all’art. 4:

– al punto 1) viene modificato il comma 2, secondo cui gli interessi moratori decorrono trascorsi 30 giorni dalla data di ricevimento della fattura o altra richiesta equivalente di pagamento, 30 giorni dalla data di ricevimento o della prestazione dei servizi, ovvero 30 giorni dalla data di ricevimento delle merci (quando la data di ricevimento della fattura o documento equivalente non è certa, ovvero quanto la data di ricevimento della fattura o richiesta equivalente di pagamento sia anteriore a quella del ricevimento delle merci o della prestazione dei servizi), 30 giorni dalla data di accettazione o della verifica di conformità eventualmente previste da legge o da contratto. La norma è stata modificata disponendo che il periodo di pagamento non potrà superare i termini di 30 giorni sopra riportati (e non più invece prevedendo che a far data dal termine di 30 giorni decorrano gli interessi moratori);

– al punto 2) è modificato l’art. 4, comma 4, con riguardo alla possibilità di prevedere contrattualmente tempi di pagamento superiori a 30 giorni (non oltre 60 giorni), non più “quando ciò sia giustificato dalla natura o dall’oggetto del contratto o dalle circostanze esistenti al momento della sua conclusione” ma, come ora novellato, solo “quando ciò sia oggettivamente giustificato dalla natura particolare del contratto o da talune sue caratteristiche”.

La lett. b) introduce dopo l’art. 7-bis, rubricato “prassi inique”. La norma introdotta dispone che le prassi relative al termine di pagamento, al saggio degli interessi moratori o al risarcimento per i costi di recupero, allorché risultino gravemente inique per il creditore, danno diritto al risarcimento del danno.

L’iniquità di una prassi dovrà essere accertata da un Giudice, anche tenuto conto di quanto previsto dall’art. 7, comma 2, in ordine alla dichiarazione di nullità d’ufficio di clausole contrattuali.

Il comma 3 dell’art. 7-bis in commento afferma, non ammettendo prova contraria, che è da considerarsi gravemente iniqua la prassi che esclude l’applicazione degli interessi di mora.

Il successivo comma 4 afferma che si presume gravemente iniqua la prassi che esclude il risarcimento dei costi sostenuti per il recupero (art. 6).

Art. 29 – Potenziamento delle misure di contrasto delle frodi in danno dei bilanci dell’Unione europea, dello Stato e degli Enti territoriali

Al fine di assicurare la piena applicazione del Regolamento (Ue, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio 11 settembre 2013, viene modificato l’art. 25 del Dl. n. 83/12.

Alla lett. a) si introduce il comma 1-bis, secondo il quale il “Nucleo speciale Spesa pubblica e Repressione frodi comunitarie della Guardia di Finanza” di cui si avvale il Ministero per lo Sviluppo economico, svolgerà analisi, ispezioni e controlli sull’impiego delle risorse del bilancio dello Stato, delle Regioni, degli Enti Locali e dell’Unione europea.

Art. 30 – Attuazione di disposizioni non direttamente applicabili della Direttiva 2011/85/Ue e del Regolamento (Ue) n. 473/2013

Al fine di dare piena attuazione alla Direttiva 2011/85/Ue del Consiglio 8 novembre 2011, e al Regolamento (Ue) n. 473/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio 21 maggio 2013, la norma dispone, con particolare riferimento all’attività di monitoraggio sull’osservanza delle regole di bilancio, che la Corte dei conti, nell’ambito delle sue funzioni di controllo, verifica la rispondenza alla normativa contabile dei dati di bilancio delle Pubbliche Amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del Dlgs. n. 165/01. Con riguardo a tali verifiche, sarà la stessa Corte dei conti a definire le metodologie e le linee guida cui devono attenersi gli Organismi di controllo interno e gli Organi di revisione. La Corte dei conti potrà richiedere agli Enti l’accesso alle banche-dati da queste costituite. La Corte dei conti potrà altresì richiedere dati economici e patrimoniali agli Enti e agli Organismi dalle stesse partecipati.

Art. 33 – Clausola di invarianza finanziaria

L’art. 33 dispone che dall’attuazione della presente Legge n. 164/14 non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.


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