Individuazione di misure aggiuntive pari a 4,5 miliardi di Euro per correggere il deficit strutturale di circa circa 0,3 punti percentuali del Pil nel corso del 2015 e illustrazione delle ragioni per le quali gli anni 2014 e 2015 siano da considerarsi “eccezionali” dal punto di vista finanziario. E’ puntando su questi 2 elementi che il Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan ha risposto questa mattina alle richieste di chiarimento avanzate dalla Commissione europea sul Documento programmatico di bilancio 2015.
Nella missiva, indirizzata all’ex Premier finlandese e Commissario europeo per gli affari economici e monetari Jyrki Katainen, Padoan ha insistito sul fatto che l’Italia sta attraversando una delle più dure e prolungate recessioni della sua storia. “Il Pil – si legge – è sceso di oltre il 9% rispetto ai livelli del 2008. L’economia attraversa il suo terzo anno di recessione e corre un serio rischio di deflazione – o prolungato periodo di inflazione molto bassa – e stagnazione. Un quarto anno di recessione dev’essere evitato in qualsiasi modo”.
Appellandosi inoltre al fatto che – come evidenziato nelle stesse osservazioni della Commissione Ue – sono in atto delle “riforme strutturali”, “l’Italia – ha evidenziato il Ministro – ha deciso di avvalersi della flessibilità garantita dalla legislazione europea (art. 5, Regulation 1466/97) e nazionale (art. 3, par. 4, Legge n. 243/12) in maniera tale da implementare un ambizioso pacchetto di riforme strutturali finalizzate all’aumento della crescita potenziale”.
I 4.5 miliardi saranno individuati nei seguenti capitoli di spesa:
3,3 miliardi presi dal Fondo per la riduzione delle tasse;
0,5 miliardi dai Fondi per i cofinanziamenti Ue;
0,73 miliardi da un’estensione del regime del “reverse charge” Iva.




