In data 18 febbraio 2026, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera agli Schemi di Intesa preliminare per l’attuazione dell’Autonomia differenziata, coinvolgendo in particolare alcune Regioni del Nord. Questo passaggio rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso normativo avviato con la Legge n. 86 del 26 giugno 2024, volta a definire le modalità di attribuzione di maggiori competenze alle Regioni.
Ecco i punti chiave del provvedimento e della situazione attuale:
- Schemi di Intesa preliminare: Il Cdm ha approvato le intese preliminari che strutturano il trasferimento di nuove competenze alle Regioni che ne hanno fatto richiesta, muovendosi all’interno del quadro stabilito dalla “Legge Calderoli” (Legge n. 86/2024);
- Contenuto delle competenze: le Intese si concentrano su diverse materie, incluse istruzione e salute, mirando a un trasferimento di competenze dallo Stato alle Regioni, nel rispetto dell’art. 116, comma 3, della Costituzione;
- I “Livelli essenziali delle Prestazioni” (“Lep”): La normativa prevede la definizione dei “Lep” per garantire diritti e servizi uniformi su tutto il territorio nazionale, superando la spesa storica, per evitare divari tra diverse aree del Paese;
- Obiettivo: Secondo il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, l’obiettivo è modernizzare l’Italia, aumentare l’efficienza e la responsabilità delle Regioni, agendo come volano per lo sviluppo del Paese.
Dibattito e preoccupazioni
Il percorso, ora che gli Schemi di Intesa preliminare sono stati approvati, proseguirà con ulteriori passaggi istituzionali, inclusi i pareri del Parlamento e delle Conferenze competenti, come previsto dalla Legge-quadro sull’Autonomia.
Entro il 2026 l’avvio dell’Autonomia differenziata.


