Messa in sicurezza edifici pubblici: le istruzioni del Viminale sul Modello di certificazione per la richiesta del contributo

Messa in sicurezza edifici pubblici: le istruzioni del Viminale sul Modello di certificazione per la richiesta del contributo

E’ stato pubblicato sul sito del Ministero dell’Interno-Direzione centrale della Finanza locale, il Comunicato 6 agosto 2020 che informa che è in corso di registrazione il Decreto che approva il Modello di certificazione informatizzato da utilizzare per la richiesta di contributi per interventi riferiti ad opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio, per l’anno 2021, previsti dall’art. 1, comma 853 della Legge n. 205/2017 (“Legge di bilancio 2018”).

La richiesta da parte dei Comuni interessati ai contributi in questione deve essere trasmessa alla Direzione Centrale della Finanza Locale, esclusivamente con modalità telematica, tramite il “Sistema Certificazioni Enti Locali” entro il 15 settembre 2020.

La richiesta può avere ad oggetto uno o più interventi su opere pubbliche purché l’importo complessivo non superi i seguenti parametri:

a) Euro 1.000.000 per i Comuni con una popolazione fino a 5.000 abitanti;

b) Euro 2.500.000 per i Comuni con popolazione da 5.001 a 25.000 abitanti;

c) Euro 5.000.000 per i Comuni con popolazione superiore a 25.000 abitanti;

Il Decreto analizza l’ambito di intervento per il quale il Comune richiede il contributo, dando priorità a:

  1. la messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico, che può essere:
  2. di tipo preventivo nelle aree che presentano elevato rischio di frana o idraulico, attestato dal competente personale tecnico dell’Ente o di altre Istituzioni anche sulla base dei dati Ispra per la riduzione del rischio e l’aumento della resilienza del territorio;
  3. di ripristino delle strutture e delle infrastrutture danneggiate a seguito di calamità naturali, nonché di aumento del livello di resilienza dal rischio idraulico o di frana;

b) gli investimenti di messa in sicurezza di strade, ponti e viadotti, che possono tradursi in:

  • manutenzione straordinaria del manto stradale e messa in sicurezza dei tratti di viabilità (escluse la costruzione di nuove rotonde e sostituzione tappeto stradale per usura e la sostituzione dei pali della luce);
  • manutenzione straordinaria su ponti e viadotti, ivi inclusa la demolizione e ricostruzione;

c) gli investimenti di messa in sicurezza degli edifici, con precedenza per gli edifici scolastici, e di altre strutture di proprietà dell’Ente, contemplati nelle seguenti declinazioni:

  • manutenzione straordinaria per miglioramento sismico per messa in sicurezza dell’edificio a garanzia della sicurezza dell’utenza;
  • manutenzione straordinaria di adeguamento impiantistico e antincendio;
  • manutenzione straordinaria per accessibilità e abbattimento barriere architettoniche;
  • manutenzione straordinaria per interventi di efficientamento energetico.

Per gli affidamenti di opere pubbliche di valore superiori ad Euro 1.000.000, affinché vengano rispettati i tempi dettati dall’art. 1 comma 143, della Legge n. 145/2018, agli Enti sarà richiesto di presentare, insieme alla richiesta di contributo, una documentazione esaustiva sui Progetti da realizzare e per i quali viene richiesto il contributo, così da poter avviare l’iter di affidamento, senza alcuna richiesta di integrazione. La verifica di tale requisito viene effettuata a monte, attraverso il sistema di Monitoraggio delle opere pubbliche (Mop) nell’ambito della Banca dati delle Amministrazioni Pubbliche (BdAP).

Il termine per procedere all’aggiornamento dei dati relativi a iter procedurale, piano dei costi e quadro economico, da parte degli Enti, sul citato Mop è fissato per il 25 settembre 2020.

Ogni intervento deve essere identificato da un Codice unico di progetto (Cup) specifico per ogni settore o sotto settore:

a) settore Infrastrutture di trasporto – sotto-settore Stradali;

b) settore Infrastrutture ambientali e risorse idriche – sotto-settore Difesa del suolo oppure Protezione, valorizzazione e fruizione dell’ambiente oppure Riassetto e recupero di siti urbani e produttivi oppure Risorse idriche e acque reflue;

c) settore Infrastrutture sociali – sotto-settore Sociali e scolastiche oppure Abitative oppure Sanitarie oppure Difesa oppure Direzionali e amministrative oppure Giudiziarie e penitenziarie oppure Pubblica sicurezza.

È prevista l’esclusione di quelle richieste di contributo, così come descritto dall’art. 1, commi 140 e 142 della Legge 30 dicembre 2018, n. 145 sono escluse dalla procedura di assegnazione dei contributi erariali le richieste:

a) per le quali venga indicato un Cup dell’opera non valido ovvero erroneamente indicato in relazione all’opera per la quale viene richiesto il contributo;

b) che siano riferite ad opere non inserite in uno strumento programmatorio;

c) dei Comuni che alla data della loro presentazione non abbiano trasmesso alla Banca dati delle Amministrazioni Pubbliche i documenti contabili di cui all’art. 1, comma 1, lett. b) ed e), e all’art. 3 del Decreto Mef 12 maggio 2016, riferiti all’ultimo rendiconto della gestione approvato (rendiconto di riferimento: anno 2019). Nel caso di Comuni per i quali sono sospesi i termini ai sensi dell’art. 44, comma 3, del Decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito con modificazioni dalla Legge n. 229/2016, le informazioni di cui al primo periodo sono desunte dall’ultimo certificato di conto consuntivo trasmesso al Ministero dell’Interno;

d) che siano state presentate con modalità e termini diversi da quelli previsti dal Decreto dell’Interno.

Infine, è prevista la possibilità per gli Enti di modificare i dati trasmessi, entro la citata scadenza del 15 settembre 2020, sempre per via telematica, attraverso l’invio di una nuova certificazione che annulli la documentazione precedentemente inviata.

Per ulteriori dettagli relativi alla compilazione del Modello approvato dal Decreto in questione, si rimanda alla consultazione del Comunicato stesso.


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