Modello di Certificazione della “Perdita di gettito”: approvato il Decreto correttivo

Modello di Certificazione della “Perdita di gettito”: approvato il Decreto correttivo

E’ di prossima uscita (si ipotizza il 25 marzo 2021) il Decreto correttivo sulla Certificazione della “perdita di gettito” legata all’emergenza epidemiologica “Covid-19”, la cui scadenza rimane fissata per il 31 maggio 2021.

Il Mef aveva infatti già da tempo preannunciato questo nuovo intervento necessario ad apportare alcune modifiche agli Schemi allegati al primo Dm. 3 novembre 2020 a seguito dei rilievi e delle precisazioni comunicate da molti Enti Locali.

Si ricorda che la ripartizione agli Enti delle risorse per le “funzioni fondamentali” previste dall’art. 106 del Dl. n. 34/2020 (c.d. Decreto “Rilancio”, vedi Entilocalinews n. 30 del 27 luglio 2020) e dall’art. 39 del Dl. n. 104/2020 (“Decreto Agosto”, vedi Entilocalinews n. 40 del 19 ottobre 2020), sono state effettuate in proporzione alle entrate, di ciascun Ente, al 31 dicembre 2019 di cui al Titolo I e alle Tipologie 1 e 2 del Titolo III come risultanti dal Siope. Poiché il criterio di assegnazione si è basato inevitabilmente su dati “storici”, il comma 2 del citato art. 39 del Dl. n. 104/2020 ha previsto che gli Enti beneficiari delle suddette risorse (da iscriversi in bilancio alla voce del “Piano dei conti finanziario” E.2.01.01.01.001) devono inviare, entro il termine perentorio del 31 maggio 2021, al Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, una Certificazione della “perdita di gettito” connessa all’emergenza epidemiologica da “Covid-19”, al netto delle minori spese e delle risorse assegnate a vario titolo dallo Stato a ristoro delle minori entrate e delle maggiori spese connesse alla predetta emergenza. La Certificazione dovrà essere inviata utilizzando l’Applicativo web http://pareggiobilancio.mef.gov.it, e firmata digitalmente dal rappresentante legale, dal Responsabile del Servizio finanziario e dall’Organo di revisione economico-finanziaria.

E’ stato disposto che le risorse del “Fondo funzioni fondamentali” (c.d. “Fondone”) non utilizzate nel corso del 2020 potranno essere utilizzate, per le medesime finalità, nel corso del 2021. Il comma 823, dell’art. 1 della Legge n. 178/2020 (“Legge di bilancio 2021”, vedi Entilocalinews n. 2 dell’8 gennaio 2021), stabilisce infatti che “le risorse non utilizzate alla fine di ciascun esercizio confluiscono nella quota vincolata del risultato di amministrazione e non possono essere svincolate ai sensi dell’art. 109, comma 1-ter, del Dl. 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla Legge 24 aprile 2020, n. 27, e non sono soggette ai limiti previsti dall’art. 1, commi 897 e 898, della Legge n. 145/2018”. Ciò sta a significare che le risorse non utilizzate del “Fondone” nel corso del 2020, così come quelle destinate a ristorare specifiche spese, dovranno essere riportate, in occasione della redazione del rendiconto, tra le risorse vincolate del risultato di amministrazione e nell’Allegato “a2)” mentre in Nota integrativa ne verrà dettagliata la composizione; nelle more dell’approvazione del rendiconto della gestione 2020 e in caso di utilizzo anticipato delle suddette quote vincolate nel bilancio di previsione 2021/2023, tali somme devono risultare dal Prospetto dell’avanzo di amministrazione presunto, oltre che nell’Allegato “a2)”.

In merito alla compilazione del Modello “a2)”, la Commissione Arconet, nella Faq n. 43 del 17 dicembre 2020, ha chiarito che “per rappresentare le risorse vincolate (da ‘Fondone’ e da ristori specifici di spesa), nell’Allegato ‘a/2’ degli Schemi di bilancio si deve far riferimento al Principio contabile applicato concernente la programmazione che illustra dettagliatamente la corretta modalità di redazione di tale Allegato con specifico riferimento al bilancio di previsione e al rendiconto di gestione. In particolare sia il punto 9.7.2, per il bilancio di previsione, sia il punto 13.7.2, per il rendiconto di gestione, del Principio contabile applicato, richiamato precisano che quando l’entrata vincolata finanzia più capitoli di spesa gli importi relativi ai singoli capitoli di spesa sono aggregati e riferiti ad un unico oggetto della spesa. Lo stesso Principio contabile applicato prevede che l’Elenco analitico di tali capitoli di spesa è riportato nella Nota integrativa e nella Relazione sulla gestione, seguendo lo Schema dell’Allegato ‘a/2’. Questa previsione può essere soddisfatta con un esplicito rinvio, sia nella Nota integrativa sia nella Relazione sulla gestione:

  • per gli Enti Locali alla Certificazione prevista dall’art. 39 comma 2 del Dl. n. 104/2020, convertito con modificazioni dalla Legge n. 126/2020 e dall’art. 154, comma 6, del ‘Disegno di legge di bilancio 2021’;
  • per le Regioni e le Province autonome alla verifica a consuntivo prevista dall’art. 111, commi 2-quater e 2-septies, del Dl. n. 34/2020, convertito con modificazioni dalla Legge n. 77/2020 e dall’art. 154, commi 3 e 4, del ‘Disegno di legge di bilancio 2021’.

Con particolare riferimento alle risorse vincolate (da ‘Fondone’ e da ristori specifici di spesa) nella colonna c) dell’Allegato ‘a/2’ al bilancio di previsione è indicato l’importo del loro presunto dell’utilizzo (maggiori spese e minori entrate) che gli Enti Locali prevedono di certificare ai sensi del richiamato art. 39 comma 2 del Dl. n. 104/2020 e le Regioni e le Province autonome prevedono di verificare ai sensi dell’art. 111, commi 2-quater e 2-septies, del Dl. n. 34/2020, mentre l’utilizzo delle altre risorse vincolate è indicato nelle righe del Prospetto ‘a/2’ dedicate a ciascuna entrata vincolata”.

Accedendo all’applicativo presente on-line, gli Enti troveranno il Modello “Covid-19” suddiviso in 2 Sezioni: la Sezione 1 “Entrate” e la Sezione 2 “Spese”; entrambe le Sezioni presenteranno delle colonne precompilate alcune alimentate dai flussi di incasso degli “F24” (entrate) altre dai dati rivenienti dalla “Bdap” (entrate e spese). Risulta pertanto necessario verificare la correttezza dei Piani finanziari di entrata e spesa, dato che, come ricordato, i Prospetti inviati concorreranno ad alimentare automaticamente il Prospetto della Certificazione.

Il Decreto ministeriale ricorda inoltre che, in caso di assenza delle “richiamate informazioni all’interno della citata Banca-dati, ciascun Ente Locale è tenuto ad inserire gli accertamenti di entrata a tutto il 31 dicembre 2020. Pertanto, i dati utili da inserire sono quelli desunti dalle scritture contabili e cumulati a tutto il periodo di riferimento. In particolare, sono inseriti i dati come desunti dal consuntivo 2020, se approvato e non ancora trasmesso a ‘Bdap-Bilanci Armonizzati’, o in mancanza desunti dal pre-consuntivo 2020”. Viene comunque concessa la possibilità di rettificare voci erroneamente contabilizzate in bilancio.

Particolare attenzione va poi posta sul rispetto dei tempi di invio della Certificazione, in quanto le nuove sanzioni, modificate e rese più pesati dalla “Legge di bilancio 2021”, prevedono riduzioni del “Fondo di solidarietà comunale” per importi che vanno dall’80% al 100% delle risorse attribuite, a seconda di quanto l’Ente ritardi l’invio.

Come ricordato, il Modello della certificazione allegato al nuovo Decreto è stato modificato; le modifiche/integrazioni apportate derivano da segnalazioni effettuate dagli Enti ed in parte già recepite in specifiche faq pubblicate dal Ministero delle Finanze–RgS sul proprio sito istituzionale (https://www.rgs.mef.gov.it/Versione-I/supporto_e_contatti/supporto_al_cittadino/faq/risultato.html?area= Pareggio+di+Bilancio&ambito=Certificazione+Covid +19&cerca_nfaq=&cerca_text=), nelle quali si dà risposta e si chiariscono casistiche particolari.

Nello specifico, il nuovo Decreto apporta le seguenti modifiche:

  • nella Sezione “Entrate”, sia per l’anno 2020 che per l’anno 2019, sono state previste 2 nuove colonne per rettificare gli accertamenti di natura straordinaria. E’ chiaro che per confrontare la variazione di gettito tra un anno e l’altro il dato vada depurato dalle componenti straordinarie per renderlo confrontabile (ad esempio: se nel 2019 la Società partecipata avesse fatto una distribuzione straordinaria di riserve/utili tale dato, se non sterilizzato, non sarebbe confrontabile con i dividendi “ordinari” distribuiti nel 2020 e viceversa);
  • nella Sezione “Spese” è stata prevista la voce “Beni immateriali” (U.2.02.03.00.000), prima non prevista. Per far partire lo “smart working”, ad esempio, gli Enti hanno investito nell’acquisto di nuovi software;
  • nella Sezione “Spese” è stato previsto anche il “Fondo pluriennale vincolato” (“Fpv”) di spesa in conto capitale; nella precedente versione della Certificazione era previsto solo il “Fpv” di parte corrente. Nello specifico, si fa riferimento al “Fondo pluriennale vincolato” di spesa costituito in occasione del riaccertamento dei residui riguardanti le spese impegnate nel 2020 e finanziate dal “Fondone” o dalle risorse derivanti dai ristori specifici di spesa. Non si era ad esempio tenuto conto che le spese legate al “Covid-19” potevano riguardare anche la “parte capitale”, come ad esempio l’acquisto di strumenti di sanificazione, ecc.;
  • nella Sezione “Spese” sono state previste 2 nuove voci: “Rimborsi di imposte e tasse di natura corrente” (U.1.09.02.01.000) e “Altri rimborsi di parte corrente di somme non dovute o incassate in eccesso”; tale ultima voce risulta compilabile quando, in caso annullamento o riduzione di entrate, i contribuenti abbiano ugualmente provveduto al versamento della somma oppure gli utenti abbiano pagato corrispettivi in anticipo per servizi non erogati;
  • sempre nella Sezione “Spese”, è stata inserita anche la voce “Trasferimenti correnti alle Istituzioni scolastiche”.
  • infine, è stato integrato il Modello “Certif-Covid-19” per evidenziare quanta parte del “saldo complessivo” è determinata dalle risorse assegnate per specifici ristori di spesa e quanta parte derivi invece dalle assegnazioni effettuate in favore dell’Ente a valere sulle risorse di cui agli art. 106 del Dl. n. 34/2020 e art. 39 del Dl. n. 104/2020.

La Certificazione si compone poi di un ulteriore Modello (“Covid-19-Delibere”), dove deve essere riportata data e numero di ogni Delibera assunta dall’Ente nel corso del 2020 che preveda aumenti di aliquote/tariffe 2020 rispetto al 2019, riduzioni di aliquote/tariffe 2020 rispetto al 2019, agevolazioni 2020. Occorre rammentare che, ai fini della certificazione, le agevolazioni autonomamente riconosciute rilevano solo in parte ai fini della determinazione della riduzione del gettito: Imu e Tasi nei limiti del 2% del gettito 2019, Tari e Tari Corrispettivo nei limiti dell’importo specificamente/forfettariamente destinato, l’Imposta di soggiorno/Contributo di sbarco nei limiti dell’importo assegnato ai sensi dell’’art. 180 del Dl. n. 34/2020, la Tosap/Cosap nei limiti dell’importo assegnato ai sensi degli artt. 181 del Dl. n. 34/2020 ed art. 109, comma 2, del Dl. n. 104/2020, infine la Tassa sulle concessioni comunali, l’Imposta sulle pubblicità e il diritto sulle pubbliche affissioni, ed i Proventi da concessioni su beni e Fitti noleggi e locazioni, nei limiti del 20% del gettito 2019 (colonna “Accertamenti 2019”).

In tutti gli altri casi, al di fuori dei precedenti, le agevolazioni autonomamente riconosciute non rilevano ai fini della Certificazione.

Si ricorda infine che, nelle more di poter scaricare il Modello di Certificazione con i dati precompilati, gli Enti, accedendo nella propria Area riservata del “Pareggio di bilancio”, potranno trovare già precompilate le 2 Sezioni relative ai ristori specifici di entrata e spesa che vanno ad alimentare, rispettivamente, la riga B del Modello “Covid-19” – Sezione 1 “Entrate” e la riga E del Modello “Covid-19” Sezione 2 “Spese”.

di Luciano Fazzi e Giuseppe Vanni


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