Musei comunali: Franceschini, “Via libera alle foto a patto che non ci siano contatti con le opere”

Sì alle foto nei Musei comunali se non comportano contatti con le opere e impiego di cavalletti e fonti luminose. Ad invitare le Amministrazioni comunali ad attenersi alla modifiche al “Codice dei Beni culturali e del Paesaggio”, apportale dalla Legge n. 106/14 è il Ministro dei Beni e delle Attività culturali, Dario Franceschini.
Il Ministero ha deciso di sollecitare l’Anci a farsi portatrice di questo messaggio a seguito delle numerose segnalazioni ricevute da parte di visitatori italiani e stranieri che hanno lamentato il divieto loro opposto di effettuare, nei Musei e nei luoghi della cultura comunali, riproduzioni fotografiche e digitali degli edifici, degli spazi e delle opere d’arte conservate.
Come ricordato nella Nota inviata dal Presidente dell’Anci, Piero Fassino, ai Sindaci italiani, la Legge 29 luglio 2014, n. 106, ha reso “del tutto libera la riproduzione dei beni culturali pubblici (diversi dai beni bibliografici e archivistici), a condizione che tale riproduzione sia effettuata con modalità che non comportino alcun contatto fisico con l’oggetto della riproduzione, non prevedano l’impiego di sorgenti luminose ovvero l’uso, all’interno degli Istituti della cultura, di supporti (stativi o treppiedi)”.
I Comuni italiani sono stati dunque chiamati a dare immediata attuazione a questa previsione del Codice che ha l’obiettivo di incrementare la fruizione pubblica e la valorizzazione del patrimonio culturale nazionale nel suo insieme.