Mutui Bei 2018: nuove Linee-guida per la gestione e la rendicontazione degli Interventi di Edilizia scolastica

Il Mim fornisce a Enti Locali e a Regioni le Istruzioni operative conseguenti al passaggio dalla tradizionale modalità di finanziamento con mutui della Bei, della Ceb, e di CDP, all’erogazione diretta delle risorse da parte del Ministero

Con la pubblicazione, in data 26 giugno 2026, delle nuove Linee-guida “Mutui Bei 2018”, il Ministero dell’Istruzione e del Merito fornisce agli Enti Locali e alle Regioni le Istruzioni operative conseguenti al passaggio dalla tradizionale modalità di finanziamento mediante mutui della Banca europea per gli investimenti (Bei), della Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa (Ceb), e di Cassa Depositi e Prestiti, all’erogazione diretta delle risorse da parte del Ministero. Il Documento disciplina le modalità di gestione, monitoraggio e rendicontazione degli Interventi di Edilizia scolastica autorizzati con i Decreti ministeriali n. 87/2019 e n. 42/2020, già in corso di esecuzione.

La principale novità consiste nel superamento del meccanismo basato sull’attualizzazione dei contributi pluriennali e sulla stipula dei mutui, sostituito dall’erogazione diretta dei finanziamenti agli Enti beneficiari.

Il cambiamento è stato autorizzato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha verificato l’assenza di effetti negativi sul fabbisogno e sull’indebitamento netto della Finanza pubblica. L’obiettivo è semplificare la gestione finanziaria degli Interventi senza modificarne la programmazione già approvata.

Le Linee-guida confermano e dettagliano gli obblighi posti a carico degli Enti Locali beneficiari, che dovranno:

  • realizzare integralmente gli Interventi autorizzati entro i termini previsti;
  • mantenere una contabilità analitica dedicata e garantire la tracciabilità dei flussi finanziari;
  • destinare esclusivamente le somme ricevute alla realizzazione dell’Intervento;
  • consentire ispezioni e controlli ministeriali;
  • mantenere la destinazione scolastica degli edifici per almeno cinque anni dalla conclusione dell’Intervento;
  • aggiornare costantemente i sistemi informativi di monitoraggio;
  • comunicare tempestivamente eventuali modifiche progettuali, nel rispetto della normativa sugli Appalti pubblici.

Parallelamente vengono precisati anche gli obblighi delle Regioni, chiamate a vigilare sul corretto andamento degli Interventi, sulla regolarità delle procedure e sul rispetto delle tempistiche.

Particolare attenzione è riservata al monitoraggio procedurale e finanziario.

Il Responsabile unico del progetto (Rup) dovrà mantenere costantemente aggiornati, sia il Sistema informativo ministeriale, sia la “Bdap-Mop”, garantendo la coerenza tra dati anagrafici, procedurali e finanziari. Il quadro economico definitivo dovrà essere trasmesso alla conclusione dell’Opera.

Le Linee-guida precisano inoltre il trattamento delle economie di gara. I ribassi d’asta, comprensivi della relativa Iva risparmiata, dovranno essere accantonati in un’apposita voce del Quadro tecnico-economico e non resteranno nella disponibilità dell’Ente Locale. Nei casi di cofinanziamento, le economie saranno ripartite proporzionalmente tra quota statale e quota locale.

La nuova procedura si articola in 5 fasi:

  1. rendicontazione della spesa da parte dell’Ente Locale attraverso il Sistema informativo ministeriale, con caricamento della documentazione relativa ai Sal;
  2. istruttoria e validazione della documentazione da parte della Regione;
  3. trasmissione al Ministero delle richieste cumulative di pagamento nelle finestre temporali fissate al 15 luglio 2026, 15 settembre 2026, 16 novembre 2026, 15 marzo 2027, 15 giugno 2027 e 15 ottobre 2027;
  4. erogazione diretta delle risorse da parte del Ministero, fino al raggiungimento del 90% del finanziamento;
  5. caricamento dei giustificativi di pagamento da parte dell’Ente Locale, condizione necessaria per poter ottenere i successivi trasferimenti.

Il restante 10% del finanziamento sarà liquidato soltanto dopo il caricamento sul Sistema del Certificato di collaudo o del Certificato di regolare esecuzione, unitamente alla documentazione tecnica finale (certificazioni sismiche, di agibilità ed energetiche, ove previste).

Una volta ricevuto il saldo, l’Ente Locale dovrà trasmettere entro 30 giorni la contabilità finale e i mandati quietanzati, pena l’avvio delle procedure di revoca del contributo.

Le cause di revoca del finanziamento

Le nuove Linee-guida individuano puntualmente le principali ipotesi che possono determinare la revoca del finanziamento, tra cui:

  • mancato completamento dei lavori e della rendicontazione entro il 30 settembre 2027;
  • gravi violazioni della normativa sugli Appalti pubblici;
  • mancato caricamento della documentazione giustificativa delle somme già erogate;
  • rinuncia al finanziamento;
  • doppio finanziamento dell’intervento;
  • perdita della destinazione scolastica dell’edificio;
  • realizzazione di un progetto difforme rispetto a quello autorizzato senza preventiva approvazione ministeriale.