Notifica avviso di accertamento: decorre dalla consegna dell’atto al Comune

Nella Sentenza n. 2030 del 26 gennaio 2017 della Corte di Cassazione, veniva proposto ricorso contro la Sentenza che aveva annullato l’avviso di liquidazione perché notificato oltre il termine triennale di decadenza previsto dall’art. 76 del Dpr. n. 131/96.  La Suprema Corte afferma che in tema di notifica degli avvisi di accertamento tributario, qualora l’Amministrazione finanziaria, avvalendosi della facoltà di cui all’art. 60 del Dpr. n. 600/73, faccia richiesta al Comune di provvedere all’incombente a mezzo di messi comunali si instaura, tra Amministrazione ed Ente Locale, un rapporto di preposizione gestoria che deve essere qualificato come mandato “ex lege”, la cui violazione costituisce, se del caso, fonte di responsabilità esclusiva a carico del Comune, non essendo ravvisabile l’instaurazione di un rapporto di servizio diretto tra l’Amministrazione finanziaria e i messi comunali, che operano alle esclusive dipendenze dell’Ente territoriale. Ciò conferma che il messo comunale, in quanto incardinato nell’Amministrazione locale di appartenenza, non costituisce un autonomo organo istituzionale dotato di competenze autonome e distinte dal Comune, immedesimandosi dunque nell’Ente Locale. Perciò, secondo i Giudici di legittimità, è corretto tenere in considerazione, ai fini del decorso del termine di decadenza dall’azione impositiva, il momento di consegna dell’atto al Comune nel quale si incardina la figura professionale del messo comunale, non essendo in alcun modo ipotizzabile altra diversa data di effettiva consegna dell’atto a detto Ufficio, apparendo pertanto del tutto irrilevante l’epoca di materiale ricezione dell’atto da notificare al Messo comunale medesimo.