Ogni Azienda ha un volto. Il volto vero impresso sin dalla sua origine e che poi il tempo e l’attività hanno plasmato, incidendovi i segni dei periodi alterni di fortune, depressioni, incertezze e crisi.
Difficilmente un osservatore esterno conosce il vero volto di una Azienda, ma per la verità a volte una Azienda è ignota anche allo stesso proprietario.
Alla fine di questo 2017 occorrerà però scoprire, finalmente ed obbligatoriamente, il vero volto della propria Azienda, o dell’Azienda di cui si è Soci, Amministratori, Sindaci.
Collegando il contenuto del Dlgs. n. 175/2016, in particolare l’art. 14, con quello dell’emananda nuova “Legge Fallimentare” non si può più prescindere dal conoscere la situazione finanziaria, economica e patrimoniale dell’Azienda.
Ed ovviamente non ci si potrà basare su metodologie standardizzate di interpretazione delle vicende aziendali, ma come bravi pittori occorre sapere disegnare l’identikit finanziario, economico e patrimoniale della singola Azienda.
Perché, un indice dell’analisi di bilancio significativo per una tipologia aziendale o per una Azienda può essere inutile se non fuorviante per un’altra tipologia aziendale.
Ma se questa aberrante conclusione è valida per tutte le Aziende, la mostruosità d’indagine lievita allorché ad essere indagate sono le Società a partecipazione pubblica che vendono servizi pubblici essenziali.
Si pensi a due partecipate pubbliche nel settore idrico, di cui una con captazione delle acque a 5 chilometri dalle vasche di distribuzione e l’altra con captazione a 20 chilometri; gli indici di bilancio ignorano questa profonda differenza che però ha pressanti e diverse necessità di fabbisogno finanziario.
Ecco perché dal 2018 ogni Azienda, in primis le Società a partecipazione pubblica, diviene un’anfora di alabastro che deve essere illuminata dall’interno, per riflettere la parte più nascosta all’analisi “standardizzata”, la parte più vitale alla sua corretta interpretazione.
Occorre iniziare ad impegnarsi per elaborare l’identikit finanziario delle aziende iniziando con una aggregazione categoriale (Acqua, Luce, Gas, Rifiuti, Trasporti, ecc.) per, successivamente, affinare l’elaborazione con altre significative differenze (composizione qualitativa del capitale sociale, caratteristiche dei contratti di servizio, popolazione, ecc.).
Non sarà un lavoro facile ma sarà sicuramente stimolante sia per gli studiosi sia per gli operatori.
E sarà utilissimo per la collettività e per il Governo politico che per la prima volta potrà avere a disposizione una massa di informazioni indispensabili ad esempio per la politica tariffaria.
Se il fine primo e ultimo della contabilità è l’informazione, è anche vero che la gestione va analizzata non più soltanto con i vecchi e tradizionali schemi.
Si perverrà alla “carta d’identità” della singola Azienda.
di Riccardo Compagnino
Dottore commercialista e Revisore contabile, Esperto di finanza pubblica locale