Opere pubbliche: le novità in tema di edilizia scolastica e monitoraggio stato infrastrutture contenute nel “Decreto Genova”

Opere pubbliche: le novità in tema di edilizia scolastica e monitoraggio stato infrastrutture contenute nel “Decreto Genova”

E’ stato pubblicato sulla G.U. 226 del 28 settembre 2018 il Dl. 28 settembre 2018, n. 109, rubricato “Disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze” (c.d. “Decreto Genova”).

La norma è nata con l’obiettivo primario di gestire l’emergenza data dal crollo, il 14 agosto 2018, del Viadotto Polcevera dell’Autostrada A10, nel Comune di Genova, meglio noto come “Ponte Morandi”. Alle misure volte a dare sostegno alle vittime di questo evento si affiancano anche le disposizioni per la riparazione, ricostruzione, assistenza alla popolazione e ripresa economica nei territori dei Comuni di Casamicciola Terme, Forio, Lacco Ameno, interessati dal terremoto che ha colpito l’Isola di Ischia il 21 agosto 2017.

Tra le numerose novità introdotte dal corposo Provvedimento, segnaliamo:

  • l’esenzione Imu e Tasi, valida fino al 31 dicembre 2020, per i fabbricati del genovese interessati dalle ordinanze di sgombero;
  • l’autorizzazione, per il Comune di Genova, la Città metropolitana di Genova e la Regione Liguria, ad assumere 250 unità di personale da destinare alla gestione dell’emergenza (nell’ambito di Protezione civile, Polizia locale ecc), in deroga agli ordinari vincoli assunzionali;
  • l’istituzione, sempre per l’area del “Ponte Morandi”, di una Zona franca urbana e di un contributo specifico a sostegno delle imprese danneggiate dall’evento;
  • l’individuazione dei criteri per l’assegnazione di contributi per la ricostruzione privata degli immobili danneggiati dal sisma ischitano;
  • la proroga all’anno di imposta 2019 dell’esenzione dalle Imposte sui redditi dei fabbricati distrutti o inagibili a seguito del citato terremoto.

Al di là delle misure transitorie e strettamente legate a questi eventi, il Dl. contiene anche alcune disposizioni di più ampio rispiro, che prendono le mosse dalle criticità di sistema messe in luce da queste circostanze emergenziali ma introducono istituti pensati per essere permanenti.

Tra questi, segnaliamo in primis, la “Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali”, la cui istituzione – a partire dal 1° gennaio 2019 – è prevista dall’art. 12 del Decreto in commento. Questa avrà il compito di garantire la sicurezza del Sistema ferroviario nazionale e delle infrastrutture stradali e autostradali.

Inoltre, il successivo art. 13 ha gettato le basi per l’istituzione di un “Archivio informatico nazionale delle opere pubbliche” (“Ainop”), che sarà formato dalle seguenti Sezioni:

a) ponti, viadotti e cavalcavia stradali;
b) ponti, viadotti e cavalcavia ferroviari;
c) strade – archivio nazionale delle strade;
d) ferrovie nazionali e regionali – metropolitane;
e) aeroporti;
f) dighe e acquedotti;
g) gallerie ferroviarie e gallerie stradali;
h) porti e infrastrutture portuali;
i) edilizia pubblica.

Per ciascuna opera pubblica elencata nell’Archivio, dovranno essere riportati:

a) i dati tecnici, progettuali e di posizione con analisi storica del contesto e delle evoluzioni territoriali;
b) i dati amministrativi riferiti ai costi sostenuti e da sostenere;
c) i dati sulla gestione dell’opera anche sotto il profilo della sicurezza;
d) lo stato e il grado di efficienza dell’opera e le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria;
e) la collocazione dell’opera rispetto alla classificazione europea;
f) i finanziamenti;
g) lo stato dei lavori;
h) la documentazione fotografica aggiornata;
i) il monitoraggio costante dello stato dell’opera anche con applicativi dedicati, sensori in situ e rilevazione satellitare;
l) il Sistema informativo geografico per la consultazione, l’analisi e la modellistica dei dati relativi all’opera e al contesto territoriale.

Ove tali informazioni fossero già presenti nella “Banca dati delle Amministrazioni pubbliche” (“Bdap”), non sarà necessario duplicare le comunicazioni e i dati saranno trasferiti da questa all’Ainop.

Come precisato dal comma 4, “le Regioni, le Province autonome di Trento e di Bolzano, gli Enti Locali, l’Anas, Rete Ferroviaria Italiana Spa, i Concessionari autostradali, i Concessionari di derivazioni, i Provveditorati interregionali alle opere pubbliche, l’Enac, le Autorità di sistema portuale e logistico, l’Agenzia del Demanio e i soggetti che a qualsiasi titolo gestiscono o detengono dati riferiti ad un’opera pubblica o all’esecuzione di lavori pubblici, alimentano l’Ainop con i dati in proprio possesso per la redazione di un documento identificativo, contenente i dati tecnici, amministrativi e contabili, relativi a ciascuna opera pubblica presente sul territorio nazionale”.

I soggetti sopra riportati – ivi compresi gli Enti Locali – dovranno rendere disponibili, a partire dal 15 dicembre 2018, i propri servizi informatici per la condivisione dei dati e delle informazioni nel rispetto del Dlgs. n. 82/2005, mediante la cooperazione applicativa tra P.A., con le modalità che saranno definite da un apposito Dm. Mit da adottarsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore del Dl. n. 109/2018 in commento.

Gli Enti e le Amministrazioni che, a qualsiasi titolo, fanno attività di vigilanza sull’opera, effettuano il monitoraggio dello stato di attuazione degli interventi, identificati con i relativi Cup, insistenti sulle opere pubbliche, identificate con apposito Codice, e delle relative risorse economico-finanziarie assegnate utilizzando le informazioni presenti nella Bdap, che vengono segnalate dai soggetti titolari degli interventi, ai sensi del Dlgs. n. 229/11.

L’Ainop – si legge al comma 8 – “è sviluppato tenendo in considerazione la necessità urgente di garantire un costante monitoraggio dello stato e del grado di efficienza delle opere pubbliche, in particolare per i profili riguardanti la sicurezza, anche tramite le informazioni rivenienti dal Sistema di monitoraggio dinamico per la sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali di cui all’art. 14. Le informazioni contenute nell’Ainop consentono di pervenire ad una valutazione complessiva sul livello di sicurezza delle opere, per agevolare il processo di programmazione e finanziamento degli interventi di riqualificazione o di manutenzione delle opere stesse e del grado di priorità dei medesimi”.

Si evidenzia infine che – in applicazione dell’art. 42 – le risorse stanziate per l’edilizia scolastica in attuazione di una serie di norme (Dl. n. 66/2014; Delibera Cipe n. 22/2014; Legge n. 107/2015) che non sono state utilizzate, saranno accertate con apposito Dm. Miur entro 60 giorni dall’entrata in vigore di questo Decreto.

Tali somme saranno poi ridestinate, entro il 31 dicembre 2018, agli Enti Locali proprietari degli edifici adibiti ad uso scolastico, per finanziare la progettazione degli interventi di messa in sicurezza di tali immobili secondo le modalità che saranno dettate dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

di Veronica Potenza


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